2025risate carlo verdone

CAFONALINO “E FATTELA ’NA RISATA”  – AL CINEMA BARBERINI LA PRESENTAZIONE DEL DOCUFILM DI MARCO SPAGNOLI “LA SCUOLA ROMANA DELLE RISATE” SI TRASFORMA IN UNO SHOW DI CARLO VERDONE: “IO L'IMMAGINE PER APRIRE UN FILM SU ROMA E LA ROMANITÀ CE L'HO, UN'IMMAGINE DI FELLINI, UN'IMMAGINE ANCORA ATTUALE: L'INGORGO SUL GRANDE RACCORDO ANULARE DEL FILM ‘ROMA’” – SUL PALCO SALGONO ANCHE MASSIMILIANO BRUNO, ER PIOTTA E LUCA VERDONE. IN PLATEA AVVISTATI MARIA SOLE TOGNAZZI, L’EX TERZINO DELLA ROMA, VINCENT CANDELA, E… – VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Chiara Ugolini per www.repubblica.it

 

carlo verdone er piotta massimiliano bruno francesco santalucia

“Io l'immagine per aprire un film su Roma e la romanità ce l'ho - dice Carlo Verdone - un'immagine di Fellini, un'immagine ancora attuale: l'ingorgo sul Grande raccordo anulare del film Roma”.

 

Ma i romani o romani acquisiti direbbero c'è poco da ridere e invece inizia proprio così La scuola romana delle risate con le canzoni di Piotta che firma la colonna sonora con le immagini della Capitale. Carlo Verdone è il Virgilio del documentario, firmato da Marco Spagnoli […] un film che celebre l'ironia romana, una forma d’arte che ha fatto della leggerezza uno sguardo profondo sul mondo.

 

carlo verdone (3)

"La comicità romana è sempre andata agli opposti: il comico romano è scoglionato, filosofo, indolente ma generoso, premuroso... fondamentalmente un comportamento bipolare" dice Carlo Verdone. Il film va indietro nella storia, arriva alle radici di Ettore Petrolini, e poi si proietta nel presente con la collaborazione delle sue voci più talentuose: Max Bruno, Virginia Raffaele, Emanuela Fanelli, il fumettista Zerocalcare.

 

"Il romano non si butta mai giù - prosegue Verdone - quando è proprio, proprio messo male tira fuori una battuta. La commedia italiana ha avuto successo perché si è affidata a facce, personaggi. Io l'ho capito all’inizio e li ho cercati nei bar, per strada… Nei film racconto gli ultimi anni di una Roma che aveva ancora sprazzi di poesia".

 

carlo verdone (5)

[...]  Corrado Guzzanti, sempre strepitoso, offre il suo punto di vista da una terrazza con vista sul Cupolone: "Andrebbe buttato giù - dice provocatoriamente – non serve a niente, al suo posto un bel palazzo quadrato".

 

"Rebibbia è imprescindibile per quello che racconto io - dice Zerocalcare - anche se sono nato ad Arezzo, questa è la vergogna della vita mia. Però mio padre era di Rebibbia, sono legittimato a stare qua. Qui è il luogo della complessità: quello che spaccia da quando aveva 14 anni e quella che fa il dottorato di Astrofisica dall'altra parte del mondo, nello stesso pianerottolo o anche nella stessa famiglia”.

 

massimiliano bruno luca verdone carlo verdone marco spagnoli

E poi Enrico Vanzina, Enrico Brignano, Marco Giallini, Claudia Gerini, Ilenia Pastorelli, Lillo, Anna Foglietta, Luca Verdone e poi spezzoni: da Troppo forte di Verdone alla filmografia di Sordi, ma anche gli sketch in tv di fine anni Settanta di Verdone e le trasmissioni come Avanzi, Pippo Kennedy Show, L'ottavo nano con Guzzanti che fa la parodia di Antonello Venditti.

 

Con le canzoni del Piotta si va in giro per i quartiere di Roma: da Garbatella a Pietralata, da Rebibbia a Montemario. E poi ci sono i maestri indimenticati. "Ettore Petrolini è molto importante - dice Verdone sulle immagini di Gigi Proietti che fa Gastone - è stato il primo a fare i personaggi, ma anche a fare una satira pericolosa, quando interpreta Nerone di fatto prende in giro Mussolini".

