TELECOM SAMBA! - NELLA GUERRA DELLE TLC ORA SI INFILA PURE “OI”: OFFERTA PER TIM BRASIL - TELECOM ITALIA SI PREPARA A OFFRIRE A VIVENDI PIÙ SOLDI (E IL 20% DI AZIONI) PER GVT - IL PRESSING DI ALIERTA SU BOLLORÉ

1.TELECOM ITALIA: OI, ALLO STUDIO OFFERTA PER TIM BRASIL

bollore article bollore article

Finanza.com – La compagnia telefonica Oi ha puntato gli occhi su Tim Brasil. La società in una nota ha annunciato di aver dato mandato alla banca d'affari carioca Btg Pactual di preparare un'offerta d'acquisto sulla controllata di Telecom Italia. Nel comunicato si legge che Oi ha dato a Btg Pactual "mandato per sviluppare alternative per consentire la proposta di acquisizione della partecipazione detenuta indirettamente da Telecom Italia in Tim Participacoes, ai sensi delle regole e alle restrizioni di legge e delle regole e decisioni emesse dalla Agenzia Nazionale Telecomunicazioni (Anatel) e dal Consiglio amministrativo per la Difesa economica (Cade)".

 

2.TELECOM ITALIA VERSO PROPOSTA INTEGRAZIONE A VIVENDI CHE VALUTA GVT 7 MILIARDI

MARCO PATUANOMARCO PATUANO

 (Reuters) - Il percorso sembra segnato: domani Telecom Italia approva una proposta che comporta una fusione GVT-Tim Brasil, che valuta GVT da circa 7 miliardi di euro, e il conferimento di azioni Telecom a Vivendi, che le consentiranno di mantenere la maggioranza del capitale nella società fusa.

 

La proposta lascerebbe però spazi per passare a una maggioranza light nella nuova società brasiliana, quindi nella governance ma non nel capitale, dopo il probabile rilancio di Telefonica, che riaprirebbe la partita.

   La proposta potrebbe prevedere un esborso cash, contenuto, e il conferimento a Vivendi del 15-20% del capitale Telecom.

GIUSEPPE RECCHI GIUSEPPE RECCHI

È questo lo scenario ad oggi, secondo alcune fonti vicine alla vicenda, nella battaglia tra Telefonica e Telecom Italia per il controllo della società brasiliana di telefonia su banda larga GVT, posseduta al 100% da Vivendi.

 

L'offerta di Telefonica valuta la società 6,7 miliardi di euro ed è finanziata principalmente con liquidità, oltre ad azioni di Telefonica de Brasil.

Secondo alcune fonti, Vivendi potrebbe preferire l'offerta del gruppo italiano perché interessata principalmente a un un'alleanza di tipo industriale tra i due operatori, che è quello che propone in sostanza Telecom Italia.

Altre fonti ritengono invece che l'attuale offerta di Telefonica, che sarà probabilmente rivista al rialzo, sia già ora più competitiva rispetto al piano Telecom Italia, perché finanziata principalmente con liquidità.

 

alierta esce da palazzo chigi foto ansa alierta esce da palazzo chigi foto ansa

3.TELEFONICA,EVENTUALE OFFERTA MIGLIORATIVA SU GVT NON ARRIVERÀ A 8 MILIARDI

 (Reuters) - Il cda di Telefonica si riunirà oggi per studiare come migliorare la propria offerta per la brasiliana Gvt di Vivendi.

Lo ha riferito una fonte vicina alla situazione.

"Sarà più alta (dell'originale) di 6,7 miliardi di euro, ma non arriverà a 8 miliardi", ha detto la fonte, riferendosi al prezzo indicato da alcuni quotidiani.

Telefonica è in concorrenza con un'altra offerta attesa da Telecom Italia intorno ai 7 miliardi, secondo le fonti.

 

4.OFFERTA TELECOM, LA SCELTA DEI NOVE - DECISIVO IL VOTO DEI CONSIGLIERI INDIPENDENTI PER L’ALLEANZA CON VIVENDI

Massimo Sideri per il “Corriere della Sera

 

VIVENDI TVVIVENDI TV

Prova del fuoco per la governance di Telecom Italia che da pochi mesi prevede una maggioranza di consiglieri indipendenti: 9 su 11 al netto di presidente e amministratore delegato. L’offerta per quella che si presenta tecnicamente come un’integrazione tra Tim Brasil e Global Village Telecom, ma che nella sostanza è un’alleanza ad ampio raggio con Vivendi, è ormai pronta. Si tratta di metterla in bella copia in tempo per il consiglio di amministrazione di Telecom che si terrà oggi a Milano durante l’ora di colazione (tradotto per il resto dell’Italia: ora di pranzo).

