A WALL STREET TORNA DI MODA IL RISCHIO - DALLE OBBLIGAZIONI-SPAZZATURA AGLI INCOMPRENSIBILI DERIVATI, QUESTO È UN FILM CHE ABBIAMO GIÀ VISTO, UN PO’ COME LA ‘’GRANDE BELLEZZA’ DI SORRENTINO

Francesco Guerrera per La Stampa

Ci risiamo. Quasi fossero lo specchio di una cultura popolare che ama il retrò, il vintage e il déjà-vu, i mercati finanziari stanno ripetendo gli errori del passato.

toro wall streettoro wall street


Se una casa discografica può vendere un «nuovo» album di Michael Jackson; se a New York e a Los Angeles le ragazze scimmiottano i look Anni 60 di Elizabeth Taylor; e se una pellicola all’antica come La grande bellezza («Grazie a Fellini» ha detto Paolo Sorrentino agli Oscar) fa così tanto successo, non c’è da stupirsi se Wall Street ha voglia di rivivere gli anni che precedettero la crisi finanziaria.


Con tipica memoria troppo corta, gli investitori stanno comprando beni sempre più rischiosi. Dalle «obbligazioni-spazzatura» ai mercati azionari in Paesi difficili come la Nigeria, l’Argentina e il Vietnam; dalle case costruite per pura speculazione edilizia agli incomprensibili derivati, questo è un film che abbiamo già visto, un po’ come la ‘’Grande bellezza’.

junk bond market junk bond market


Negli anni del boom del 2005-2007, l’ottimismo dei mercati aveva gonfiato un’enorme bolla in investimenti simili: roba da amici del brivido che però offriva la promessa di guadagni più alti dei conti in banca o dei Bot.


Il resto, come dicono in America, è passato alla storia. Una storia dolorosa che parla del crollo di Lehman Brothers, di una disoccupazione lancinante negli Stati Uniti e di una lunghissima recessione in due continenti.


Per ora però il passato non importa. Si guarda avanti, anche se il futuro potrebbe essere un miraggio.
Wall Street ha coniato una frase per spiegare questo ritorno di fiamma del rischio: «search for yield», la caccia al rendimento – un eufemismo tecnico, un po’ professorale, un po’ Indiana Jones, che punta a rassicurare sia chi compra sia chi vende.

lehman brothers lehman brothers


Ma le parole melliflue non possono mascherare la realtà di un sistema finanziario che sembra in fila dietro il pifferaio di Hamelin.


Per capire la psicologia, o la follia, dei mercati attuali bisogna partire dall’immediato dopo-crisi, da quei giorni bui in cui l’economia mondiale era sull’orlo di una Depressione stile Anni 30. In quel momento, le banche centrali fecero l’unica cosa che potevano fare: abbassare i tassi d’interesse, iniettando denaro a poco prezzo nell’economia e ricapitalizzando il sistema finanziario nella speranza che imprese, banche, consumatori ricominciassero a fare quello che sanno.

DERIVATIDERIVATI


La strategia ha funzionato solo in parte. Le politiche monetarie della Federal Reserve, la Banca Centrale Europea e la Banca d’Inghilterra (il Giappone arrivò dopo), riuscirono ad evitare che la Grande Recessione si trasformasse nella Grande Depressione. «E’ la differenza tra risparmiare sulle cene al ristorante e vivere sotto i ponti», mi ha detto uno dei funzionari della Fed che era nella stanza dei bottoni nel 2008.


Ha ragione. Il dopo-crisi sarebbe potuto andare molto, molto peggio. Ma il piano a lungo termine delle banche centrali è fallito. L’idea era quella di amministrare dosi da cavallo di stimolo per un breve periodo e lasciare che gli «spiriti animali» di Keynes – la voglia di fare congenita a produttori e consumatori – spingessero sull’acceleratore del capitalismo.

quantitative easing OBAMA FEDERAL RESERVE quantitative easing OBAMA FEDERAL RESERVE


Ma a quasi sei anni dalla crisi, le economie dei Paesi occidentali sono ancora in folle. In America, la crescita è minuscola, la disoccupazione ancora alta, il mercato immobiliare non in buona salute. In Europa, la situazione è ancora peggio, con lo spettro della deflazione che aleggia sulla zona-euro.


E allora i tassi d’interesse devono rimanere bassi, la Bce deve pensare a misure di stimolo simili a quelle della Fed e dei colleghi giapponesi.


Ma se i tassi rimangono dove sono, beni «sicuri» come le obbligazioni del Tesoro americane e il dollaro, non rendono granché. L’unica soluzione per gli investitori è spostarsi su beni più rischiosi perché offrono rendimenti più alti. «Cherchez la femme», dicono i francesi per spiegare comportamenti strani da parte degli uomini. Per gli investitori la frase è: «search for yield».

federal reserve federal reserve


Viste attraverso questo prisma, le scelte dei signori del denaro sembrano razionali. Ford O’Neil, che è responsabile per circa 14 miliardi di dollari d’investimento al gigante del risparmio Fidelity, lo ha spiegato bene al Wall Street Journal. «I tassi d’interesse bassi – ha detto – stanno spingendo la gente verso beni più rischiosi dove pensano di guadagnare di più».


Quali sono i rischi di questo ritorno del rischio? Due in particolare: una ricaduta nella recessione da parte di un’economia-guida come gli Usa o l’Europa; e un aumento dei tassi d’interesse non anticipato dai mercati.


Per ora, nessuna delle due situazioni è probabile. E’ vero che la crescita economica sulle due sponde dell’Atlantico lascia molto a desiderare ma le chances di un rallentamento non sono alte, soprattutto con le banche centrali in stato d’allerta. Anche il rischio di una rapida salita dei tassi è basso, un po’ perché non avrebbe alcun senso nel frangente economico attuale e un po’ perché la Fed e la Bce hanno ormai imparato a telegrafare le proprie decisioni senza scioccare i mercati.

CITIGROUP CITIGROUP


La bolla finanziaria c’è ma siamo solo all’inizio del gonfiaggio – un periodo in cui i guadagni possono giustificare i rischi. In momenti come questo, è possibile fare soldi, anche molti soldi, se si azzeccano gli investimenti giusti.


La salita vertiginosa dei mercati azionari americani l’anno scorso ne è la prova. La ricaduta degli stessi mercati quest’anno – soprattutto le azioni del settore della tecnologia e della biotecnologia – sono la contro-prova dei pericoli di un periodo incerto in cui i prezzi salgono ma la macro-economia ristagna.


Prima o poi, i tassi d’interesse saliranno, la psicologia degli investitori diventerà più conservatrice e la bolla si sgonfierà.
Ma per ora, come disse il vecchio capo di Citigroup Chuck Prince, «bisogna ballare fino a quando la musica smette». Attenzione, però, a dove sono le sedie…

parodia star trek by william banzai scam truffa draghi e lagarde centro basso sx bernanke poi obama merkel occhiali e geithner verde aspx parodia star trek by william banzai scam truffa draghi e lagarde centro basso sx bernanke poi obama merkel occhiali e geithner verde aspx


Francesco Guerrera è il caporedattore finanziario
del Wall Street Journal a New York

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....