SI RICOMINCIA A BALLARE: MILANO -0,6%, LO SPREAD RISALE A 295 - ALL’ESTERO, LE BANCHE PAGANO. RBS SGANCERÀ 600 MLN $ PER LE TRUFFE LIBOR; IN GERMANIA 5 ANNI DI GALERA PER I MANAGER CHE PORTANO RISCHI E PERDITE ECCESSIVE - NASDAQ MULTATO PER IL FLOP FACEBOOK - LIBERTY GLOBAL SFIDA MURDOCH E COMPRA VIRGIN MEDIA (23 MLD $) - FONDAZIONE PIACENZA FA CAUSA A JP MORGAN - ELECTROLUX E BENETTON LICENZIANO - SCARONI JR IN GENERALI - YOOX, RICAVI +29%...

1 - BORSA: TORNANO LE VENDITE, MILANO CHIUDE IN CALO DELLO 0,6%
Radiocor - Nuova giornata di vendite sulle Borse europee, dopo il rimbalzo della vigilia. L'incertezza politica in Italia e Spagna e' tornata a pesare sull'animo degli investitori, che cosi' hanno deciso di prendere profitto. Sul finale Milano ha registrato un ribasso dello 0,65%, risentendo dell'andamento debole delle banche e di alcune blue chips. Hanno tuttavia rialzato la testa le azioni di Banca Mps (+1,1%), nel giorno in cui il cda della banca si e' riunito per analizzare i conti e l'impatto delle operazioni sui derivati strutturate negli anni passati.

Sono inoltre state premiate le Terna (+1,9%) nel giorno in cui i vertici della societa' hanno presentato il piano industriale fino al 2017, che prevede investimenti per la rete di 4,1 miliardi. Si sono risvegliate le Azimut (+3,5%), mentre le Telecom hanno lasciato sul parterre l'1,2% alla vigilia della riunione del cda, chiamato ad approvare i conti 2012 e decidere sulla cessione della controllata TiMedia (+2,1%).

Fuori dal paniere principale, sono volate del 18% le Seat dopo il tonfo della vigilia, giorno in cui la societa' ha chiesto la procedura di concordato preventivo. Sul fronte dei cambi, l'euro tratta a 1,3544 dollari (1,3587 ieri) e a 126,59 yen (126,86). Dollaro/yen a 93,53 (93,37). Il petrolio e' in calo dello 0,2% a 96,45 dollari al barile.

2 - SPREAD BTP CHIUDE IN RIALZO A 295 PUNTI BASE
(ANSA) - Archivia la seduta in netto rialzo lo spread tra il Btp e il Bund tedesco, sfondando di nuovo la soglia dei 290 punti. La forbice Roma-Berlino si allarga a 295 punti base dai 280 punti di ieri. Il tasso sul titolo del Tesoro è in crescita al 4,58%.

3 - LIBOR: RBS PAGHERA' OLTRE 600MLN $ AD AUTORITA' USA E BRITANNICHE
Radiocor - La Royal Bank of Scotland (Rbs), controllata dal Tesoro inglese, ha quantificato in 600 milioni di dollari l'importo della multa comminatagli dalle autorita' britanniche e statunitensi per avere manipolato il tasso interbancario Libor. Nel dettaglio, l'istituto commerciale e' stata condannata a pagare 87,5 milioni di sterline dalla Fsa britannica, 325 milioni di dollari dalla Us Cftc e 150 milioni di dollari dal Dipartimento della Giustizia sempre degli Usa. Rbs, contestualmente, ha anche reso noto le (attese, ndr) dimissioni di John Hourican, il capo della banca d'investimenti che fa capo alla holding finanziaria.

4 - GERMANIA: APPROVATA LEGGE SU SEPARAZIONE ATTIVITA' BANCHE
Radiocor - Il Governo tedesco ha approvato in sede di Consiglio dei Ministri il progetto di legge sulla separazione delle attivita' bancarie, seguendo l'esempio di Francia e Gran Bretagna. La legge prevede la separazione delle attivita' di retail banking da quelle per conto proprio quando queste ultime, considerate rischiose, superano il 20% del totale di bilancio o la soglia dei 100 miliardi di euro.