GvtGvt

 

È la prima volta che la nuova architettura si trova a dover decidere su un passaggio così importante che dovrebbe determinare - sempre che venga poi accettato dal board di Vivendi in agenda domani nella Ville lumière - un cambio di bandiera nell’azionariato del gruppo ma, soprattutto, quella che promette sulla carta di essere una nuova prospettiva industriale. Non è un mistero che dal settembre scorso, quando iniziò la partita a risiko di Telefonica per salire in Telecom Italia, il gruppo non è mai stato in grado di pensare seriamente al proprio core business, con lo sviluppo della rete di nuova generazione al centro. Si tratta di un vecchio virus, certo, che però, di anno in anno, si cronicizza.

 

Logo \" Goldman Sachs \"Logo \" Goldman Sachs \"

Le incognite non mancano: dalla decisione del board di Vivendi ai rumor di un rilancio da parte degli spagnoli «imperdibile», che porterebbe il valore dell’offerta a 8 miliardi contro i 7,1-7,2 di quella che porta bandiera italiana.

 

Se non verranno apportate modifiche dell’ultimo minuto la proposta da presentare al board di Vivendi per l’integrazione Gvt-Tim Brasil valuta Gvt circa 7 miliardi di euro e comporterà il conferimento di azioni Telecom a Vivendi, che le consentiranno di mantenere la maggioranza del capitale nella società fusa. L’offerta lascerebbe però spazi per passare a una maggioranza light nella nuova società brasiliana, quindi nella governance ma non nel capitale, dopo il possibile rilancio di Telefonica, che riaprirebbe la partita. La proposta, comunque, potrebbe prevedere un esborso cash, contenuto, e il conferimento a Vivendi del 15-20% del capitale Telecom.

 

jean rene fourtou jean rene fourtou

L’offerta ufficiale di Telefonica, al netto dei rilanci per ora non confermati, valuta la società brasiliana 6,7 miliardi di euro ed è finanziata principalmente con liquidità, oltre ad azioni di Telefonica de Brasil. Secondo alcune fonti, Vivendi potrebbe preferire l’offerta del gruppo italiano perché interessata principalmente a un un’alleanza di tipo industriale tra i due operatori, ma anche perché sul fronte brasiliano Vivendi, con Telefonica, erediterebbe anche qualche grado di incertezza in più sul piano regolatorio.

 

Resta da capire cosa potrebbe capitare in una Telecom in cui potrebbero venire a trovarsi, come in un condominio forzoso, spagnoli, francesi e soci italiani (Mediobanca, Intesa Sanpaolo Generali), ai quali dovremmo aggiungere di rigore BlackRock, Bnp, Naguib Sawiris e la famiglia Fossati.

 

 

5.ALIERTA PRESSA BOLLORÉ OGGI L’OFFERTA DI TELECOM “GVT VALE 7 MILIARDI”

Da “La Repubblica

jean rene fourtou jean rene fourtou

 

La sfida Tra Telecom Italia e la spagnola Telefonica per il controllo dell’operatore brasiliano Gvt entra veramente nel vivo. L’elemento clou di ieri è stato un pranzo tra il gran capo di Telefonica, Cesar Alierta, e Vincent Bolloré, il neo presidente di Vivendi che ha in portafoglio il 100% di Gvt. Al momento non si sa ancora se Alierta abbia informato Bollorè su un eventuale ritocco verso l’alto dell’offerta già presentata a inizio agosto e che valutava Gvt 6,7 miliardi. Se l’ha fatto deve comunque far ratificare il rilancio da una riunione del consiglio di amministrazione della società spagnola e poi comunicarlo al mercato. Ma secondo le ultime indiscrezioni Alierta aspetterà la riunione del cda Telecom che si svolgerà oggi a mezzogiorno per scoprire le sue carte

MEDIOBANCAMEDIOBANCA

 

. Il board della società italiana presieduta da Giuseppe Recchi e guidata da Marco Patuano dovrebbe infatti formalizzare la sua offerta per Gvt per una valutazione della società carioca nell’intorno dei 7 miliardi, ma con una minore componente in contanti e uno scambio azionario che potrebbe portare Vivendi a controllare una quota di minoranza della nuova entità che si formerà in Brasile e il 15-20% di Telecom Italia. Comunque vada c’è la seria possibilità che la sfida italo-spagnola finisca a colpi di rilanci.

