1. ANCHE CLAUDIO MARTELLI, SMALTATO COME UNA VASCA DA BAGNO (SANTADECHÈ-STYLE) RISORGE PER IL LIBRO DI PAOLO FRANCHI DEDICATO ALLA GLORIA DI RE GIORGIO NAPOLITANO 2. ECCOLI, IN ORDINE DI CATETERE NELLA SALA DI MONTECITORIO: ROMITI, MACALUSO, TORTORELLA, REICHLIN DAL VIVO, LUCIANA CASTELLINA IN STAMPELLE, LA LOBBY DI CETONA CAPEGGIATA DA PIRANI, GAETANO GIFUNI E D'ALEMA, EMILIO COLOMBO CON LA SUA SALMA PIMPANTE, SPOSETTI E FORMICA: UNA PLATEA CON FLEBO E DEFRIBILLATORE 3. FABRIZIO BARCA COLLEGA PASSATO E PRESENTE E SI BECCA L'EREDITÀ DEI PIDDINO-SAURI 4. FINI E CASINI, BERSANI E MONTI, I GRANDI SCONFITTI, NON PERVENUTI ALLA CELEBRAZIONE 5. CHIACCHIERE POST-PRESENTAZIONE. DOPO IL NO DI IGNAZIO VISCO (DRAGHI NON VUOLE), SI FANNO DUE NOMI PER PALAZZO CHIGI: SACCOMANNI E NONNA PINA CANCELLIERI. SU INPUT DI SCALFARI, A GRAN VOCE NAPOLITANO CONFERMATO AL QUIRINALE. AMEN 6. EU-GENIO: "LA 'BANDA' DEI SOCIALISTI FINì IN FORZA ITALIA. CICCHITTO: "PEZZO DI MERDA"

Video di Veronica Del Soldà per Dagospia

Nel video si sente Fabrizio Cicchitto che dice: "Scalfari è un pezzo di merda!", dopo le frasi di Eu-genio sulla "banda" dei socialisti confluita in Forza Italia (Cicchitto era uno di questi)

 

LE MUMMIE CELEBRANO NAPOLITANO (ASSENTE)

 

Foto di Luciano Di Bacco per Dagospia


1 - DAGOREPORT
Anche Claudio Martelli, smaltato come una vasca da bagno (Santadechè-style) risorge per il libro di Paolo Franchi dedicato a Re Giorgio Napolitano. Eccoli, in ordine di apparizione nella sala di Montecitorio: Mastrapasqua, Romiti, Macaluso, Tortorella, il neo deputato Carraro, il fatale spin doctor di Bersani, Miguel Gotor, Nicola Mancino che ogni giorno ringrazia il Signore Iddio per aver sfanculato Ingroia, Reichlin dal vivo, Luciana Castellina convalescente in stampelle, Cicchitto, Carra, Pellegrino, la lobby di Cetona capeggiata da Pirani, Gifuni e D'Alema, Emilio Colombo con la sua salma pimpante, Gianni Letta e Valentino Parlato, Sposetti e Formica: una platea con flebo e defribillatore...

In piedi Matteo Colaninno, seduta la Maxxi Melandrina: unici due in età under-sixty, fanno la figura dei poppanti. I commessi molto agitati per l'ultima recita... Fra poco verranno sostituiti da certi bagnini livornesi... Fabrizio Barca però collega passato (il padre dirigente Pci) e presente e si becca l'eredità dei piddino-sauri.

Napolitano manda un messaggio scritto. "Non vuole cedere a una tentazione auto celebrativa". Testuale. Fini e Casini, Bersani e Monti, i grandi sconfitti, non pervenuti.
Per Kapò Schulz quasi zero applausi. Sul palco, accanto a Paolino Mieli, Scalfari parla di Benedetto Croce...

Più attuali le chiacchiere post-presentazione. Dopo il no di Ignazio Visco (Draghi non vuole), si fanno due nomi per Palazzo Chigi: Saccomanni e Cancellieri. Su input di Scalfari, a gran voce Napolitano verrebbe confermato al Quirinale. Per dimettersi una volta portate in porto alcune riforme, in primis una nuova legge elettorale. Se i grillini e frange del Pdl si mettono di traverso, si ritorna alle urne. Amen.

2 - CAMERA: ELOGI A DIBATTITO LIBRO SU NAPOLITANO. DIVIDE RICORDO CRAXI
(ASCA) - Ringraziamenti bipartisan al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, al termine del suo settennato, e qualche ruggine in sala, tra Eugenio Scalfari e Fabrizio Cicchitto, gia' socialista e oggi presidente uscente dei deputati Pdl, sulla fase finale del Psi e del suo leader, Bettino Craxi.