La legge tocchera' sopratutto i grandi istituti di credito, come Deutsche Bank e Commerzbank, rispettivamente numero uno e due nel Paese, e la maggiore banca pubblica regionale, Lbbw, che hanno asset di bilancio per almeno 90 miliardi. La legge, che entrera' in vigore dal primo gennaio 2014 ma che lascia tempo alle banche per adeguarsi fino al luglio 2015, prevede lo scorporo delle attivita' a rischio in un'entita' separata e la messa a punto di piani per la risoluzione della banca in caso di crisi. Viene rafforzata la responsabilita' penale dei manager e responsabili bancari che assumono deliberatamente rischi eccessivi con conseguenti perdite, per i quali sono previste pene fino a cinque anni di prigione e multe.

5 - CRISI: BERLINO, EURO NON E' SOPRAVVALUTATO
Radiocor - Il Governo tedesco 'non ritiene che l'euro sia sopravvalutato'. Lo ha detto il portavoce dell'Esecutivo tedesco in un regolare incontro con la stampa. La forza dell'euro 'e' un segnale del ritorno di fiducia verso l'Eurozona' e, in ogni caso, la politica dei cambi 'non e' uno strumento adeguato per rafforzare la competitivita''.

6 - FACEBOOK: SEC VERSO MULTA DA 5 MLN $ A NASDAQ SU ERRORI IPO
Radiocor - Nasdaq Omx Group, la societa' che controlla il listino tecnologico americano va incontro a una multa da circa 5 milioni di dollari, ovvero l'1% circa dei costi provocati a Wall Street dai problemi causati durante l'Ipo di Facebook, lo scorso 18 maggio. La cifra si aggiunge ai rimborsi ai clienti per 62 milioni di dollari che Nasdaq ha gia' offerto di pagare.

Secondo il Wall Street Journal, l'operatore di Borsa e' in trattative preliminari con la Securities and Exchange Commission, la Consob americana, su un possibile accordo per archiviare la vicenda che ha trasformato in un flop l'attesissimo sbarco in Borsa del social network. Da settimane le autorita' di regolamentazione americane chiedono informazioni piu' dettagliate incontrando resistenze da parte della societa', fatto che lascia supporre che un accordo non sia imminente.

7 - ITALMATCH: FA SHOPPING IN EUROPA COMPRANDO ATTIVITA' IN GERMANIA E UK
Radiocor - Italmatch Chemicals, societa' italiana attiva nella chimica e controllata da Mandarin Capital Partner insieme al management, ha acquistato il business fosfonati (attivo con il marchio Dequest) e il business cloruri di fosforo dal gruppo olandese Thermphos International. Per Italmatch che si occupa di derivati del fosforo e speciali additivi per materie plastiche e lubrificanti, si tratta di un'operazione che consente di portare nel proprio perimetro due impianti produttivi, uno in Germania e uno nel Regno Unito che si aggiungeranno ai due stabilimenti italiani, a quello in Spagna e a quello in Cina.

L'ultima acquisizione 'rappresenta una possibilita' unica per consolidare e far crescere il business nel lungo periodo, attraverso lo sfruttamento di importanti sinergie potenziali', spiega l'a.d. di Italmatch, Sergio Iorio. Per il futuro aggiunge: 'Abbiamo un piede in Asia, in Cina, una forte presenza in Europa e a questo punto l'acquisizione di un'attivita' negli Stati Uniti completerebbe la nostra offerta'. Gia' con l'ultima operazione, comunque, la societa' italiana raggiunge un fatturato 2013 stimato proforma di oltre 250 milioni con un Mol superiore a 30 milioni.

8 - MODA: YOOX, BOOM RICAVI NEL 2012 A 376 MILIONI (+29%)
(ANSA) - Un 2012 all'insegna della crescita per Yoox, la vetrina della moda online. Il gruppo fondato da Federico Marchetti ha registrato infatti ricavi per 376 milioni (+29%). Per la prima volta, inoltre, nell'ultimo trimestre, il giro d'affari ha superato quota 100 milioni; mentre un segnale di ripresa arriva anche dall'Italia che ha registrato negli ultimi tre mesi un balzo in avanti del 12%. A fare da traino restano comunque gli Usa che, ha spiegato Marchetti, "si confermano il primo Paese".

