andrea orcel philippe donnet

ENNESIMO COLPO DI SCENA NEL RISIKO BANCARIO: UNICREDIT PUNTA AL 4-5% DI GENERALI - UNA MOSSA “OPPORTUNISTICA" DATO L'APPEAL SPECULATIVO DEL LEONE DI TRIESTE CHE VIAGGIA AI MASSIMI DAL 2007 (OLTRE 30 EURO AD AZIONE) - L'INVESTIMENTO, SOSTIENE UNICREDIT, SAREBBE SOLO FINANZIARIO - MA E' CHIARO CHE CON QUESTA MOSSA ORCEL PUNTA A DIVENTARE L'AGO DELLA BILANCIA TRA I SOCI DEL "LEONE" E GIOCARE SU PIU' TAVOLI: POTREBBE AFFIANCARE MEDIOBANCA CONTRO MPS A DIFESA DI GENERALI. OPPURE, PUR DI ARRIVARE A BPM-COMMERZ, PUO' MOLLARE MEDIOBANCA E LASCIARE CHE MPS PROCEDA CON L'OPA SU PIAZZETTA CUCCIA PER INGRAZIARSI IL GOVERNO...

SOLE24ORE, UNICREDIT IN MANOVRA PER IL 4-5% DI GENERALI

ANDREA ORCEL - FOTO LAPRESSE

(ANSA) - ROMA, 01 FEB - Unicredit sarebbe "in manovra" per il 4-5% di Generali. E' quanto si legge in una ricostruzione del Sole 24 Ore, che parla di una mossa che "risponderebbe anzitutto a una logica opportunistica" dato l'appeal speculativo del Leone che ad oltre 30 euro viaggia ai massimi dal 2007, complice anche lo scontro per il controllo tra i soci in campo. La mossa di Unicredit - su cui la banca interpellata non commenta - arriva mentre è in atto lo scontro su Mediobanca con l'offerta carta su carta di Mps: secondo osservatori al centro dell'interesse sarebbe proprio il controllo di Generali di cui Mediobanca detiene il 13,10%. (ANSA).

 

philippe donnet 4

UNICREDIT: NOI FOCALIZZATI SU BANCO BPM E COMMERZ

(ANSA) - ROMA, 01 FEB - Unicredit "è focalizzato sulle due operazioni Commerz e Banco Bpm". Lo spiega un portavoce della banca. Secondo quanto si apprende invece l'investimento, che sarebbe stato fatto accumulando posizioni anche nel passato, non sarebbe strategico ma solo finanziario.

 

GENERALI BLITZ DI UNICREDIT I PROTAGONISTI ANDREA ORCEL

Estratto dell’articolo di Luca Fornovo Gianluca Paolucci per “la Stampa”

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE - FRANCESCO MILLERI

Andrea Orcel, numero uno di Unicredit, apre un nuovo fronte dell'intricatissimo risiko bancario, rilevando una quota poco sotto il 4% di Generali. L'indiscrezione dell'operazione, che da Piazza Gae Aulenti viene definita solo finanziaria, rimbalza sul sito del Sole 24 Ore e poco dopo trova conferma anche dalle fonti interpellate da La Stampa. La quota è stata accumulata nel tempo, viene spiegato.

 

Nulla di strategico. Tant'è che un portavoce della banca assicura: «Unicredit è focalizzato sulle due operazioni Commerz e Banco Bpm». Ma è chiaro che l'investimento in Generali ha una sua valenza nel contesto di quella che è una vera e propria guerra finanziaria, senza esclusioni di colpi.

giorgia meloni e giancarlo giorgetti foto lapresse 1

 

L'acquisto del 4% di Generali da parte di Unicredit viene interpretata dai piani alti della finanza come una mossa abile del banchiere per fare da ago della bilancia tra i soci del Leone e giocare su più tavoli. Non è escluso che Orcel possa salire ancora in Generali, in modo da poter giocare su più sponde. Quella che sembrerebbe più naturale è affiancare Mediobanca nella partita che la vede opposta a Mps, con i soci Delfin, la cassaforte del gruppo degli occhiali EssiLux e l'imprenditore romano Francesco Gaetano Caltagirone, a difesa del Leone.

 

ALBERTO NAGEL

Ma davanti a operazioni importanti come la conquista di Commerz e di Bpm, Orcel potrebbe anche decidere di sacrificare lo storico alleato di Piazzetta Cuccia all'altare della real politik. Ovvero lasciare che il Monte dei Paschi vada avanti con l'Opa su Mediobanca, un'operazione gradita al governo. In questo modo Orcel potrebbe guadagnare maggiore consenso nelle stanze del Tesoro, un consenso prezioso per ottenere maggiore sostegno nell'acquisto di Banco Bpm in Italia e di Commerzbank in Germania.

CARLO MESSINA

 

Altra cosa gradita che Orcel potrebbe fare per il governo italiano è schierarsi nella partita Generali al fianco di Caltagirone e Delfin. Con il 4% del Leone, Orcel potrebbe appoggiare il "listone" che l'imprenditore ed editore romano e la Delfin, presieduta da Francesco Milleri, stanno preparando per ordire un ribaltone nel consiglio di amministrazione di Generali. L'obiettivo è scalzare l'ad del Leone, Philippe Donnet, sostenuto invece da Mediobanca e far naufragare il matrimonio che Generali ha appena annunciato con la francese Natixis per creare un maxi-polo del risparmio gestito. Operazione poco gradita al Tesoro perché intravvede dei potenziali rischi per il risparmio italiano che invece vuole tutelare al massimo.

IL RISIKO BANCARIO - L OFFERTA DI MPS SU MEDIOBANCA E QUELLA DI UNICREDIT SU BANCO BPM

 

Alcuni osservatori notano che la mossa di Orcel in Generali possa servire anche a stoppare un eventuale redivivo interesse nel Leone da parte dell'altra grande banca italiana, Intesa Sanpaolo, finora rimasta a bocca asciutta nei giochi del risiko finanziario. In passato, infatti, si era ventilato di un interesse da parte di Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa, per «una combinazione industriale» con Generali. […]

banco bpm

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)