 

er piotta massimiliano bruno

Poi Aldo Fabrizi, Anna Magnani, "la più grande attrice italiana, aveva l'arte di nascondere l'arte" dice Verdone e la sora Lella "io recito tutto il giorno qui al mio negozio, ma mica so recitare" dice a Verdone che l'ha celebrata nei suoi film a partire da Bianco, rosso e Verdone. E poi Monica Vitti con la sua massima “quando fai ridere gli altri sei una regina”.

 

E naturalmente Alberto Sordi “che mi ha aperto un mondo - fa notare ancora Verdone - Sordi ha iniziato nella rivista con la faccia rubiconda poi in radio era già d'avanguardia, originale e poi al cinema ha compiuto un terremoto. Non c'è nulla dell'Accademia, improvvisava su tutto. Era un attore modernissimo". [...]

francesco santalucia er piotta massimiliano bruno luca verdone carlo verdone marco spagnolicarlo verdone luca verdonevincent candelamariasole tognazziluca verdone marco spagnoli carlo verdone er piotta massimiliano bruno francesco santaluciacarlo verdone (4)er piotta massimiliano bruno luca verdone carlo verdone marco spagnoli (5)er piottaer piotta (2)luca verdonevincent candela (2)carlo verdone marco spagnolier piotta massimiliano bruno luca verdone carlo verdone (2)carlo verdoneer piotta francesco santaluciamassimiliano bruno (4)massimo venezianimarco spagnoli (2)massimiliano bruno (5)guido lombardo (3)francesco santalucia er piotta massimiliano bruno luca verdone carlo verdonemassimiliano bruno luca verdone carlo verdone (3)guido lombardomassimiliano bruno (3)francesco santalucia er piotta massimiliano bruno luca verdone carlo verdone (3)massimiliano bruno luca verdone carlo verdone (2)er piotta massimiliano bruno luca verdone carlo verdone marco spagnoli (2)luca verdone (3)francesco santaluciamarco spagnoli (4)

Ultimi Dagoreport

luca zaia giorgia meloni matteo salvini

DAGOREPORT - MAI VISTA L’ARMATA BRANCAMELONI BRANCOLARE NEL BUIO COME PER LE REGIONALI IN VENETO - SENZA QUEL 40% DI VOTI DELLA LISTA ZAIA SIGNIFICHEREBBE LA PROBABILE SCONFITTA PER IL CENTRODESTRA. E DATO CHE IN VENETO SI VOTERÀ A NOVEMBRE, DUE MESI DOPO LE MARCHE, DOVE IL MELONIANO ACQUAROLI È SOTTO DI DUE PUNTI AL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA RICCI, PER IL GOVERNO MELONI PERDERE DUE REGIONI IN DUE MESI SAREBBE UNO SMACCO MICIDIALE CHE RADDRIZZEREBBE LE SPERANZE DELL’OPPOSIZIONE DI RIMANDARLA AL COLLE OPPIO A LEGGERE TOLKIEN - LA DUCETTA HA DOVUTO COSÌ INGOIARE IL PRIMO ROSPONE: IL CANDIDATO DI FDI, LUCA DE CARLO, È MISERAMENTE FINITO IN SOFFITTA – MA PER DISINNESCARE ZAIA, URGE BEN ALTRO DI UN CANDIDATO CIVICO: OCCORRE TROVARGLI UN POSTO DA MINISTRO O MAGARI LA PRESIDENZA DELL’ENI NEL 2026 - SE LA DUCETTA È RABBIOSA, SALVINI NON STA MEJO: I TRE GOVERNATORI DELLA LEGA HANNO DICHIARATO GUERRA ALLA SUA SVOLTA ULTRA-DESTRORSA, ZAVORRATA DAL POST-FASCIO VANNACCI - IL PASTICCIACCIO BRUTTO DEL VENETO DEVE ESSERE COMUNQUE RISOLTO ENTRO IL 23 OTTOBRE, ULTIMA DATA PER PRESENTARE LISTE E CANDIDATI…