9 - ELECTROLUX: 1.129 ESUBERI IN 4 STABILIMENTI
(ANSA) - L'Electrolux ha annunciato, nel corso di un incontro con i sindacati, 1.129 esuberi. Si tratta di 532 nuovi esuberi e 597 previsti in piano ristrutturazione 2012. Gli esuberi riguarderebbero quattro stabilimenti del gruppo in Italia. L'annuncio è stato fatto nel corso di un incontro con i sindacati a Mestre (Venezia); gli esuberi sarebbero così ripartiti: 295 tra gli operai nello stabilimento pordenonese di Porcia, 373 in quello trevigiano di Susegana, 200 nel sito produttivo di Forlì, 261 a Solaro (Milano). L'azienda non intenderebbe far ricorso a licenziamenti. La trattativa comincerà il 20 febbraio e i sindacati puntano a ridurre gli esuberi attraverso contratti di solidarietà per tutti i lavoratori da sei ore al giorno.

10 - BENETTON: PIANO TRASFORMAZIONE;450 ESUBERI MA 280 ASSUNZIONI
(ANSA) - Sono poco meno di 450 i lavoratori in esubero, tra Italia ed estero, nell'ambito di un piano di trasformazione del gruppo Benetton, che prevede anche 280 nuove assunzioni. A comunicare i dati sono state le organizzazioni sindacali, poi confermati dall'azienda, e in queste ore sono in corso le assemblee nei diversi stabilimenti trevigiani.

Nel dettaglio, i dipendenti in forza alle sedi di Ponzano Veneto e Castrette individuati in esubero sono 228, quasi tutti impiegati e tecnici, mentre altrettanti, se non in misura lievemente superiore, sono gli addetti operanti nelle strutture all'estero. Nel piano di trasformazione vi sarebbe la rescissione di una serie di commesse rispetto ad alcune decine di laboratori terzisti in tutta Italia. Il Gruppo Benetton ha sottolineato comunque come, in base ad un piano di potenziamento della rete di negozi, entro il 31 marzo in Italia saranno assunti 280 nuovi lavoratori.

11 - FONDAZIONE PIACENZA FA CAUSA A JP MORGAN E PROMETEIA
M. Ger. per il "Corriere della Sera" - La Fondazione di Piacenza e Vigevano chiede un risarcimento danni a Prometeia e Jp Morgan per l'investimento indiretto (un contratto swap con Jp Morgan) nelle obbligazioni Fresh di Banca Mps, ovvero quell'operazione strutturata da un miliardo di euro che servì alla banca per raccogliere parte della provvista necessaria a pagare Antonveneta. L'atto di citazione, di cui si è saputo solo pochi giorni fa, è stato depositato la scorsa primavera alla Corte d'Appello di Bologna. Quindi ben prima che l'inchiesta penale puntasse i riflettori sull'operazione Fresh.

Chiamate in causa sono la società di consulenza Prometeia, nel 2008 era advisor per gli investimenti della fondazione (e nel 2012 advisor di Mps per il piano industriale), e la banca d'affari Jp Morgan, controparte nel derivato (e sottoscrittore delle azioni Mps al servizio del Fresh, collocatore dei bond Fresh, finanziatore di Mps). Anche la Fondazione Cassa di Padova e Rovigo (30 milioni di Fresh) e la «sorella» Cassa di Livorno (7,6 milioni) hanno dichiarato, senza alcuna contestazione, che l'acquisto dei titoli fu concluso sempre su consiglio di Prometeia.

La fondazione di Piacenza, tuttavia, non ha in portafoglio i titoli ma un contratto derivato con Jp Morgan con sottostante il bond convertibile (minusvalenza latente di 9,9 milioni). La ricca cedola fu un incentivo. Ora però la fondazione contesta, nella causa a Bologna (dove ha sede Prometeia), la modifica in corsa delle caratteristiche del Fresh. Tra l'altro - è la sostanza delle contestazioni in tribunale - sono mutate le condizioni di pagamento delle cedole delle obbligazioni che possono essere azzerate se Mps non produce utili distribuibili. Prometeia, è la tesi di Piacenza, non avrebbe rappresentato il rischio di un possibile pregiudizio patrimoniale per la Fondazione mentre Jp Morgan avrebbe scaricato sulla controparte tutti i rischi.

