e commerce arabo

SFIDA ARABA ALL’E-COMMERCE - STA PER APRIRE NOON.COM, IL PIÙ GRANDE E-TAILER AL MONDO CON UN DEPOSITO, A DUBAI, GRANDE QUANTO 60 STADI DI CALCIO - L’IDEA VIENE DA UN BIMBO DI 9 ANNI - RISPOSTA DI AMAZON: SI COMPRA PER UN MILIARDO DI DOLLARI SOUQ.COM

 

1 - NOON.COM, IL PORTALE ARABO DEL LUSSO PARTE L' ATTACCO AD ALIBABA E AMAZON

 

Paola Jadeluca per “Affari & Finanza - la Repubblica”

 

Mohammed AlabbarMohammed Alabbar

Vuole creare l' Alibaba del Medio Oriente, la più grande piattaforma di e-commerce del mondo. Mohammed Alabbar, presidente di Emaar Properties, il primo sviluppatore di real estate e mall di Dubai, l' uomo che ha costruito la torre più grande del mondo, il Burj Khalifa, aprirà il prossimo anno Noon.com, e-tailer del lusso sul quale ha investito un miliardo di dollari. Alabbar, che è anche proprietario del Dubai Mall, ha fatto sapere che conterà su centri di distribuzione a Riyadh e Gedda, in Arabia Saudita, e su un deposito gigantesco, della dimensione di 60 stadi di calcio, a Dubai. L' e-tailer sarà disponibile in prima battuta in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti e, in seguito, in Egitto. Partirà con 20 milioni di prodotti.

 

Mohammed Alabbar Giorgio Armani1Mohammed Alabbar Giorgio Armani1

La battaglia del lusso si fa sempre più accesa. Noon.com promette di dare filo da torcere ad Amazon, il gigante americano che sta cavalcando l' onda delle vendite online anche su nuovi, promettenti settori, come i cibi freschi. Qualcuno ha detto che farà la concorrenza anche a Yoox, il portale dell' italiano Federico Marchetti. Ma Alabbar, nella primavera scorsa ha acquisito il 4% delle quote di Yoox, puntando sul potenziale di crescita.

 

Mohammed Alabbar2Mohammed Alabbar2

Yoox, infatti, dopo l' acquisizione dell' inglese Net-a-porter, completata lo scorso anno, ha messo su un operatore globale indipendente nel luxury fashion e-commerce, con ricavi netti aggregati pari a circa 1,3 miliardi di euro, che spazia dall' outlet ai marchi più ricercati venduti a prezzo pieno. Marchetti ha avuto l' idea geniale di mettere a disposizione la piattaforma logistica e il know how gestionale per i siti monomarca e oggi gestisce praticamente l' e-retail per tutti i brand più importanti, da Armani a Zegna. Vende in 100 paesi, ma il mercato arabo è particolare.

 

Alcuni analisti più che una contrapposizione pensano, invece, a un' alleanza digitale occidente- oriente, per spartirsi i due versanti del mercato mondiale. Non si dovrà aspettare molto per capire che scenario si prospetta. Alabbar corre. Come ha lui stesso dichiarato nel corso di uno speech al Dubai International Project Forum, guarda già a cosa succederà nel 2020, Perchè assistiamo a cambiamenti radicali di giorno in giorno.

immobili Mohammed Alabbarimmobili Mohammed Alabbar

 

«Presto arriveremo a progettare case senza cucine- ha detto- perché la consegna di cibi pronti a casa cresce del 10% al mese: dobbiamo essere sicuri di poter far fronte a tutto questo». Alabbar ha guidato una cordata che ha rilevato lo scorso agosto per 2,4 miliardi di dollari Kuwait Food Co, un gigante dell' alimentare conosciuto come Americana perché gestisce tra l' altro il franchising di Kfc e Pizza Hub in Medio Oriente, e c' è da scommettere che sferrerà l' attacco sia ad Amazon che ad Alibaba anche su questo fronte. Si annuncia una grande battaglia. Alabbar ha pensato a tutto: ha anche comprato nel luglio scorso Aramex, grande compagnia di logistica e consegna, con base a Dubai.

 

EmaarEmaar

Lo sguardo sempre puntato al futuro, Alabbar ha dichiarato che una delle cose che sta pensando per le case di Dubai Creek e Dubai Hills, i due nuovi insediamenti futuristici della Emaar, sono cucine sempre più piccole, proprio per la crescita delle consegne di cibo a domicilio. Il quartier generale di Noon.com sorgerà proprio nella baia del Creek, il canale d' acqua che separa la città vecchia dalla nuova.

