CORRIERE DELLE MIE BRAME: DUELLO TRA LO SCARPARO E KAKI ELKANN – CHE CI FACEVA DELLA VALLE IERI IN BANCA INTESA?

1 - L'AUT AUT DI MR TOD'S
Antonella Olivieri per il "Sole 24 Ore"

Con quanto ha perso su Rcs, inseguendo il sogno di diventare l'editore del Corriere della Sera, Giuseppe Rotelli avrebbe potuto sottoscrivere da solo l'aumento di capitale da 400 milioni che oggi è vitale per la sopravvivenza del gruppo. A questo punto, il primo singolo socio, con poco più del 14%, tornerà a essere Mediobanca che però, non avendo velleità editoriali, è da considerare a termine.

Nel travaglio di Rcs la vera partita si giocherà perciò tra Diego Della Valle e il presidente Fiat, John Elkann. L'imprenditore della Tod's ha posto due condizioni per sedersi al tavolo: cambio di governance e cambio di piano. A portata di mano c'è il primato nell'azionariato, che otterrebbe sgravando le banche di parte dell'inoptato montante.

Ma, secondo indiscrezioni, per investire ancora sul futuro di Rcs Della Valle avrebbe posto un aut-aut temporale: una settimana-dieci giorni di tempo per riunirsi e dare una svolta nella direzione richiesta. Per contro potrebbe rinunciare a pretese di governance per sè, tutelando il proprio investimento da azionista "passivo", ma rafforzato nel peso.

Dall'altra parte, il vero antagonista sulla testa di un gruppo che ha rischiato di portare i libri in Tribunale, è John Elkann, l'unico socio industriale del patto che si è reso disponibile ad assorbire parte dell'inoptato e a salire di un altro 2,8% in aggiunta al 10,5% già in portafoglio, e di fatto il socio che più ha giocato un ruolo nella fase uno del riassetto con la scelta di Pietro Scott Jovane come nuovo ad.


2 - IL RISCHIO DI UN MAXI-INOPTATO PER LE BANCHE
Laura Galvagni per il "Sole 24 Ore"

Il passo indietro di Giuseppe Rotelli sull'aumento di capitale Rcs ha rimescolato le carte in tavola. A sfavore, però, delle banche del consorzio di garanzia. Gli istituti facevano probabilmente conto sull'impegno dell'imprenditore. Venendo a mancare quell'appoggio, non indifferente considerato che interessa il 16,6% del capitale del gruppo editoriale, il rischio che il consorzio debba accollarsi una quota consistente della ripatrimonializzazione potrebbe rivelarsi un'ipotesi concreta.

A conti fatti, le banche potrebbero ritrovarsi in portafoglio quasi il 30% di Rcs. Una partecipazione decisamente rotonda. Certo, il conto finale potrà essere fatto solo il prossimo 5 luglio al termine dell'offerta, e allo stato si tratta solo di stime, tuttavia il timore che la ricapitalizzazione possa chiudersi su cifre vicine a questa soglia già ieri serpeggiava negli ambienti finanziari vicini all'operazione. Salvo che Diego Della Valle, come alcuni rumor riferivano, non si faccia carico dei diritti legati alla quota Rotelli, oltre che alla sua. Su questa opportunità, però, il condizionale è d'obbligo.

Le mosse dell'imprenditore non sono ancora completamente chiare. Un suo intervento non sarebbe sgradito e lo farebbe diventare, tra l'altro, il primo azionista singolo di Rcs con il 22% del capitale. Tuttavia, perché ciò avvenga, Della Valle e in modo neppure tanto velato, ha posto condizioni precise che passano da un rimpasto complessivo della governance, dallo scioglimento del patto e dalla revisione del piano industriale. Richieste sottoscritte da una parte dei soci ma non condivise da un azionista forte di Rcs, ossia dalla Fiat di John Elkann. E questo primo ostacolo non pare facilmente aggirabile.

Il secondo è che, a quanto pare, Rotelli ha già cominciato a cedere i propri diritti sul mercato. E, probabilmente, proseguirà lungo questo percorso. Una strada, in realtà, piuttosto impervia. I diritti continuano a crollare e scambiarli a Piazza Affari è assai complesso. Basti pensare che ieri ne sono stati trattati appena 626 mila, un'inezia se si considera che solo Rotelli ne ha a disposizione oltre 18,2 milioni.

E a questi vanno aggiunti quelli nel portafoglio di Edizione, 5,5 milioni, altro azionista fuori dal patto che fin dall'inizio ha dichiarato di non voler partecipare all'aumento di capitale. Detto questo, se Rotelli venderà i diritti sul mercato difficilmente potranno finire nelle mani di Della Valle, piuttosto saranno strumenti di speculazione a disposizione del mercato e quindi, a scadenza, con ogni probabilità non verranno esercitati ed entreranno a far parte del monte inoptato.

Ed è in questa sede che Della Valle potrebbe, volendo, rientrare in partita. Ma perché ciò avvenga ancora una volta sarà cruciale la disponibilità dell'azienda a rivedere il proprio piano. Se ciò non accadrà, il rischio per le banche di ritrovarsi un pacchetto sostanzioso di titoli Rcs potrebbe diventare realtà.

 

DELLA VALLE ELKANN i fratelli della Valle e Lapo Elkann Sede del Corriere della Sera in via SolferinoGiovanni Bazoli Giovanni Bazoli John Elkann Pietro Scott Jovane

Ultimi Dagoreport

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?

malago galliani calcagno ulivieri

DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI - COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” - L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” - L’ASSOALLENATORI E' IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI...