banche politici

TAGLIA TAGLIA, QUALCOSA RESTERA’: L’UTILE – QUELLO DELLE BANCHE ITALIANE NEL 2017 E’ SALITO A 14 MILIARDI – ELIMINATE A PREZZI DI SALDO LE SOFFERENZE, GLI ISTITUTI TORNANO A VEDERE ROSA, GRAZIE SOPRATTUTTO ALLA CHIUSURA DELLE FILIALI, DUNQUE AL TAGLIO DEI POSTI DI LAVORO

 

Andrea Greco per la Repubblica

 

RENZI BANCHE1

Le grandi banche italiane nell' annata 2017, ufficialmente horribilis, hanno rimesso in quarta la macchina dei profitti. Una decina di istituti hanno già diffuso i preliminari oggi tocca a Mps, Ubi, Carige, Mediobanca - dove si notano forti incrementi dell' utile netto, con un saldo parziale di 13,7 miliardi di euro. Soprattutto, tornano a fiorire i dividendi agli azionisti: un altro segnale di salute, che in caso contrario l' occhiuta vigilanza Bce esorterebbe a dirottare gli utili sulle debolezze dei bilanci. Niente a che fare con il 2016, anno in cui le prime otto banche nazionali persero 15 miliardi precipitando dai 5 di utili registrati nel 2015, pesò l' incidenza fatale di rettifiche su crediti da una quindicina di miliardi.

 

CARIGE

Non è un ritorno al passato, comunque: i fattori della redditività 2017 sono diversi, e le pulizie contabili per alcuni ( Creval, Carige ma anche Ubi, Banco Bpm, Bper, Bari, e diverse Bcc) proseguono. Tuttavia i segnali positivi inducono tanti investitori stranieri - noncuranti del voto con una legge elettorale bislacca che produce un quadro partitico più che bislacco - da gennaio sostengono le quotazioni di Piazza Affari, specie bancarie.

 

padoan montepaschi

Nell' Europa a tasso zero sono ferme anche le crescite del margine di interesse sui prestiti (arretra per quasi tutti, a partire da Intesa Sanpaolo e Unicredit), mentre salgono con forza le commissioni, trainate dal buon andamento di Piazza Affari (+ 22% l' anno scorso) che spinge i clienti a investire nei fondi.

 

Dove si forma il cambio di segno dei bilanci bancari, però, è sul lato costi. Quelli operativi, a partire dai costi del personale, sono stati sforbiciati di un altro 5-10%, con la chiusura di filiali e i pensionamenti. La leva dei costi, però, è azionata da un decennio: in cui scompaiono circa mille sportelli l' anno e ancor più bancari. È il costo del credito il nuovo pilastro del ritorno alla redditività.

 

UNICREDIT - LE TORRI DI CESAR PELLI

L' esempio più calzante è Unicredit: l' anno scorso perse quasi 12 miliardi per la rude strategia del nuovo amministratore delegato Jean Pierre Mustier di vendere a basso prezzo 18 miliardi di euro di sofferenze, e così fermare la spirale viziosa tra accantonamenti e fragilità patrimoniale. Ne venne la dolorosa richiesta di risorse per 13 miliardi agli azionisti: ma oggi si può dire che quell' operazione ha riportato in asse la banca, che ha archiviato 5,5 miliardi di utile netto 2017, frutto in buona parte del " risparmio" di 9,6 miliardi di rettifiche su crediti. Unicredit è in buona compagnia: i dati pubblicati finora mostrano per tutte le banche, dove più dove meno, un forte taglio delle riserve messe a coprire sofferenze e incagli.

 

jean pierre mustier

Aveva buon gioco ieri il banchiere francese a parlare di « forte dinamica commerciale in tutto il gruppo », come mostrano le commissioni, salite del 7,1% a 6,7 miliardi, con un' accelerazione nel quarto trimestre che ha portato il parziale sopra le stime degli operatori; il ribaltone non sarebbe stato possibile senza far calare il costo del rischio creditizio da 93 a 58 punti base in un colpo. « Sono molto orgoglioso di quello che abbiamo realizzato in questi 12 mesi - ha aggiunto l' ad -. Abbiamo completato con successo il primo anno del piano Transform 2019 e abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi». La Borsa ha premiato ancora l' azione (+2,1% in una seduta nera, dopo la promozione di tutti i grandi uffici studi).

 

SPORTELLO BANCA INTESA

Quel che Unicredit e Mps fecero nel 2017 - cedere molte delle loro sofferenze colmando la falla con nuovo capitale - altri istituti lo hanno fatto o faranno con più gradualità. Come Intesa Sanpaolo, appena convertita alla cessione " grande" di Npl (per una dozzina di miliardi) e della loro piattaforma di gestione. La trattativa, da chiudere in marzo, è con un fondo svedese e uno cinese: ma il prezzo in ballo sarebbe più che doppio rispetto a quello della transazione Fino di Unicredit, tanto che l' impatto sul patrimonio Intesa sarà minimo.

 

Così la politica di ricchi dividendi potrà continuare: nel 2017, detratto il contributo statale da 3,5 miliardi per l' acquisizione di Vicenza e Veneto banca, la banca di Carlo Messina ha lasciato ai soci quasi tutti gli utili, contro un 20% di Unicredit.

BANCHE VENETE

 

La doppia recessione italiana aveva centrato in pieno le banche, quintuplicando i crediti problematici fino a 350 miliardi lordi, e rendendole vulnerabili in Borsa e agli occhi del regolatore. Così da un paio d' anni, e con i forconi puntati di Bce e mercati, i banchieri italiani hanno aggredito il cattivo credito, incrementandone le coperture e con ciò agevolando vendite in tranche per un centinaio di miliardi (anche le garanzie statali Gacs hanno aiutato).

 

Il rafforzamento dell' economia, poi, ha migliorato i tassi di recupero dei vecchi crediti come il flusso dei nuovi deteriorati, che sulle stime Bankitalia a settembre 2017 è sceso ai livelli pre crisi (1,7% sugli attivi), con tasso di sofferenze calato al 7,8% sugli attivi. L' obiettivo che Francoforte insegue però è il 5%: la pulizia continuerà.

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…