2025dandini

CAFONAL DEI SINISTRELLI! ALLA LIBRERIA SPAZIO SETTE DI ROMA, SERENA DANDINI SFODERA I SUOI DENTONI GIALLI DA FUMATRICE E CI INFLIGGE UNA BALORDA NOSTALGIA PER GLI ANNI SESSANTA, TRA BEATLES, PIPER, MINIGONNE E LA SCOPERTA DEL SESSO: “NON SAPEVAMO NIENTE, AVEVAMO L’IMBARAZZO DELLA VERGINITÀ E LA PAURA DI RESTARE INCINTE CON POCHI PRELIMINARI IN MUTANDE” – “SEREGNA” CIANCIA DI PATRIARCATO, RICORDA DI ESSERE FINITA NELLA BLACK LIST DEL CAV E CHIEDE, COME SE FOSSIMO IN UN’ASSEMBLEA DI ISTITUTO, DI INTRODURRE L’EDUCAZIONE SESSUALE NELLE SCUOLE: “VOGLIAMO DELEGARE A YOUPORN UNA MATERIA COSÌ IMPORTANTE?” – ALLA PRESENTAZIONE DEL ROMANZO DELLA DANDINI AVVISTATI PAOLO REPETTI (EINAUDI), PIERA DE TASSIS E UNA PENSOSA ELENA STANCANELLI…

Articolo di Simonetta Fiori per “la Repubblica” - Estratti

 

serena dandini piera de tassis (3)

«Non era previsto che avessimo un futuro, era previsto che lo sposassimo». Serena Dandini riesce a mantenere il buon umore, in tempi in cui c’è poco da ridere. La testa ficcata dentro una matrioska di borse di tessuto colorato, cerca la sua sigaretta elettronica, mentre cita la celebre battuta di Nora Ephron. Ha scritto un divertente racconto sull’educazione sentimentale di un’adolescente sul finire degli anni Sessanta, tra la nascita del movimento studentesco e le disillusioni prodotte dalla madre di tutte le stragi.

 

Una irripetibile stagione sospesa tra passato e futuro, tra il vecchio ordine patriarcale, i biscotti Doria, il buon senso dispensato dai periodici femminili e l’irruzione del tempo nuovo con la minigonna, il sesso libero e le canzoni dei Beatles sparate dai mangiadischi (C’era la luna, Einaudi Stile Libero). (...)

 

piera de tassis serena dandini lele luisa pistoia marchitelli

(…) Quella generazione di donne era condizionata da leggi e consuetudini codificate in norma.

«L’uomo andava sulla luna e per la donna valeva ancora il detto “fimmina no maritata, fimmina male guardata”. Della sessualità non sapevamo niente, avevamo l’imbarazzo della verginità e la paura di restare incinte con pochi preliminari in mutande. Le ragazze madri erano avvolte da una tristezza indicibile e dei figli dei separati si parlava sottovoce, come di persone colpite da una inconfessabile menomazione…».

 

L’elenco delle arretratezze è lungo: non esistevano né la legge sul divorzio né quella sull’aborto, e lo stupro era un reato contro la morale.

paolo repetti serena dandini

«Non era stato ancora riformato il diritto di famiglia e l’uomo poteva sindacare su tutto, perfino sulla scelta della moglie di lavorare. Noi siamo nate sotto quel cielo grigio, regole vessatorie che ci confinavano in una condizione subalterna. E se nel decennio successivo molte conquiste sono state raggiunte, lo dobbiamo anche a quei ragazzi e a quelle ragazze che volevano cambiare il mondo. Oggi i più giovani hanno paura del futuro. Non lo nominano mai».

 

Lei rivendica anche una gioiosa superficialità nel dare vita a questo cambiamento. La protagonista è attratta dalla politica ma anche dalle minigonne e dai reggipetti. E con l’urgenza di trovare la frasetta intelligente davanti ai film più incomprensibili.

«Massì, sono io. E se allora lo vivevo con sensi di colpa, poi ho capito che si poteva tenere tutto insieme: militanza, ballo, le gonne accorciate di nascosto. Anche io come tante uscivo di casa con il cambio nella borsa, pronta per i pomeriggi al Piper. Non sempre ci facevano entrare, ma una volta sgattaiolate in discoteca era la scoperta di un mondo incredibile: un pezzo di Swinging London a Roma Nord».

 

stefania miscetti serena dandini (2)

Il libro è scritto senza rimpianti, in presa diretta. Voleva evitare l’effetto nostalgia canaglia?

«Detesto le celebrazioni passatiste che sanno di vecchio. Confesso di averlo scritto pensando soprattutto alle più giovani: se ce l’abbiamo fatta noi, che non avevamo internet né i social, potete farcela anche voi. È molto importante sapere chi eravamo per capire chi siamo e, soprattutto, chi non vogliamo diventare. È un attimo… e torniamo tutte indietro».

 

È già accaduto. Oggi viviamo una stagione regressiva.

«Ogni giorno perdiamo un pezzo di libertà. E inoltre viviamo in un mondo ancora più complesso, dove ci si ostina a non fare educazione sessuale nelle scuole, mentre i giovani vanno su YouPorn. Vogliamo delegare a un sito pornografico una materia così importante? Ed è significativo che una manciatina di soldi il governo l’abbia destinata non all’educazione sessuale, ma a un corso per insegnanti sull’educazione alla fertilità».

 

pubblico

Torniamo indietro di un secolo. E il patriarcato non mostra segni di cedimento.

