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S’È DISSOLTA L’ARMATA “CALTA-MELONI” – ORA CHE SI È COMPIUTO IL RIBALTONE IN MPS, CON LA VITTORIA DI LUIGI LOVAGLIO, HANNO TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO LE PAROLE DI GIORGIA MELONI, CHE CINQUE MESI FA DISSE: “IL RUOLO DEL GOVERNO IN MPS È FINITO” – “DOMANI”: “RILETTA OGGI, PERÒ, L’ESTEMPORANEA USCITA DI MELONI SUONA COME L’ANNUNCIO DI UN DISIMPEGNO ANCHE, E SOPRATTUTTO, NEI CONFRONTI DELLA LINEA ESPRESSA DAL SOCIO FORTE DELLA BANCA, CIOÈ CALTAGIRONE” – DONNET RINGRAZIA: CALTAGIRONE, CHE SOGNAVA DI CALARE SU TRIESTE E PRENDERSI GENERALI, È COSTRETTO ALLA RITIRATA...

CALTAGIRONE MOLLATO DA MELONI, LOVAGLIO VINCE LA BATTAGLIA DI MPS

Estratto dell’articolo di Vittorio Malagutti per “Domani”

 

francesco gaetano caltagirone - giorgia meloni

Rieccolo. È durato poco più di un mese l’esilio da Siena di Luigi Lovaglio: l’assemblea dei soci ha riportato il manager sulla poltrona di amministratore delegato del Monte dei Paschi. Il clamoroso ribaltone è maturato grazie ai voti di Delfin, holding della famiglia Del Vecchio, e del BancoBpm.

 

[…]  Era noto da tempo il rapporto di stima che lega Lovaglio a Francesco Milleri, numero uno di Delfin, ma questo non basta a giustificare lo strappo dei Del Vecchio, che per mesi hanno fatto fronte comune con Caltagirone salvo poi mettere il loro 17,5 per cento al servizio della rimonta del manager giubilato appena poche settimane fa.

 

luigi lovaglio il gordon gekko dei riccarelli

Lo stesso discorso vale per il BancoBpm, forte di un 3,74 per cento del capitale di Mps, in passato sempre bene allineato con le scelte del gruppo dirigente della banca.

 

Che cosa è cambiato per giustificare un così inatteso, e clamoroso, cambio di campo? Per cercare di capire meglio il nuovo scenario, bisogna forse risalire alle parole di Giorgia Meloni, pronunciate il 27 febbraio scorso. «Il ruolo del governo in Mps è finito», ha scandito la presidente del Consiglio meno di cinquanta giorni fa in un’intervista, aggiungendo che il Tesoro non avrebbe partecipato al rinnovo del Cda con la sua quota del 4,9 per cento.

 

MPS MEDIOBANCA

All’epoca la sorprendente dichiarazione della premier venne interpretata come una presa di distanze che serviva anche ad alleggerire le ombre proiettate sull’azione governativa dall’inchiesta penale della procura di Milano sul presunto concerto azionario tra i grandi soci nella scalata di Mps a Mediobanca. Un’inchiesta che vede indagato lo stesso Lovaglio, insieme a Caltagirone e Milleri.

 

[…] Riletta oggi, però, l’estemporanea uscita di Meloni suona come l’annuncio di un disimpegno anche, e soprattutto, nei confronti della linea espressa dal socio forte della banca, cioè Caltagirone.

 

Giuseppe Castagna - PRIMA DELLA SCALA 2024

Azionista forte non tanto per via della sua quota di capitale, visto che il suo 11 per cento è inferiore al 17,5 per cento di Delfin, quanto per la determinazione con cui per il tramite del Monte il costruttore ed editore romano ha perseguito il suo storico obiettivo, le Generali. Con la conquista di Mediobanca, infatti, Mps ha preso il controllo della strategica quota del 13,2 per cento dell’assicurazione triestina in portafoglio a Piazzetta Cuccia.