peter thiel donald trump

SE SIETE CURIOSI DI SAPERE DOVRÀ ANDRÀ A PARARE IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA TRUMPIANA, È INTERESSANTE SEGUIRE LE MOSSE DELLA SUA ‘’EMINENZA NERA’’, IL MILIARDARIO PETER THIEL - PUR NON COMPARENDO MAI IN PUBBLICO, ATTRAVERSO PALANTIR TECHNOLOGIES, UNO TRA I POCHI COLOSSI HI-TECH CHE COLLABORA CON LE AGENZIE MILITARI E DI INTELLIGENCE USA, THIEL HA CREATO UNA VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA DI POTERE CHE NON SOLO SOSTIENE IL TRUMPONE, MA CONTRIBUISCE A DEFINIRNE L’IDENTITÀ, LE PRIORITÀ E LA DIREZIONE FUTURA - LA SVOLTA AUTORITARIA DI TRUMP, CHE IN SEI MESI DI PRESIDENZA HA CAPOVOLTO I PARADIGMI DELLO STATO DI DIRITTO, HA LE SUE RADICI IN UN SAGGIO IN CUI THIEL SOSTIENE APERTAMENTE CHE ‘’LIBERTÀ E DEMOCRAZIA SONO INCOMPATIBILI’’ PERCHÉ IL POTERE SI COLLOCA “OLTRE LA LEGGE” – OLTRE A INTERMINABILI TELEFONATE CON L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA, THIEL GODE DI OTTIMI RAPPORTI CON LA POTENTE CAPOGABINETTO DEL PRESIDENTE, SUSIE WILES, E COL SEGRETARIO AL TESORO, SCOTT BESSENT, CON CUI ORDISCE LE TRAME ECONOMICHE - SE MEZZO MONDO È FINITO A GAMBE ALL’ARIA, IL FUTURO DELLA MENTE STRATEGICA DEL TRUMPISMO SEMBRA TINTO DI “VERDONI”: LE AZIONI DI PALANTIR SONO QUINTUPLICATE NEGLI ULTIMI 12 MESI, E NON SOLO GRAZIE ALLE COMMESSE DI STATO MA ANCHE PER GLI STRETTI INTERESSI CON L’INTELLIGENCE ISRAELIANA (UNO DEI MOTIVI PER CUI TRUMP NON ROMPE CON NETANYAHU...)

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - C’ERA UNA VOLTA LA LEGA DI SALVINI - GETTATO ALLE ORTICHE CIÒ CHE RESTAVA DEI TEMI PIÙ IDENTITARI DEL CARROCCIO, DECISO A RIFONDARLO NEL PARTITO NAZIONALE DELLA DESTRA, SENZA ACCORGERSI CHE LO SPAZIO ERA GIÀ OCCUPATO DALLE FALANGI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA, HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE: UNA FURIA ICONOCLASTA DI NAZIONALISMO, SOVRANISMO, IMPREGNATA DI RAZZISMO, XENOFOBIA, MASCHILISMO E VIOLENZA VERBALE - SECONDO I CALCOLI DEI SONDAGGISTI OGGI QUASI LA METÀ DEI CONSENSI DELLA LEGA (8,8%) APPARTIENE AI CAMERATI DEL GENERALISSIMO VANNACCI CHE MICA SI ACCONTENTA DI ESSERE NOMINATO VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO: CONSAPEVOLE CHE L’ELETTORATO DI ESTREMA DESTRA, AL SURROGATO, PREFERISCE L’ORIGINALE, SI È TRASFORMATO NEL VERO AVVERSARIO ALLA LEADERSHIP DEL CAPITONE, GIÀ CAPITANO - OGGI SALVINI, STRETTO TRA L’INCUDINE DELL'EX GENERALE DELLA FOLGORE E IL MARTELLO DI MELONI, È UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSISSIMO, CAPACE DI TUTTO, ANCHE DI GETTARE IL BAMBINO CON L'ACQUA SPORCA...

giorgia meloni nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein matteo ricci

DAGOREPORT – BUONE NOTIZIE! IL PRIMO SONDAGGIO SULLO STATO DI SALUTE DEI PARTITI, EFFETTUATO DOPO LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO, REGISTRA UN CALO DI 6 PUNTI PER FRATELLI D'ITALIA RISPETTO ALLE EUROPEE 2024 (IL PARTITO DELLA MELONI, DAL 29% PASSEREBBE AL 23) - A PESARE È LA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE, DALLA PRODUTTIVITÀ CALANTE DELLE IMPRESE A UN POTERE D’ACQUISTO AZZERATO DAI SALARI DA FAME - IL TEST DELLE REGIONALI D’AUTUNNO, CHE CHIAMA ALLE URNE 17 MILIONI DI CITTADINI,   POTREBBE DIVENTARE UN SEGNALE D'ALLARME, SE NON LA PRIMA SCONFITTA DELL’ARMATA BRANCAMELONI - A PARTIRE DALLE PERDITA DELLE MARCHE: IL GOVERNATORE RICANDIDATO DI FDI, FRANCESCO ACQUAROLI, È SOTTO DI DUE PUNTI RISPETTO AL CANDIDATO DEL CAMPOLARGO, IL PIDDINO MATTEO RICCI - LA POSSIBILITÀ DI UN 4-1 PER IL CENTROSINISTRA ALLE REGIONALI, MESSO INSIEME ALLA PERDITA DI CONSENSI ALL'INTERNO DELL'ELETTORATO DI FDI, MANDEREBBE IN ORBITA GLI OTOLITI DELLA DUCETTA. NEL CONTEMPO, DAREBBE UN GROSSO SUSSULTO AI PARTITI DI OPPOSIZIONE, SPINGENDOLI AD ALLEARSI PER LE POLITICHE 2027. E MAGARI FRA DUE ANNI LA "GIORGIA DEI DUE MONDI" SARÀ RICORDATA SOLO COME UN INCUBO...