«Mi sembra che goda di ottima salute, nonostante il ministro Valditara la consideri una invenzione ideologica. Mi illudevo che un libro come Ferite a morte potesse essere buttato alle ortiche, non è così purtroppo. E nella testa di troppe donne sopravvive quella sindrome per cui, pur di essere accettate, si asseconda il potere esercitato dal maschio».

 

Con alcune felici eccezioni, anche in tv prevale un’immagine femminile tradizionale, con la diffusa tendenza a issarsi sul tacco dodici.

«Sul tacco penso ci debba essere piena libertà».

 

serena dandini piera de tassis

Certo, ma più che libertà pare un obbligo. E proprio lei ha dimostrato che si possono rompere le convenzioni.

«Ma mi ci è voluto molto tempo. La mia prima volta in tv negli anni Ottanta mi venne un colpo. Tutta truccata, infiocchettata e con un’enorme treccia posticcia: davanti allo specchio faticai a riconoscermi. Giurai che mi sarei dovuta sempre sentire me stessa. Ma non è stato facile: esistevano stereotipi molto forti che ricalcavano l’immaginario erotico del funzionario televisivo Rai. Solo trent’anni dopo, con il remake della Tv delle ragazze, ho osato per la prima volta le sneakers: non per coraggio, ma per un colpo della strega. Ricevetti commenti entusiastici, da allora mi sono liberata: si può fare!».

 

Lei ha lavorato in una Rai che era scuola d’invenzioni, oggi che sentimenti nutre davanti alla tv di Stato?

«La grande forza della televisione pubblica era la sperimentazione, un laboratorio permanente dove si faceva ricerca anche sbagliando; oggi si punta su format consolidati, mossi dall’urgenza di ottenere risultati che poi magari non arrivano. Certo poi non aiuta una politica che ti sta sempre con il fiato sul collo: il controllo dei partiti c’è sempre stato, io stessa finii nella lista nera di Berlusconi.

 

stefania miscetti

Ma allora avevano spazio anche opinioni confliggenti, con margini di libertà. E soprattutto un tempo esistevano capistruttura con la schiena dritta, che abbracciavano un progetto e lo difendevano. Tu ti sentivi garantita».

 

(…)

lele marchitelliserena dandini piera de tassis (4)piera de tassisgiulia minoli (2)piera de tassis serena dandiniserena dandiniserena dandini (3)stefania miscetti serena dandiniluisa pistoiaserena dandini (2)piera de tassis (2)gioia salvatoregiulia minoliserena dandini lele marchitelligiulia silvia ghiaserena dandini (4)piera de tassis serena dandini (2)giulia silvia ghia (2)serena dandini piera de tassis (5)paolo repettiadele tulliserena dandini piera de tassis (2)serena dandini stefania miscetti

Ultimi Dagoreport

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO

elkann ferragni

CHIARA FERRAGNI E' FINITA SUL GOZZO A TUTTI - UN SONDAGGIO "YOUTREND" CERTIFICA CHE, DOPO IL PANDORO-GATE, L'80% DEGLI ITALIANI HA UN GIUDIZIO NEGATIVO DELL'INFLUENCER (SOLO L'8% SI FIDA DI LEI) - MALISSIMO ANCHE JOHN E LAPO ELKANN: IL 58% DEGLI ITALIANI HA UN'OPINIONE NEGATIVA DEL PRESIDENTE DI "STELLANTIS". PEGGIO SUO FRATELLO, MAL VISTO DAL 69% DEGLI INTERVISTATI - AVVISATE CUCINELLI: IL 64% DEGLI ITALIANI NON LO CONOSCE, NONOSTANTE IL SUO FILM DAL POMPOSO TITOLO "BRUNELLO, IL VISIONARIO GARBATO", COSTATO 4 MILIONI DI SOLDI PUBBLICI...

pier silvio marina berlusconi giudici toghe magistrati

FLASH! – E MARINA FINI' MARINATA DA PIER SILVIO - LA CAVALIERA AVREBBE CHIESTO UN IMPEGNO PIÙ INCISIVO DI MEDIASET PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, IN NOME DEL “CALVARIO” SUBITO DA PAPI SILVIO - MA “PIER DUDI”, CHE È MOLTO PIÙ AUTONOMO DALLA PRIMOGENITA DI QUANTO SI RACCONTI IN GIRO, IN NOME DEL PLURALISMO SI SAREBBE OPPOSTO – PERCHÉ SPINGERE CON UNA CAMPAGNA SPECIFICA, QUANDO BASTA MARTELLARE SUGLI ERRORI GIUDIZIARI (GARLASCO, TORTORA ECC.) SUI TALK SHOW E LE TRASMISSIONI CRIME?

donald trump ted sarandos david zaslav larry david ellison paramount

CASA BIANCA DELLE MIE BRAME (PICCOLI TRUMP CRESCONO) - COME MAI LA PARAMOUNT DELLA FAMIGLIA MULTI-MILIARDARIA DI LARRY ELLISON VUOLE WARNER BROS-DISCOVERY A TUTTI I COSTI? - DOPO IL NO ALL'ULTIMA OFFERTA DI 108 MILIARDI DI DOLLARI (25 IN PIÙ DI NETFLIX) L'EREDE DAVID ELLISON PORTA L'AFFARE IN TRUBUNALE - L’OBIETTIVO PRINCIPALE NON SONO I FILM O GLI STUDIOS, MA L'EMITTENTE ALL-NEWS, LIBERAL E ANTI-TRUMP CNN, TRAMPOLINO INDISPENSABILE PER SOSTENERE LA CANDIDATURA DI ELLISON JR ALLA NOMINATION REPUBBLICANA NEL 2028…(A DIFFERENZA DI TRUMP, NON HA BISOGNO DI FARSI FINANZIARE DA NESSUNA BIG TECH...)