E' quanto emerso dalla presentazione, stamattina a Montecitorio, del libro di Paolo Franchi ''Napolitano. La traversata dalle Botteghe Oscure al Quirinale''. Antonio Leone, vicepresidente della Camera, dopo aver definito l'attuale ''un settennato che ha fatto onore alla Repubblica'', legge in apertura il messaggio di Napolitano nel quale spiega di non essere presente a Montecitorio per ''non indulgere a tentazioni autocelebrative''.

Subito dopo, Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, ringrazia Napolitano per il ruolo che ha sempre avuto nel difendere il progetto dell'Unione europea, aggiungendo che Europa e Italia hanno bisogno di stabilita' e con questa finalita' va assolutamente rispettato l'esito delle elezioni di una settimana fa. Massimo D'Alema fa subito un appunto al testo di Franchi: ''L'autore e' partigiano delle posizioni di Napolitano'', anche quando si ricostruisce il dibattito che ci fu nel Pci tra il presidente della Repubblica ed Enrico Berlinguer all'inizio degli anni '80.

L'ex ministro degli Esteri conferma di essere stato piu' vicino all'allora segretario del Pci, che ''aveva intuito prima di altri le ragioni di fondo della crisi del sistema politico''. D'Alema ricorda lo stile di quelle discussioni, ''in cui i contrasti non hanno mai fatto venire meno le ragioni dell'ascolto e del rispetto reciproco: fu per esempio Giorgio Amendola a proporre Pietro Ingrao presidente della Camera''.

In chiusura, un elogio a Napolitano perche' ''ha pure sprovincializzato la sinistra italiana grazie al suo impegno per l'Europa e all'interesse per gli Stati Uniti e alla socialdemocrazia, sul futuro europeo e' stato addirittura visionario e oggi da' la piu' alta testimonianza della politica e della democrazia in un tempo in cui la politica e' diventata brutta parola''.

Paolo Mieli, presidente della Rcs libri, parte da un interrogativo: ''Come mai uno degli eredi del partito nato nel 1921 a Livorno, da una scissione dal Psi, ha espresso la leadership della sinistra italiana e addirittura l'uomo che ha oggi in mano le chiavi di questa situazione cosi' difficile ma anche l'uomo su cui molti investono affinche' si trovi una soluzione tra le difficolta'? Il libro di Franchi non e' solo la biografia di Napolitano, e' anche una pietra per ricostruire quello che vi ho detto all'inizio''. E' la storia, continua Mieli, di come si poteva stare nel Pci pur avendo posizioni non sempre coincidenti.

''Fu riconosciuto a Napolitano, che non divenne successore di Togliatti come molti pensavano, la legittimita' di una posizione che ha avuto piu' futuro di quella berlingueriana pur benificiaria di molti successi. Quasi mai la linea di Napolitano e' stata vincente ma sempre fortemente legittimata. E stata anche la linea che ha tenuto aperto il confronto con il Psi nel momento di piu' aspro scontro'', conclude Mieli.

Eugenio Scalfari affronta subito l'osservazione di partigianeria fatta da D'Alema, ricordando di aver conosciuto Napolitano quando era stato definito ''migliorista'': ''Berlinguer tento' la via dell'alternativa democratica. Napolitano non era d'accordo, era favorevole non banalmente all'avvicinamento a Craxi ma alla matrice originaria del partito. Berlinguer aveva detto che il Psi era cambiato antropologicamente. Se ne ebbe conferma poi con Tangentopoli, quando si verifico' che il Psi era diventato una banda. Eccetto Giorgio Ruffolo e pochi altri, tutti finirono in Forza Italia''.

Parole dure che a fine discussione del libro, dopo un battibecco tra i socialisti presenti nella Sala della Regina e il fondatore di ''Repubblica'', fanno diramare un comunicato di Fabrizio Cicchitto, oggi capogruppo del Pdl: ''Scalfari non ha voluto venir meno alla sua ben nota faziosita' e volgarita' cogliendo come occasione la presentazione del libro di Paolo Franchi su Giorgio Napolitano per rivolgere un insulto al Psi di Craxi definendolo una 'banda'.

Questo metodo della demonizzazione dell'avversario introdotto a suo tempo nel confronto politico proprio da Scalfari e' una della cause certo remote, ma profonde, dell'imbarbarimento della lotta politica nel nostro paese del quale adesso stiamo vivendo uno dei punti estremi. Scalfari ha fatto leva sulla gestione politica e giudiziaria di Mani pulite nella liquidazione del sistema di Tangentopoli che coinvolgeva tutti, dalla Fiat a De Benedetti allo stesso Pci, e che fu fatta seguendo due pesi e due misure. Fu questa una delle ragioni per cui una parte del Psi si ritrovo' in Forza Italia''.