 

Se Alierta sarà disponibile a mettere sul piatto 8 miliardi di euro per aggiudicarsi Gvt allora la partita sarà da considerarsi chiusa a favore di Telefonica. Ma in un range di valutazioni tra 7 e 8 miliardi Telecom Italia potrebbe giocarsi le sue carte considerando che lo scambio azionario è fiscalmente più attraente per il venditore rispetto a un incasso prevalentemente in contanti.

 

6.IL PRIMO TEST PER BOLLORÉ E LA FRONDA INTERNA

Fabio Tamburini per il “Corriere della Sera

 

PATUANO PATUANO

Il consiglio di amministrazione della francese Vivendi, previsto per domani, si preannuncia piuttosto animato. Soltanto nell’aprile scorso il gruppo ha annunciato il sostanziale disimpegno dalle telecomunicazioni accettando l’offerta di Numericable, operatore di rete via cavo, per la nascita di un polo di attività in cui Vivendi ha apportato il controllo di Sfr, secondo operatore telefonico in Francia. L’effetto è stato la diluizione della partecipazione, in vista della cessione definitiva. Il tutto motivato, come scritto nel comunicato ufficiale, con la volontà di «perseguire la strategia già annunciata di concentrazione delle attività nella produzione di contenuti media». Scelta strategica confermata dalla vendita del controllo di Maroc Telecom, leader nel Paese del Nord Africa.

 

Ora l’offerta italiana in arrivo ha come elemento qualificante proprio la convergenza tra le tlc (di Telecom) e i media (di Vivendi), con l’alleanza in Brasile e l’entrata del gruppo francese nel capitale di Telecom Italia. L’impressione è che Vincent Bolloré, presidente di Vivendi e azionista con il 5 per cento del capitale, sia pronto a considerarla con particolare attenzione, anche in virtù dei rapporti consolidati sul fronte italiano. Ma dovrà fare i conti con una opposizione interna che, almeno alla vigilia, risulta agguerrita.

VINCENT BOLLORE VINCENT BOLLORE

 

L’uscita dalle tlc è avvenuta sotto la gestione di Jean-René Fourtou, il predecessore di Bolloré. Tuttavia entrambe le operazioni sono state ampiamente condivise con management, consiglio di amministrazione e principali azionisti. Le telecomunicazioni sono un settore con margini in forte riduzione che, in particolare sul mercato francese, sono crollati sotto la spinta delle politiche aggressive di prezzo praticate da Free mobile, diventato rapidamente il quarto operatore con pacchetti di offerte scontate che hanno rivoluzionato le regole del gioco.

 

9 vincent bollore1 lap9 vincent bollore1 lap

Anche così è maturata la decisione presa da Vivendi, che ha scelto di fare cassa e puntare le risorse disponibili sulle altre attività del gruppo, leader nei media. Come giustificare un nuovo, repentino cambiamento che avverrebbe accettando l’offerta di Telecom Italia?

 

Lo stesso Fourtou, tra l’altro, non è uscito di scena ma resta presidente onorario del gruppo e, in Italia, è consigliere di amministrazione delle Generali, a loro volta azioniste di Telecom. La matassa è intricata e ci vorrà tempo per dipanarla. Certo la decisione definitiva non è prevista nel consiglio di Vivendi convocato per domani. Il passaggio si preannuncia delicato anche se le circostanze sono favorevoli a Bolloré, ben conosciuto per essere sia imprenditore sia uomo di finanza, capace di cogliere le occasioni offerte dal mercato con la dose di spregiudicatezza opportuna. Sotto questo aspetto la gara al rialzo tra gli spagnoli di Telefonica e l’accoppiata di Telecom più Mediobanca lo mette nelle condizioni ideali.

Marco Patuano Telecom ItaliaMarco Patuano Telecom Italia

 

Le castagne dal fuoco, molto probabilmente, finiranno per levargliele gli advisor scelti da Vivendi, cioè Goldman Sachs e Credit Suisse. A loro toccherà mettere a confronto l’offerta di Telecom-Mediobanca con quella degli spagnoli di Telefonica e difficilmente sarà un verdetto politico. Soprattutto perché la partita riguarda un discreto numero di società quotate: da Telecom a Tim Brasil, da Vivendi a Telefonica. Di sicuro questo restringe gli spazi per scelte influenzate da sistemi di relazioni piuttosto che da confronti oggettivi.

 

 

 

 

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…