12 - BRUNO SCARONI NELLA SQUADRA GENERALI
F.D.R. per il "Corriere della Sera" - Generali strappa un manager alla Zurich. Un manager dal nome «pesante»: si chiama Bruno Scaroni. Il figlio dell'amministratore delegato dell'Eni e consigliere della compagnia triestina, Paolo Scaroni, dal primo marzo assumerà la guida del «cantiere distribuzione», uno degli otto cantieri aperti dal group ceo del Leone, Mario Greco, per ridisegnare l'assetto della compagnia triestina.

Padre e figlio tuttavia non si incroceranno: il numero uno dell'Eni ha fatto già sapere di non essere disponibile per il rinnovo del board in primavera. A Trieste è arrivato anche Francesco Bardelli da McKinsey, a supporto del responsabile del progetto di riassetto Giorgio Trombetta. Scaroni jr lavorerà con il country manager Raffaele Agrusti e avrà il compito di studiare il nuovo modello distributivo e l'integrazione per le reti Generali, Ina, Assitalia e Toro.

Expertise già maturata in Zurich come responsabile pianificazione e sviluppo sotto la gestione Greco. Nella compagnia elvetica il manager trentacinquenne è approdato sei anni fa proveniente da McKinsey, tappa di «rigore» nella formazione di Scaroni jr (il padre ha iniziato qui. E anche Greco), insieme ai quattro anni alla Goldman Sachs.

13 - LA RETE DEI GANADO: 50 NEGOZI ACCESSORIZE, 60 PER ALDO SHOES
A.Jac. per il "Corriere della Sera" - Sono due fratelli di Malta ma hanno scelto l'Italia come sede del loro business. Che nonostante la difficile congiuntura hanno deciso di rilanciare. Andrew, 46 anni e Christian Ganado, 38, dal 2003 sono sbarcati nel Belpaese con la loro Retail Systems, specializzata nella diffusione di brand internazionali della moda (40 milioni il fatturato 2012). Franchisee del marchio britannico Accessorize, (accessori femminili fashion per giovani donne e bambini) i Ganado hanno cominciato ad aprire negozi nel Nord Italia (dove Retail Systems è licenziatario del marchio insieme a Moonsoon): a oggi 24 punti vendita diretti e 14 in franchising, oltre agli otto negozi aperti in Austria. L'obiettivo è di 50 nuove aperture in franchising in tutta Italia.

Ma il marchio su cui gli imprenditori maltesi hanno deciso di scommettere è anche Aldo Shoes, brand canadese di calzature (con oltre 1500 punti vendita nel mondo). Aldo Group International nel 2010 affida ai fratelli Ganado la licenza per espandere il marchio in Italia (oggi sono 7 i negozi) e in Austria (4 le aperture). Il piano prevede 60 nuovi negozi tra diretti e franchising in sette anni che dovrebbero portare i dipendenti dai 400 attuali a oltre un migliaio. «Con l'obiettivo - spiega il direttore generale Nicola Mangini, 37 anni - di rafforzare la rete in franchising e di ottimizzare quella diretta».

14 - LIBERTY GLOBAL SFIDA MURDOCH, COMPRA VIRGIN MEDIA
(ANSA) - Liberty Global si rafforza in Europa: la società guidata da John Malone acquista Virgin Media, il secondo operatore di pay-tv inglese. E lancia la sfida all'amico-nemico Rupert Murdoch, per il quale Malone - secondo alcuni osservatori - rischia di diventare l'incubo maggiore. Un'operazione, quella di Liberty Global, in contanti e in titoli per un totale di 23,3 miliardi di dollari, incluso il debito, e dalla quale - se sarà approvata dagli azionisti - nascerà un colosso europeo, il maggiore di telecomunicazioni a banda larga, con 25 milioni di clienti in 14 Paesi.

A seguito dell'annuncio del programma, intanto, Moody's ha deciso di mettere sotto osservazione tutti i rating di Virgin Media in vista di un successivo downgrade. Un'ascesa quella di Liberty Media in Europa che mette di nuovo faccia a faccia Malone e Murdoch, alleati fino al 2008 quando Liberty Media, la divisione americana di Liberty Global, ha deciso di scambiare la propria quota del 16% in News Corp con il 41% che News Corp aveva in DirectTv.

