1. ANNA DELLO RUSSO: LA DONNA CHE TUTTI GLI OMOSSESUALI D’ITALIA VORREBBERO ESSERE 2. 51 ANNI, NATA A BARI, “POSSEDUTA’’ DALLA MODA (FASHION EDITOR DI “VOGUE-GIAPPONE”), IDOLATRATA COME ICONA DI QUELLA CULTURA GAY CHE HA INVENTATO LA MODERNITA’ 3. "IO ADORO LO STRAORDINARIO. ADORO IL KITCH, L'ECCESSO. AMO LA DIVERSITÀ DEI LINGUAGGI. L'ETEROGENEITÀ DELLE FORME. NON ESISTE UN ALTO E UN BASSO. UN BELLO E UN BRUTTO. TUTTO PUÒ CONVIVERE. DEVE CONVIVERE. IO AMO IL CATTIVO GUSTO. AMO GLI OPPOSTI, IL DIVERSO, IL FOLLE. IN BARBA AL CONFORMISMO TRISTE E MEDIOCRE DEL RIPETITIVO" 4. “LE MILEY CYRUS E LE RIHANNA SONO ESPRESSIONE DI UN CAMBIAMENTO, DI UNA VISIONE DEL FUTURO CHE ORA NOI NON POSSIAMO CAPIRE. CHE NON POSSIAMO LEGGERE NELLA LORO ESSENZA. ORA INFASTIDISCONO I NOSTRI OCCHI. MA SONO ANTICIPAZIONI DI UNA VISIONE DELLA REALTÀ CHE NON POSSIAMO COGLIERE PERCHÈ IN UNA FASE DI TRANSITO”

Alberto Dandolo per Dagospia

E' il punto di riferimento per i trend setter di mezzo mondo. Conosciuta come icona incontrastata dello stile in Europa come in Asia. Amata tanto a Los Angeles quanto a New York. Androgina e femminile, sofisticata e di una semplicità disarmante, eterea e al tempo stesso concreta. Signori, signore e signorine benvenuti nell'universo di Anna Dello Russo: la donna che tutti i gay di Italia vorrebbero essere. Nata a Bari nel '62 da una famiglia borghese, padre psichiatra e madre casalinga Anna è cresciuta assieme ad una ossessione: la moda.

"L'ossessione nasce con me. La moda è la mia ossessione. Me lo fece notare Helmut Newton, con cui ho più volte lavorato. Mi disse che non fossimo ossessionati dalle nostre passioni non saremmo arrivati a raggiungere nessun obiettivo nel nostro lavoro e nella nostra vita". Esordisce così la Dello Russo appena ci vede.

La incontriamo nella redazione di Vouge Giappone a Milano. Nella sede di Vouge International in Corso Sempione. Anna è da 6 anni fashion director dell'edizione di Vouge del Sol Levante. L'unica italiana che vanta nella moda una collaborazione a così alto livello con una testata straniera. Lavora in un open space con 4 assistenti. Tutte donne. Non ha un suo ufficio. Non ha le manie di onnipotenza e grandezza di alcuni direttori di giornali italiani. E tratta l'usciere come tratterebbe i suoi amici stilisti.

Nulla a che vedere con le direttore dei settimanali e mensili de noantri, che per avere un appuntamento ti danno il numeretto. Strizzata in pantaloni di pelle nera, stivali carro armato altissimi, camicia bianca e fiocco nero: tutto firmato Saint Laurent, l'ossessione del momento di Anna. Sì, del momento. "Io sono infedele. Come la moda. Adoro lasciarmi attraversare dal piacere del momento, dalla passione per una collezione. E poi cambiare. Senza guardarmi indietro. Perchè noi cambiamo. La moda cambia. Tutto é movimento. Tradire è seguire il corso delle cose"

Un fiume in piena: "Ho provato a farmi una vita, avere un marito. Ma poi è finita. Non ho mai voluto avere figli. I miei figli sono le mie ragazze, tutti quelli che hanno collaborato con me, i miei assistenti. Ecco, loro sono la mia famiglia".

