carlo bartoli - dario edoardo vigano - leonardo bartoletti - lorena bianchetti - gianni letta headline giornalisti

CAFONALINO – GRAN FRITTO MISTO PER I TRENT’ANNI DELL’AGENZIA “HEADLINE GIORNALISTI”: ALLA CAMERA S’ACCENDE IL DIBATTITO SULLA TECNOLOGIA E COMUNICAZIONE CON LA FORZISTA DEBORAH BERGAMINI E IL RIFORMISTA DEM FILIPPO SENSI, IL PRESIDENTE DELL’ODG CARLO BARTOLI E LA SUORINA LAICA LORENA BIANCHETTI, FINO A MONSIGNOR VIGANÒ. A FARE GLI ONORI DI CASA, IL VICEPRESIDENTE DI MONTECITORIO, GIORGIO MULÈ; GRAN CERIMONIERE, IL SEMPITERNO GIANNI LETTA…

Comunicazione, tecnologia e democrazia: alla Camera dei Deputati il confronto per i 30 anni di Headline Giornalisti

carlo bartoli dario edoardo vigano leonardo bartoletti lorena bianchetti gianni letta

AGIPRESS – La comunicazione come strumento di dialogo, cultura e crescita democratica, ma anche le sfide poste dall’evoluzione tecnologica e dalla trasformazione degli ecosistemi informativi. Sono stati questi i temi al centro dell’evento “Comunicazione: la Via Maestra per Dialogo e Cultura”, svoltosi oggi alla Camera dei Deputati in occasione del trentesimo anniversario dalla fondazione di Headline Giornalisti.

 

L’incontro ha riunito autorevoli esponenti del mondo delle istituzioni, della cultura e della comunicazione, tra cui Gianni Letta, Monsignor Dario Edoardo Viganò, l’On. Deborah Bergamini e Leonardo Bartoletti, CEO di Headline Giornalisti, offrendo una riflessione approfondita sul ruolo dell’informazione nell’attuale contesto sociale e tecnologico. Ad aprire l’evento Giorgio Mulè vice presidente della Camera.

 

giorgio mule 30 anni dell agenzia headline giornalista

[…] Gianni Letta ha posto l’attenzione sulle opportunità offerte dall’innovazione tecnologica, richiamando però la necessità di un utilizzo responsabile degli strumenti digitali.

 

«La tecnologia – ha affermato – può offrire grandissime opportunità, può essere un ausilio straordinario per migliorare, rendere più veloce, più credibile, più affidabile e più verificabile la comunicazione. Tuttavia, se non viene usata con la dovuta prudenza e correttezza, può rappresentare un pericolo. E non sono io a dirlo, ma i più grandi guru della tecnologia».

 

[…] Di grande spessore anche l’intervento di Monsignor Dario Edoardo Viganò, che ha proposto una lettura critica delle dinamiche comunicative contemporanee e del loro impatto sulla società democratica.

 

deborah bergamini lorena bianchetti filippo sensi

«La crisi della comunicazione contemporanea non consiste nel fatto che parliamo troppo poco – ha osservato – bensì nel fatto che gli ambienti dentro cui parliamo sono progettati sempre più per estrarre comportamento, orientare attenzione e massimizzare engagement, piuttosto che per generare comprensione, esposizione reciproca e mondo comune».

 

Monsignor Viganò ha inoltre sottolineato come la qualità di una democrazia dipenda sempre più dalla qualità delle infrastrutture comunicative che essa sceglie di abitare.

 

dario edoardo vigano

«Se tali infrastrutture premiano soltanto reazione, profilazione e consenso immediato, la cultura si restringe. Se invece riaprono spazio all’argomentazione, all’ascolto e alla confutazione, la comunicazione torna a essere ciò che promette il titolo di questo incontro: non un semplice apparato di circolazione, ma la via maestra attraverso cui una società decide che cosa può ancora diventare».

 

Nel corso dell’evento è emersa con forza anche l’esperienza maturata da Headline Giornalisti nei suoi trent’anni di attività. A evidenziarlo è stato il CEO Leonardo Bartoletti, che ha ripercorso il profondo cambiamento vissuto dal settore della comunicazione negli ultimi decenni.

 

«La comunicazione è cambiata radicalmente nei trent’anni in cui la nostra società ha lavorato con impegno, mettendo sempre al centro del proprio operato la correttezza dell’informazione, la realtà dei fatti e la professionalità nei confronti dei colleghi, oltre che attenzione e rispetto verso l’uomo e la sua dignità in ogni forma», ha dichiarato Bartoletti.

gianni letta 30 anni dell agenzia headline giornalista

 

[…]

 

L’iniziativa ha rappresentato non soltanto un momento celebrativo per il traguardo dei trent’anni di Headline Giornalisti, ma anche un’occasione di confronto sul futuro della comunicazione, sulla responsabilità dell’informazione e sulla necessità di preservare, nell’era digitale, i valori della verità, dell’ascolto e della dignità della persona.

 

Un messaggio condiviso dai relatori e accolto dai partecipanti come un invito a costruire una comunicazione sempre più capace di favorire dialogo, comprensione reciproca e crescita culturale, confermando il suo ruolo fondamentale nello sviluppo della società democratica.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…