SPEZZATINO A SOLFERINO: COSI’ ELKANN E BAZOLI RESPINGONO L’ASSALTO DELLO SCARPARO A RCS (E SPUNTA MURDOCH)

Giovanni Pons per La Repubblica

Il duello tra John Elkann e Diego Della Valle per contare di più nella Rcs Mediagroup sta producendo un esito quasi imprevisto. Il blitz della Fiat sui diritti dell'aumento di capitale, avvenuto negli ultimi due o tre giorni, ha posto Elkann nella condizione di primo azionista del gruppo e quindi di distribuire le carte della prossima mano.

Il confronto-scontro potrebbe partire già il 6 luglio prossimo, una volta terminato l'aumento di capitale (la settimana prossima è dedicata all'asta in Borsa dei diritti inoptati e qualche sorpresa può ancora verificarsi) e dovrebbe delineare meglio il futuro della casa editrice. Un primo smacco per Della Valle potrebbe arrivare dal mantenimento in vita del patto di sindacato, seppur in una forma più leggera. Questo vorrebbe Elkann ed è probabile che Giovanni Bazoli, presidente di Intesa Sanpaolo, e alcuni degli altri azionisti storici, da Pirelli a Pesenti, lo seguano su questa strada.

Poi vi sarà da discutere un eventuale cambiamento del piano industriale e del management della casa editrice, come richiesto più volte a gran voce da Della Valle e più sommessamente da altri azionisti fuori dal patto, come Rotelli e Benetton. Il piatto forte della partita è proprio questo e non si può escludere che Elkann abbia delle carte da giocare che finora ha tenuto nascoste. Il presidente della Fiat ha intenzione di difendere fino in fondo l'operato dell'ad di Rcs Pietro Scott Jovane, catapultato in quella posizione in seguito a una selezione condotta da Elkann in prima persona circa un anno fa.

Ma questo arrocco potrebbe non bastare, perché tra i maggiori soci sta ormai prendendo piede l'idea che per valorizzare meglio Rcs occorra procedere a uno spezzatino. In due o in tre società distinte facendo entrare nuovi soci nelle rispettive attività. Una potrebbe contenere il solo Corriere della Sera che potrebbe avvicinarsi sempre più a La Stampa, già di proprietà della Fiat, nella ricerca di sinergie e risparmi di costi necessari a sopravvivere nell'industria della carta stampata.

Un altro polo potrebbe essere formato da La Gazzetta dello Sport insieme alla Rcs Libri e un altro ancora riguardare le attività spagnole acquistate nel 2007 con la Recoletos e che comprendono i quotidiani El Mundo e Marca. Il jolly di Elkann potrebbe essere quella di coinvolgere un editore internazionale del calibro di Rupert Murdoch in una delle società frutto del futuro spezzatino.

I rapporti tra l'erede di casa Agnelli e lo squalo australiano dei media si sono rafforzati proprio recentemente con l'ingresso di Elkann nel board della nuova società editoriale New News Corp, anch'essa frutto di uno spezzatino avvenuto lo scorso maggio in
casa Murdoch e che ha portato a separare le attività dei media cartacei da quelle televisive e cinematografiche. Una poltrona che rappresenta un osservatorio privilegiato sull'andamento dei quotidiani nel mondo, visti i nomi delle testate incluse nell'impero di Murdoch.

Il quale però ha dovuto anche scontare una notevole perdita di credibilità in seguito
agli scandali scoppiati in Gran Bretagna sullo spionaggio illegale effettuato da alcuni suoi giornali e che ha portato alla clamorosa chiusura del News of the World proprio due estati fa. Al fianco di Elkann, inoltre, come azionista di uno dei poli frutto della scissione di Rcs, potrebbe scendere in campo Andrea Bonomi con il suo fondo Investindustrial.

Insomma, con questo schieramento di forze in campo non sarà facile per Della Valle tenere botta, anche se recentemente un paio di incontri con Bazoli hanno contribuito a stemperare gli animi e a disegnare armistizi. Il banchiere bresciano vigila sui destini del
Corriere fin dagli anni '80 e ha giocato sicuramente un ruolo importante nello spingere la Fiat ad assumere una posizione di primo piano nel riassetto della Rcs e nello stesso tempo a frenare le ambizioni di Mr. Tod's.

 

 

John Elkann il Presidente de La Stampa e di Fiat John Elkann e lAd di RCS Pietro Scott Jovane RAHM EMANUEL E RUPERT MURDOCH FANNO DOMANDE A JOHN ELKANN SULLA SORTE DELLEURO E LE PROSPETTIVE DI CHRYSLER ac01 lac murdoch and ceccherini lapo elkann

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?