Ora i due 're' dell'industria dei media si incontrano di nuovo, e lo fanno in Gran Bretagna in un momento in cui molti osservatori si interrogano sulla possibilità che Murdoch possa uscire dal mercato della pay-tv inglese. News Corp è il maggior azionista di BskyB, con una quota del 39,1%: i tentativi di Murdoch di acquistare l'intera BskyB sono naufragati nel 2011 in seguito allo scandalo delle intercettazioni. Al momento Virgin, sotto l'egida di Liberty Global, si impegna a evitare un battaglia con Murdoch per i diritti su alcuni contenuti di BskyB, quali Premier League.

"Non prevedo alcuna operazione di merger and acquisition sul mercato inglese per diverso tempo", ha detto l'amministratore delegato di Liberty Global, Mike Fries, nella conference call per spiegare l'operazione. L'ingresso di Malone in Gran Bretagna potrebbe inoltre tradursi in una rivoluzione per il mercato inglese e per quello europeo. Un accordo di successo "potrebbe segnalare un cambio ai vertici della gerarchia globale delle pay-tv", afferma Ted Hall, analista di Informa Telecoms & Media.

L'acquisizione di Virgin media si va ad aggiungere al rafforzamento di Liberty Global nell'operatore via cavo belga Telenet Group: meno di un mese, infatti, ha aumentato la propria quota al 58%. Una volta che l'unione fra le Liberty Global e Virgini Media sarà ultimata sono previsti 180 milioni di dollari di risparmi annuali. Sinergie che saranno realizzate in aree come la rete e l'It. Un primo effetto delle nozze è l'uscita dell'amministratore delegato di Virgin Media, Neil Berkett, che lascerà l'incarico al completamento dell'operazione ma continuerà ad agire come advisor.

15 - LIBERTY CHE VUOLE VIRGIN PREANNUNCIA LA FEBBRE DELLE ACQUISIZIONI
Christopher Hughes per "la Stampa" - L' interesse di Liberty Global per la britannica Virgin Media, operatore televisivo via cavo concorrente, è notevole sia per le dimensioni sia per la probabile influenza futura sul settore. Un affare che potrebbe scandire il ritmo per le fusioni e le acquisizioni del 2013.

Il mercato inglese per il settore internet ad alta velocità non è affatto invitante: un terreno fortemente competitivo e con prospettive di crescita inferiori rispetto ad altri mercati simili. Un'unione Virgin-Liberty offrirebbe alcune nuove sinergie, tuttavia ciò che ha maggiormente attratto gli investitori è stato il flusso di cassa di Virgin Media, distribuito attraverso un programma attivo di riacquisto di azioni. La generazione di cassa è, senza dubbio, quello che ha portato John Malone, il re della tv via cavo nonché presidente di Liberty Global, a rispolverare il suo interesse.

Non è ancora chiaro come potrebbe essere strutturata l'operazione, a maggior ragione se si considera che la principale quotazione di Virgin al Nasdaq significa che probabilmente la società britannica condivide molti investitori con Liberty. Tuttavia, il debito maturato da Virgin è relativamente modesto se si considera il settore in cui opera.

Alla Berenberg, gli analisti prevedono che l'indebitamento netto sarà di circa 5,5 miliardi di sterline (8,7 miliardi di dollari) alla fine del 2013, pari a sole 3,2 volte le previsioni dell'Ebitda. Secondo una società di analisi, Liberty potrebbe probabilmente portare tale indice di debito a 4,5 volte, il che implica l'aggiunta di altri 3,5 miliardi di dollari di debito, qualora decidesse di mantenere Virgin come struttura separata.

Ma l'affare sembra ancora costoso, anche se Virgin potrebbe essere sollevata dal debito sfruttando un finanziamento a basso costo. Il premio del 30% rispetto al prezzo di mercato di Virgin Media registrato il 4 febbraio implica un valore del patrimonio netto pari a 13,8 miliardi di dollari e un valore d'impresa di circa 23 miliardi di dollari. Il multiplo di uscita sarebbe 8,3 volte l'Ebitda, non propriamente un affare a buon mercato per Malone.

 

 

 

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