meloni giorgetti fazzolari caltagirone nagel donnet orcel castagna

DAGOREPORT - GENERALI, MEDIOBANCA, MPS, BPM: NESSUN GOVERNO HA MAI AVUTO UN POTERE SIMILE SUL SISTEMA FINANZIARIO ITALIANO - MA LA VITTORIA DI OGGI DEI CALTA-MELONI PUÒ DIVENTARE LA SCONFITTA DI DOMANI: “SENZA UN AZIONARIATO DI CONTROLLO STABILE IN GENERALI, NON BASTERÀ LA SBILENCA CONQUISTA DI MEDIOBANCA PER METTERE AL SICURO LA GESTIONE DEL RICCO RISPARMIO ITALIANO (800 MLD) CHE TUTTI VORREBBERO RAZZIARE” - L’ULTIMA, DISPERATA, SPERANZA DI NAGEL GIACE TRA I FALDONI DELLA PROCURA DI MILANO PER L'INCHIESTA SULLA TORBIDA VENDITA DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL MEF A CALTA-MILLERI-BPM – UNA SGRADITA SORPRESA POTREBBE ARRIVARE DAGLI 8 EREDI DEL VECCHIO - PIAZZA AFFARI? SI È FATTA GLI AFFARI SUOI: METTERSI CONTRO PALAZZO CHIGI PUÒ NUOCERE ALLA SALUTE DI UNICREDIT, BENETTON, MEDIOLANUM, FERRERO, LUCCHINI, UNIPOL, ENTI PREVIDENZIALI, ETC. – L’ERRORE DI NAGEL E GLI ''ORRORI'' DI DONNET: DA NATIXIS AL NO ALLO SCAMBIO DELLA QUOTA MEDIOBANCA CON BANCA GENERALI…

donald trump vladimir putin giorgia meloni

DAGOREPORT - IL VERTICE DELLA CASA BIANCA È STATO IL PIÙ  SURREALE E “MALATO” DELLA STORIA POLITICA INTERNAZIONALE, CON I LEADER EUROPEI E ZELENSKY IN GINOCCHIO DA TRUMP PER CONVINCERLO A NON ABBANDONARE L’UCRAINA – LA REGIA TRUMPIANA: MELONI ALLA SINISTRA DEL "PADRINO", NEL RUOLO DI “PON-PON GIRL”, E MACRON, NEMICO NUMERO UNO, A DESTRA. MERZ, STARMER E URSULA, SBATTUTI AI MARGINI – IL COLMO?QUANDO TRUMP È SCOMPARSO PER 40-MINUTI-40 PER “AGGIORNARE” PUTIN ED È TORNATO RIMANGIANDOSI IL CESSATE IL FUOCO (MEJO LA TRATTATIVA PER LA PACE, COSÌ I RUSSI CONTINUANO A BOMBARDARE E AVANZARE) – QUANDO MERZ HA PROVATO A INSISTERE SULLA TREGUA, CI HA PENSATO LA TRUMPISTA DELLA GARBATELLA A “COMMENTARE” CON OCCHI SPACCANTI E ROTEANTI: MA COME SI PERMETTE ST'IMBECILLE DI CONTRADDIRE "THE GREAT DONALD"? - CILIEGINA SULLA TORTA MARCIA DELLA CASA BIANCA: È STATA PROPRIO LA TRUMPETTA, CHE SE NE FOTTE DELLE REGOLE DEMOCRATICHE, A SUGGERIRE ALL'IDIOTA IN CHIEF DI EVITARE LE DOMANDE DEI GIORNALISTI... - VIDEO