 

Va ricordato, a questo punto, che proprio sulla gestione dell’istituto appena scalato sono nati i primi contrasti tra Lovaglio e Caltagirone, culminati il 4 marzo con il licenziamento del manager deciso dal Cda. Una delibera, quest’ultima, che è stata approvata dal board senza la partecipazione, non a caso, di Barbara Tadolini, amministratrice di Mps indicata da Delfin.

 

blackrock

È chiaro quindi che dopo il cambio di rotta del governo sono cambiate anche le priorità di Milleri e di Giuseppe Castagna, il banchiere che guida BancoBpm. Meglio tenersi in scia dell’esecutivo piuttosto che giocare una partita in cui, a differenza dell’ex alleato Caltagirone, avevano molto più da perdere che da guadagnare.

 

Alla fine, dunque, Lovaglio e la sua lista hanno conquistato il 49,95 per cento del capitale presente in assemblea, che corrisponde al 32 per cento del capitale sociale. Un numero che comprende anche i voti di grandi fondi come Blackrock con il 3,5 per cento, e Norges, con meno dell’1 per cento.

 

francesco gaetano caltagirone giorgia meloni

Questi e altri investitori istituzionali avevano seguito tra dubbi e perplessità il ribaltone interno alla banca, con il siluramento di Lovaglio, e non è escluso che il loro voto contro la lista del Cda sia stato in qualche modo agevolato dalla percezione che il clima politico intorno alla banca era cambiato.

 

Altri fondi internazionali hanno invece seguito le indicazioni dei proxy advisor Glass Lewis e Iss, le due società che forniscono consulenza agli investitori istituzionali per il voto in assemblea. Entrambe, infatti, avevano suggerito il voto a favore della lista del Cda, rimasta comunque ben al di sotto dei consensi di cui era accreditata alla vigilia.

 

FRANCESCO MILLERI

[…] Risulta a Domani che nei giorni scorsi Lovaglio ha contattato svariati investitori chiedendo il loro appoggio e lasciando intendere che avrebbe potuto contare anche sul sostegno di Delfin.

 

In questo modo il manager sarebbe così riuscito a incrementare i consensi per la lista Plt, che partiva, va ricordato, con una quota di poco superiore all’1 per cento, di proprietà di Tortora.

 

Chiusa la battaglia assembleare, si apre uno scenario del tutto nuovo non solo a Siena. Anche a Trieste, il vertice delle Generali, con a capo il ceo Philippe Donnet, vede meno nubi all’orizzonte, adesso che Caltagirone, da sempre critico (eufemismo) nei suoi confronti è costretto alla ritirata.

 

cesare bisoni

Mediobanca si avvia invece alla fusione con Mps, così come previsto nel piano industriale predisposto da Lovaglio. Un’operazione, quest’ultima, che invece sarebbe stata probabilmente rivista se dall’assemblea fosse uscita vincente la lista del Cda.

 

[…] Servirà comunque ancora qualche giorno, o forse settimana, prima che prenda forma il nuovo board di Mps. In base ai risultati del voto, saranno nominati otto amministratori provenienti dalla lista di Plt.

 

Alla lista del Cda andranno sei consiglieri e uno a quella di Assogestioni. Non è detto però che tutti gli eletti accettino l’incarico. Lovaglio sarà di sicuro il prossimo amministratore delegato, mentre per la presidenza la lista Plt aveva indicato Cesare Bisoni. Del prossimo Consiglio faranno parte anche Palermo e Corrado Passera, inseriti nella lista perdente, ma è da vedere se accetteranno la nomina.

 

LUIGI LOVAGLIO - FOTO LAPRESSE

D’altra parte gli investitori si interrogano anche sulle prossime mosse di Caltagirone con la sua quota dell’11 per cento di Mps che vale circa 2,7 miliardi. In Borsa c’è grande attesa per gli sviluppi della situazione. Ieri il titolo del Monte è partito a razzo non appena si è diffusa la notizia della vittoria di Lovaglio: più 4,7 per cento il rialzo a fine giornata. Fuochi d’artificio per una storia che può riservare nuove sorprese.

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE GIORGIA MELONI

 

 

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