"Sai cos'è? Qual è la verità? E' che io mi sento gay dentro. Nell'anima. Anzi, come dice il nostro amico Roberto D'Agostino, io sono gay dal giro vita in su!". E poi continua: "Io sono figlia della cultura gay, sono cresciuta con loro. Io guardo il mondo con i loro occhi. Adoro tremendamente anche le donne. Siamo state noi donne e i nostri amici gay a fare le vere rivoluzioni culturali. A partire dagli anni '70".

E quando le chiediamo cosa pensa delle provocazioni di Miley Cyrus e di tutte le zoccolette del pop porn ci risponde: "Le adoro. Non le trovo nè volgari nè trash. Le trovo fantastiche. Sono espressione di un cambiamento, di una evoluzione, di una visione del futuro che ora noi non possiamo capire. Che non possiamo leggere nella loro essenza. Ora infastidiscono i nostri occhi. Ma sono anticipazioni di una visione della realtà che non possiamo cogliere perchè in una fase di transito. Capiremo e leggeremo tra qualche anno il senso dei loro eccessi. Sono come dei serpenti che stanno mutando la loro pelle. Rappresentano un "passaggio" e i passaggi non sono di facile assimilazione".

Madonna o Kate Moss possono essere considerata "pensionabili"? "Assolutamente no. Madonna è come una Dea bendata e le nuove generazioni del pop, da Lady Gaga a Rhianna, sono una sua emanazione. Anzi sono i segni della stessa cultura in movimento. Madonna non ha è età. E' divina. Eterna. Come i Rolling Stones."

E continuando: "Io adoro lo straordinario. Adoro il kitch, l'eccesso. Amo la diversità dei linguaggi. L'eterogeneità delle forme. Non esiste un alto e un basso. Un bello e un brutto. Tutto può convivere. Deve convivere. Gli opposti. Io amo il cattivo gusto. Amo gli opposti e il loro convivere in armonia. Ma se c'è una cosa che detesto: il conformismo triste e mediocre del blu delle giacche dei politici italiani."

E quando le chiediamo di Milano e dell'Italia: "Siamo in momento complesso. Milano e più in generale l'Italia è come se si fossero addormentate. Io l'ho intuito 7 anni fa. Ed è per questo che ho iniziato a lavorare in Asia. Ho capito che il segreto era mixare le culture. Cogliere il meglio da ognuna. Il segreto nella moda, come nella vita, era il fusion. Ma credo che da queste macerie possa nascere qualcosa di buono. E' per questo che continuo a vivere in Italia, pur essendo una nomade. La qualità della vita continua ad essere alta".

E non credete che Anna faccia una vita fuori dalle righe: "Ho una vita super ordinaria. Vado solo alle feste comandate. Per il resto pratico yoga e lavoro. Ho appena concluso un seminario di cinque giorni con il mio maestro di yoga finlandese".

E quando le facciamo osservare che la creatività frocia in Italia è in estinzione, lei secca risponde: "Non è vero. E' solo che non viene ben comunicata. Prendi Fausto Poglisi. Un genio. Ma non dimentichiamoci dei grandi. Da Dolce & Gabbana a Prada. Miuccia ha fatto sfilare a settembre una collezione che è una bomba. Che resterà nella storia"

Ci congediamo da Anna con la promessa che ci farà visitare la sua casa museo-mausoleo. Nei pressi di Corso Como. In realtà di case ne ha due. In una ci vive e nell'altra ci tiene, maniacalmente ordinate, le sue collezioni di abiti e di scarpe (ne ha oltre 4.000 paia). Nella speranza di farci fare un passaggio su qualche tacco 12. Perchè, come di ce lei, in fondo gay dentro lo siamo un po' tutti.

 

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