borsa di londra

STOCK AROUND THE CLOCK - LA BORSA DI LONDRA (CHE CONTROLLA PURE MILANO) VUOLE FONDERSI CON REFINITIV, SOCIETÀ DI 'BIG DATA' E ANALISI FINANZIARIE PARTECIPATA DA REUTERS. IL TUTTO PER FARE LA GUERRA A BLOOMBERG NEL VERO ELDORADO PER LE PIAZZE DI SCAMBIO, OVVERO LE INFORMAZIONI, SEMPRE Più RAPIDE E DIFFICILI DA GESTIRE. UN'OPERAZIONE DA 27 MILIARDI DI DOLLARI

 

Camilla Conti per ''il Giornale''

 

Altro che incassi dalle Ipo, il vero eldorado per le Borse sono i dati.

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Lo dimostra l' ultima mossa del London Stock Exchange Group, la società che gestisce la Borsa di Londra e che dal 2007 controlla anche Borsa Italiana, e che ora sta trattando la possibile fusione con Refinitiv. Ovvero della ex divisione trasmissione di dati e analisi finanziarie del gruppo Thomson Reuters la cui maggioranza (il 55 per cento) è stata rilevata lo scorso anno dal fondo Blackstone in cordata con un fondo pensione canadese e con il fondo sovrano di Singapore.

 

Secondo quanto riporta il Financial Times, citando diverse fonti anonime concordanti, un annuncio potrebbe arrivare già la prossima settimana, anche se il raggiungimento di un accordo non è scontato. Al gruppo Lse è attributo un valore prossimo ai 19,3 miliardi di sterline, con un indebitamento da 1 miliardo, mentre Refinitiv era stata stimata sui 20 miliardi di dollari in occasione dell' assalto di Blackstone.

 

refinitiv

Se andasse in porto, l' operazione da quasi 27 miliardi di dollari consentirebbe al Lse di trasformarsi in un leader anche sulla fornitura di dati e analisi, facendo concorrenza ai terminali dell' agenzia Bloomberg con 40mila clienti in 190 Paesi. Peraltro in una fase in cui sul ruolo di Londra quale polo finanziario europeo incombe l' incertezza dovuta alla Brexit.

 

Per il gruppo della Borsa di Londra e di Milano, che vede il fondo del Qatar come primo azionista con il 10,3% seguito da BlackRock (6,9%), l' accordo sarebbe inoltre una svolta importante dopo il tentativo non andato a buon fine di matrimonio con la Borsa tedesca, bloccato per questioni di concorrenza.

 

La strategia di David Schwimmer, l' ex banchiere di Goldman Sachs nominato amministratore delegato del Lse lo scorso anno, ora è quella di cercare accordi per la crescita «verticale» del business, in segmenti specifici e complementari al proprio, piuttosto che per aggregazioni orizzontali.

BORIS JOHNSON BORSA DI LONDRA

 

Puntando sui cosiddetti «big data», perché per ottenere buoni risultati economici a breve non servirà solo «armeggiare» con il denaro o con i capitali ma integrare il loro ruolo informativo con flussi di dati ricchi e completi. Un nuovo e prezioso lubrificante che olierà meglio gli ingranaggi del mercato.

 

«La fusione dei due business creerebbe un gruppo finanziario con un' infrastruttura di mercato globale e significative capacità multi-asset sui mercati dei capitali, un business all' avanguardia di dati e analisi e un' ampia offerta post-trading, ben posizionato per crescere ulteriormente in un settore in evoluzione», ha dichiarato l' Lse in un comunicato diffuso ieri confermando le indiscrezioni.

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Il London Stock Exchange intende finanziare l' acquisizione tramite l' emissione di nuove azioni per circa 11 miliardi di sterline, che sarà una delle maggiori emissioni sul mercato londinese da diversi anni.

 

Gli azionisti del Lse avrebbero una quota del 37% del nuovo gruppo, ma meno del 30% dei diritti di voto, e Thomson Reuters avrebbero il 15 per cento.

Londra si muove a pochi giorni da un' altra operazione importante per i listini mondiali: la Cina ha infatti lanciato il suo Nasdaq, il listino tecnologico noto come «Star Market», che punta a incoraggiare le startup tecnologiche alla raccolta di nuove risorse.

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