 

Emaar Properties1Emaar Properties1

Metà del miliardo di dollari di investimenti su Noon.com sono del Fondo Sovrano di Dubai. Dubai è stato il primo tra gli emirati a capire l' importanza di emanciparsi dal petrolio, Già circa quindici anni fa ha dato il via ai piani di diversificazione economica. Puntando inizialmente sul turismo, con la costruzione di hotel e villaggi sull' acqua e sul nulla. Quando l' aeroporto di Dubai è stato inaugurato sembrava la classica cattedrale nel deserto. Oggi è diventato la Mecca del lusso. Grazie alla sua felice posizione geografica è snodo di traffici intercontinentali importanti, che erano stati previsti e programmati. L' hub aeroportuale ha sostenuto lo sviluppo e attirato investitori stranieri. E ha attirato turisti. Il Dubai Mall, non si stanca di ripetere Alabbar, ha contabilizzato lo scorso anno 65 milioni di visitatori.

 

Mohammed Alabbar Rudolph GiulianiMohammed Alabbar Rudolph Giuliani

Ma il futuro del lusso è digitale. E Alabbar,che gli analisi considerato dotato di un sesto senso per il business, vuole puntare sui millenials, la fascia di consumatori che sta rivoluzionando il mercato del lusso. «C' è una storia che Mohammed Alabbar ama raccontare da quando ha annunciato il suo piano per l' e-retailer- scrive Tip.Net, portale di tecnologia del Medio Oriente -Durante una chiacchierata con suo nipote Jumma di nove anni gli aveva chiesto quali erano secondo lui le tre cose senza le quali il mondo non potrebbe vivere, e suo nipote aveva risposto: aria,acqua e wi-fi.

Mohammed Alabbar4Mohammed Alabbar4

 

Allora Alabbar aveva chiesto: perché non avesse menzionato anche il cibo, e il nipote aveva risposto che lo poteva ordinare online; che poteva interagire con i genitori su WhatsApp... ». Emaar Malls, il braccio retail del grupp, quotato alla Borsa di Dubai, ha chiuso il 2015 a 451 milioni di dollari Usa di fatturato, il 23% più del 2014, e ha registrato 125 milioni di visitatori nei mall e store del gruppo.

 

 

 

2 - JEFF BEZOS RILANCIA E GUARDA A SOUQ.COM 1 MILIARDO DI DOLLARI PER LE NOZZE SUL WEB

 

Paola Jadeluca per “Affari & Finanza - la Repubblica”

 

souq logo arabosouq logo arabo

Amazon non sta a guardare. Mentre Dubai sferrra l' attacco ai giganti del lusso online, il portale americano prova a comprare Souq.com, sito di e-commerce del Medio Oriente. La scorsa settimana Arabian Business e Gulf Business News hanno diffuso la notizia di trattative in corso tra i due gruppi. Amazon, sempre secondo quanto riportato dai due organi di informazione arabi, avrebbe fatto una proposta, di acquisire il 100% di Souq.com per 1 miliardo di dollari. La notizia è subito rimbalzata in rete, poi sulle tv americane. L' operazione, infatti, è una conferma del clima di grande guerra nel mercato globale dell' e-commerce.

 

jeff bezos  jeff bezos

Souq.com vende più di 1,5 milioni di prodotti online ai consumatori degli Emirati Arabi Uniti, di Egitto e Arabia Saudita. Per il colosso di Seattle l' acquisizione consentirebbe di mettere un piede fermo nell' altra metà del mercato. Souq.com all' inizio sembrava intenzionata a vendere solo il 30% delle quote, in una fase di raaccolta di capitali che ha consentito di attrarre investimenti per 275 milioni di dollari a febbraio scorso, raccolti dai due soci, Tiger Global Naspers, gestore di hedge fund e di fondi di private equity, e Naspers, un altro investitore specializzato in Internet, ai quali si sono affiancati nuovi partner: Standard Chartered Private equity, Ifc, società finanziaria membra della World Bank, Baillie Gifford, investment manager e altri piccoli investitori con focus sull' hi-tech.

souq logosouq logo

 

«Stiamo guardando a diversi opzioni possinili per aiutare la crescita», ha dichiarato a Gulf Business Ronaldo Mouchawar, co-fondatore e Ceo di Souq.com, confermando le trattative in corso con Amazon. Mouchawar è nato ad Aleppo, Siria, la città distrutta dai bombardamenti, ma vive a Dubai, dove ha sede Souq.com, il più grande sito di e-commerce del Medio Oriente. Souq.com è cresciuta del 30-40% all' anno nei paesi del Golfo e in Egitto, e del 50% in Egitto, sempre secondo Mouchawar. Un incremento esponenziale. Ma i margini di crescita sono elevati, considerato che attualmente il commercio online in Medio Oriente vake iggu 7 miliardi di dollari e dovrebbe arrivare nel 2020 a 20 miliardi, ma è attualmente pari ad appena l' 1% di tutto il commercio tradizionale.

 

AMAZON STUDIOSAMAZON STUDIOS

Secondo le classifiche di Alexa, compagnia del gruppo Amazon, tra i 50 siti web più visitati negli Emirati Arabi Uniti 22 non hanno nessun contenuto arabo disponibile, e solo 1 offre come prodotti primari beni arabi. «Non temo la concorrenza di Noon.com- ha dichiarato Mouchawar - il potenziale di crescita è talmente alto che ci sarà spazio per diversi operatori».

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…