orcel castagna giorgetti salvini caltagirone milleri

DAGOREPORT - COME MAI L'OFFERTA DI ACQUISTO LANCIATA DA UNICREDIT SU BANCO BPM HA TERREMOTATO I NEURONI LEGHISTI? GIORGETTI IN TRINCEA: L'OPS È STATA "COMUNICATA, MA NON CONCORDATA COL GOVERNO", MINACCIANDO ADDIRITTURA LA GOLDEN POWER, COME SE UNICREDIT FOSSE DI PROPRIETÀ CINESE - ANCOR PIÙ IMBUFALITO È SALVINI: “UNICREDIT ORMAI DI ITALIANO HA POCO E NIENTE: È UNA BANCA STRANIERA, A ME STA A CUORE CHE REALTÀ COME BPM E MPS CHE STANNO COLLABORANDO, SOGGETTI ITALIANI CHE POTREBBERO CREARE IL TERZO POLO ITALIANO, NON VENGANO MESSE IN DIFFICOLTÀ" – ECCO IL PUNTO DOLENTE: L’OPERAZIONE DI ORCEL AVVIENE DOPO L'INTESA, CALDEGGIATA DAL GOVERNO, BPM-MILLERI-CALTAGIRONE PER PRENDERSI MPS - COSI’ IL CARROCCIO CORRE IL RISCHIO DI PERDERE NON SOLO BPM, DI AREA LEGHISTA, MA ANCHE MPS, IL CUI PRESIDENTE MAIONE È IN QUOTA LEGA…

DAGOREPORT

andrea orcel

Con l’Offerta pubblica di scambio lanciata su Banco Bpm, il ceo di Unicredit Andrea Orcel conferma le sue funamboliche qualità di manager concentrato in acquisizioni e/o fusioni (dette M&A, cioè Mergers and Acquisitions). 

 

Una decisione che Orcel ha preso una volta constatato che la scalata di Unicredit alla banca tedesca Commerzbank trova davanti pesanti ostacoli a causa dello stato di recessione della Germania, che ha costretto il premier Scholz a indire elezioni il prossimo febbraio, con alte probabilità che la prima poltrona del Bundestag sia occupata dal capo della Cdu, Friedrich Merz.

 

Messa in stand-by l’acquisizione tedesca, che ha davanti tempi lunghi e complessi poiché una fusione comporterà almeno 6 mila esuberi per Commerzbank, mentre licenziamenti e chiusura di fabbrica stanno azzoppando quello che una volta era il ‘’motore dell’Europa’’, da abilissimo pokerista, Orcel ha rilanciato su Bpm, con un’Ops che vale oltre 10 miliardi

matteo salvini giancarlo giorgetti

Essendo quella di Unicredit un’Offerta pubblica di scambio effettuata a prezzi di mercato con un debolissimo sopraprezzo, quella di Orcel è un’operazione tattica per farsi rispondere “no, grazie” dal cda di Bpm, guidata dal ceo Giuseppe Castagna. Ma Orcel sa benissimo che, dal momento del sicuro rifiuto, per regolamento, entra in ballo la “Passivity Rule”.

GIUSEPPE CASTAGNA

 

 

 

 

 

Per “regola della passività”, l’articolo 104 della Consob prevede che, in caso di Ops, “le società italiane quotate i cui titoli sono oggetto dell'offerta si astengono dal compiere atti od operazioni che possono contrastare il conseguimento degli obiettivi dell'offerta”. La “Passivity Rule” è superabile solo da un’eventuale autorizzazione dell’assemblea ordinaria o straordinaria in tal senso.

 

Orcel, davanti al rischio montante di fallire l’acquisizione di Commerzbank (che ha diminuito a mero “investimento” che "ha tempo per maturare"), ha subito reagito “bloccando” l’attivismo di Banco Bpm per costruire il Terzo Polo bancario, lanciando un’Operazione ostile. Così Castagna per mesi non potrà muoversi. Unicredit prevede infatti che l'esecuzione dell'offerta di scambio su Bpm "sarà completata entro giugno 2025”. 

 

andrea orcel

La mossa di Orcel su Bpm non poteva non far incazzare la Lega che dall’epoca della gestione di Massimo Ponzellini gode di una sorta di ‘’padrinaggio’’ sull’istituto milanese. E sulle agenzie il ministro del Mef Giorgetti, di solito taciturno, ha subito alzato le barricate dichiarando che l'operazione di UniCredit è stata "comunicata, ma non concordata col governo". 

 

L’irritazione leghista arriva al punto tale che il ministro varesotto di Cazzago Brabbia ha minacciato addirittura la Golden Power, come se Unicredit fosse di proprietà cinese o russa. 