Scalfari, nella parte conclusiva del suo intervento, aveva poi affrontato il ''crocianesimo'' di Napolitano capace di far coincidere gli interessi generali con quelli della sua parte politica. Giuliano Urbani, ex deputato di Forza Italia, ultimo intervenuto, dice di condividere l'espressione di Napolitano che compare nel libro di Franchi: ''Non possiamo non dirci liberali. E' un approdo che gli fa onore. Lui ha sempre avuto una bussola: il dovere di una democrazia e' costruire regole e valori condivisi da tutti''.

Urbani svela un piccolo retroscena: nel 1994, furono lui e Giuliano Ferrara a proporre che Napolitano fosse nominato commissario europeo insieme a Mario Monti, ma la proposta fu sabotata dalla Lega Nord, che la rivelo' ai giornali. ''Era un ponte gettato all'opposizione nella speranza di un altro bipolarismo. Io e D'Alema fummo poi sconfitti nella Bicamerale sulla stessa scommessa politica'', chiude Urbani.

3 - DA BOTTEGHE OSCURE AL COLLE, LIBRO DI FRANCHI SU NAPOLITANO - POLITICI, ARCHISTAR E VECCHI AMICI PER OMAGGIO BIPARTISAN
(ANSA) - Dalle passioni giovanili per il cinema, il teatro, la letteratura - tra i suoi amici Raffaele La Capria, Francesco Rosi, Giuseppe Patroni Griffi e Rosellina Balbi - alla scelta antifascista nella Napoli assediata dai bombardamenti, vissuti nel rifugio sotto Palazzo Serra di Cassano, fino alla vocazione politica sfociata nel 1944 nell'approdo al Pci, dove fu allievo brillante di Giorgio Amendola, insieme a Gerardo Chiaromonte, e poi leader dell'ala migliorista.

Racconta tanta parte della storia del Paese, la biografia di Giorgio Napolitano scritta da Paolo Franchi - presentata stamani a Montecitorio - e riassunta, felicemente, dal sottotitolo 'La traversata da Botteghe Oscure al Quirinale'. Quasi in una sorta di omaggio anticipato e bipartisan per l'imminente scadenza di 're Giorgio', in tanti hanno gremito la sala della Regina, anche se il 'festeggiato' non ha voluto essere presente - come ha sottolineato in un messaggio inviato per l'occasione - ''per non indulgere a tentazioni autocelebrative''.

Luciana Castellina convalescente in stampelle, Alfredo Reichlin, Emanuele Macaluso, Massimiliano Fuksas con la moglie Doriana Mandrelli, Franca Chiaromonte, Aldo Tortorella, Emilio Colombo e Fabrizio Cicchitto, tra i presenti.

Risale al 1969, durante la contestazione alla Normale di Pisa, uno dei primi incontri ravvicinati tra D'Alema e il 'Presidente' che in una lettera ''garbata e pignola'' - ''ne conservo tantissime'' - gli rimprovero' che ''il movimento studentesco non puo' dire soltanto dei 'no' altrimenti non dara' un contributo utile alla vita nazionale''. Un ricordo che sembra ripescato come un 'memento' ai neoletti grillini.


4 - NAPOLITANO: D'ALEMA, SE SCELTO DA SONDAGGIO AVREBBE VINTO SHOWMAN
(AGI) - Massimo D'Alema ha elogiato la "saggezza" del parlamento che sette anni fa elesse Giorgio Napolitano come Presidente della Repubblica. "Se la scelta del Capo dello Stato fosse stata affidata a un sondaggio, principio cui si affidano gran parte delle scelte pubbliche, credo che un certo numero di uomini di spettacolo lo avrebbero largamente sopravanzato", ha detto il presidente del Copasir intervenendo alla Camera alla presentazione del libro 'Giorgio Napolitano - La traversata da Botteghe Oscure al Quirinale', di Paolo Franchi.

"Il fatto che sia stato non un sondaggio ma la saggezza del parlamento a scegliere ci ha dato un punto di forza che e' stato salvifico per il nostro Paese", ha assicurato.

 

Intervento di Martin Schulz Colombo Mastrapasqua Mancino Formica e Macaluso Claudio Martelli Alfredo Reichlin Arrigo Levi Dalema Scalfari e Mieli Emanuele Macaluso e Nicola Mancino Domenico De Masi e Ida Di Benedetto Fabrizio Barca Fabrizio Gifuni Mario Pirani Antonio Mastrapasqua Franchi Urbani Schulz e Leone Franco Carraro Giovanna Melandri e Franco Carraro Giulio Napolitano Gotor Luciana Castellina Lucio Villari Paolo Emilio Taviani

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