FRANCESCO MILLERI

 

Ancor più imbufalito è Matteo Salvini, che arriva a disconoscere l’italianità di Unicredit: "A me le concentrazioni e i monopoli non piacciono mai, ero rimasto al fatto che Unicredit volesse crescere in Germania. Non so perché abbia cambiato idea. Unicredit ormai di italiano ha poco e niente: è una banca straniera, a me sta a cuore che realtà come Bpm e Mps che stanno collaborando, soggetti italiani che potrebbero creare il terzo polo italiano, non vengano messe in difficoltà". 

 

banco bpm

Gran finale: "Non vorrei che qualcuno volesse fermare l'accordo Bpm-Mps per fare un favore ad altri".

 

Ecco il punto dolente: l'accordo Bpm-Mps (più Anima Sgr) in cordata con Milleri/Del Vecchio e Caltagirone, operazione caldeggiato dal governo Meloni, farebbe sì che diventerebbe il Terzo Polo bancario, dopo Intesa e Unicredit. Tanto nervosismo (eufemismo) da parte del Carroccio contro Unicredit nasce dal rischio di perdere non solo Bpm politicamente di area leghista ma anche Mps, il cui attuale presidente Nicola Maione è in quota Lega. 

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE

E la recente Opa di Castagna su Anima Sgr, il più grande gruppo indipendente del risparmio gestito in Italia che ha in Bpm e Mps i maggiori clienti, è stato poi seguita, su sollecitazione di Giorgetti, dall’Opa su Mps. 

 

(Chissà perché, pur essendo stata risanata e con ottimi bilanci, tutte le maggiori banche si tengono lontane da Siena?).

 

Operazione, partita da Roma, che Castagna non avrebbe gradito granché (d’altra parte ha sempre dichiarato lo “stand alone” di Bpm), anche perché l’operazione Mps lo vede in compagnia di due imprenditori, la Delfin/Del Vecchio guidata da Milleri e da Caltagirone (azionista di Mps e caro alla Fiamma Magica di Palazzo Chigi, vedi la Legge Capitali). 

BPM

Si racconta che Lor Signori sarebbero entrati nella partita Mps-Anima su invito dei Fratellini d’Italia al fine di controbilanciare la Lega “bancaria” congegnata da Giorgetti. Anche perché, in uno scenario futuribile, una volta portata a termine la fusione Bpm-Mps, l’obiettivo sarebbe la conquista di Mediobanca che ha in pancia il 13% di Generali, da anni sogno infranto di Caltagirone.

NICOLA MAIONE

 

Vero, falso, verosimile? Quello che è certo è che in Borsa ieri Banco Bpm ha guadagnato la vetta guadagnando il 5,48% (attestandosi a 7 euro per

azione), mentre Unicredit è scivolata sul fondo, cedendo il 4,76% (a 36,27 euro per azione). 

 

Da Unicredit un aumento di capitale del 13,9% 

(ANSA) - Unicredit lancerà un aumento di capitale a supporto dell'Ops su Banco Bpm. L'aumento riguarda il 13,9% del proprio capitale. Le azioni verranno utilizzate nell'offerta di scambio. Lo si legge nel documento di offerta. L'aumento dovrà essere approvato dall'assemblea straordinaria di aprile 

salvini giorgetti

 

Unicredit, resta in piedi l'operazione Commerzbank 

(ANSA) - L'offerta pubblica di scambio volontaria su Banco Bpm è autonoma e indipendente dall'investimento effettuato da UniCredit nel capitale sociale di Commerzbank. Lo si legge in una nota. Le discussioni relative a Commerzbank sono state già prolungate nel rispetto delle prossime elezioni (in Germania il prossimo febbraio) degli stakeholder della banca. La posizione rimane un importante investimento con protezione in caso di ribassi e con sostanziale potenziale "upside".

 

GIUSEPPE CASTAGNA

Unicredit con Banco Bpm diventa terza banca in Europa 

(ANSA) - L'aggregazione di Banco Bpm con UniCredit, permetterà la piena valorizzazione delle potenzialità dei due gruppi in Italia e un conseguente ulteriore rafforzamento di una solida realtà pan-europea, che diventerebbe la terza banca europea per capitalizzazione di mercato. Lo si legge nella nota in cui viene annunciata l'ops volontaria.

 

L'Ops Unicredit efficace con almeno il 66,67% di Banco Bpm 

(ANSA) - L'offerta pubblica di scambio volontaria di Unicredit sulle azioni di Banco Bpm è subordinata all'approvazione della proposta di delega per l'aumento di capitale al servizio dell'offerta da parte dell'assemblea dei soci dell'afferente e del documento di offerta da parte di Consob. 

 

ANDREA ORCEL

L'offerta è anche subordinata all'approvazione senza condizioni da parte delle competenti autorità antitrust. Tra le condizioni di efficacia dell'offerta c'è anche quella relativa all'esito. L'offerta sarà efficace se Unicredit verrà a detenere all'esito dell'offerta una partecipazione pari ad almeno il 66,67% del capitale sociale di Banco Bpm. 

L'offerente, tuttavia, si riserva di rinunciare parzialmente alla presente condizione di efficacia, purché la partecipazione che l'offerente venga a detenere all'esito dell'Offerta sia comunque almeno pari al 50% del capitale sociale più 1 azione dell'emittente (soglia, quest'ultima, non rinunciabile)

 

Orcel, Europa ha bisogno di banche più forti, pronti a sfida

(ANSA) - L'Europa ha bisogno di banche più forti e più grandi che la aiutino a sviluppare la propria economia e a competere contro gli altri principali blocchi economici. Grazie al lavoro svolto negli ultimi tre anni, UniCredit è ora ben posizionata per rispondere anche a questa sfida". Lo dice il ceo di Unicredit Andrea Orcel nella nota in ci annuncia l'Ops su Banco Bpm.

 

Orcel, Commerz è investimento, ha tempo per maturare 

(ANSA) - "La nostra posizione in Commerzbank è un investimento" che "ha tempo per maturare". Lo afferma l'ad di Unicredit Andrea Orcel nella conferenza con gli analisti per spiegare l'operazione di scambio con Banco Bpm. 

Andrea Orcel giuseppe castagna

 

Orcel spiega che "per rispetto della Germania e delle sue elezioni, non ci sarebbe stata la possibilità di muoversi nel breve termine e forse non ci sarà affatto". Per cui "mentre aspettiamo siamo tranquilli nella nostra posizione e possiamo discuterne costruttivamente senza forzare il tema". 

 

Il ceo di Unicredit sottolinea, inoltre, che quello che "ci aspettiamo non è cambiato, ma vista la reazione di certi ambienti dobbiamo essere pazienti e dare a tutti il tempo" che serve. Orcel ribadisce, quindi, che Unicredit procederà ad un'acquisizione di Commerz "solo a certe condizioni, che richiedono un cambio delle posizioni di certe controparti".

ANDREA ORCEL - FOTO LAPRESSE

 

Orcel, non abbiamo ambizioni su Mps 

(ANSA) - "Non abbiamo ambizioni su Mps". E' quanto ha risposto l'ad di Unicredit Andrea Orcel in risposta alle domande degli analisti durante la conference call per spiegare l'ops su Banco Bpm. L'istituto guidato da Giuseppe Castagna ha il 5% della banca senese ed era in predicato per un'aggregazione, allo scopo di costituire il terzo polo bancario, oltre ad avere lanciato lo scorso 6 novembre un'opa su Anima.

 

Domani cda di Banco Bpm, sul tavolo l'Ops Unicredit 

(ANSA) -  Banco Bpm riunirà domani mattina il suo consiglio di amministrazione. E' quanto apprende l'ANSA. Sul tavolo del cda, che era già in agenda, non potrà a questo punto non finire l'Ops ostile lanciata a sorpresa questa mattina da Unicredit. 

Andrea Orcel

 

Delfin non sapeva nulla dell' opa di Unicredit su Banco Bpm 

(ANSA) -  Delfin non sapeva nulla della mossa a sorpresa di Unicredit su Banco Bpm. E' quanto si apprende negli ambienti vicini alla holding degli eredi di Leonardo Del Vecchio. La cassaforte lussemburghese è socia storica di Unicredit ed è entrata da poco nel capitale di Mps, così come il Banco Bpm, in occasione dell'ultimo collocamento della quota del Mef

 

Orcel, tempistica su Commerz più lunga di quanto si pensava 

(ANSA) - L'eventualità di un accordo con Commerzbank si è ridotta ma non a zero. Lo dice il ceo di Unicredit, Andrea Orcel in una call con i giornalisti tedeschi secondo quanto riporta Bloomberg. Orcel sottolinea che la tempistica per Commerzbank è più lunga di quanto si pensava.

 

Orcel, 'offerta su Bpm in buona fede, speriamo sia rapida'

giuseppe castagna 1

(ANSA) - "Qualsiasi acquisizione e integrazione di Banco Bpm che speriamo avvenga in maniera rapida e fluida, resterà indipendente da qualsiasi ipotetica e futura integrazione tra HvB e Commerzbank". Lo dice il ceo di Unicredit, Andrea Orcel in un messaggio sul sito della banca. "Ciò che possiamo già dire, è che abbiamo presentato questa offerta" su Banco Bpm " in buona fede e coerentemente con la nostra strategia, con i nostri parametri dichiarati e con la nostra ambizione generale di costruire un nuovo campione bancario europeo che crei valore per tutti gli stakeholder interessati da quest'operazione".

giuseppe castagna banco bpmbanco bpm

Andrea Orcelgiuseppe castagnaGIUSEPPE CASTAGNAandrea orcel

Ultimi Dagoreport

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)