“CONTE? NON FACCIAMO IL SUO GIOCO” – DOPO LE FRASI DI PEPPINIELLO SUL NO ALL’INVIO DI NUOVE ARMI A KIEV, SCHLEIN VA AL CONTRATTACCO: “LUI VUOLE METTERCI IN DIFFICOLTÀ SCHIACCIANDOCI SU UNA POSIZIONE GUERRAFONDAIA CHE NON È LA NOSTRA. È ENTRATO IN MODALITÀ CAMPAGNA ELETTORALE PER LE PRIMARIE" - L’IRA DEI RIFORMISTI DEM, LIA QUARTAPELLE LO DEFINISCE “SABATATORE”, LORENZO GUERINI IMBUFALITO: “CONTE STA CERCANDO LO SCONTRO, CI VUOLE UNA BUONA DOSE DI SPREGIUDICATEZZA A DIRE SIMILI COSE A FINI ELETTORALI CON LA POPOLAZIONE CIVILE UCRAINA SOTTO LE BOMBE” – NON E’ CHE CONTE FA QUESTE SPARATE PER DIMOSTRARE CHE LE PRIMARIE SONO UN ERRORE, FACENDO COSÌ DA SPONDA A CHI, A SINISTRA, È SCETTICO SUI GAZEBO, COME GOFFREDO BETTINI, SE NON PROPRIO CONTRARIO, COME MASSIMO D’ALEMA CHE LE DEFINISCE “UNA FOLLIA”?
Maria Teresa Meli Per Il "Corriere della Sera" - Estratti
Elly Schlein cerca di stemperare le polemiche il giorno dopo il botta e risposta sull’Ucraina con Giuseppe Conte: «Lui vuole metterci in difficoltà schiacciandoci su una posizione guerrafondaia che non è la nostra. È entrato in modalità campagna elettorale per le primarie. Non facciamo il suo gioco», spiega ai suoi la segretaria del Pd.
Suppergiù nelle stesse ore Lorenzo Guerini fa un ragionamento analogo con alcuni parlamentari riformisti: «Conte vuole creare una caricatura di dibattito tra pacifisti e guerrafondai. Sta cercando lo scontro, e non dobbiamo assecondarlo, anche se, ovviamente, non possiamo non rispondere a certe uscite. Certo, ci vuole una buona dose di spregiudicatezza a dire simili cose a fini elettorali con la popolazione civile ucraina sotto le bombe».
Insomma, per utilizzare l’analisi che Lia Quartapelle ha fatto con una compagna di partito, Conte, secondo il Pd, «pensa di essere il miglior premier che il centrosinistra abbia mai avuto e che possa ora mettere in campo». Solo che il leader del M5S si è spinto oltre in questi giorni ed è per questa ragione che Quartapelle sostiene che si è ritagliato «un ruolo da sabotatore» e avanza un dubbio: «Viene da pensare che non voglia l’unità della coalizione». Ma i dem non vogliono offrire il fianco a Conte. E nemmeno Renzi che sull’Ucraina fa polemizzare con lui i suoi parlamentari evitando lo scontro diretto.
Il terreno della guerra è quello più ostico per il Pd, perché il suo elettorato la pensa per la maggior parte come Conte. Bastava sentire domenica scorsa l’intervento della segretaria dei giovani democratici Virginia Libero, che ha preceduto quello di Schlein alla festa dell’Unità di Reggio Emilia: «Non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno a un vero conflitto, alle armi andateci voi, perché noi organizzeremo i disertori».
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Non si capisce bene di quale conflitto parli la leader dei giovani dem, né si comprende come intenda sostenere la diserzione, ma le sue parole fanno ben capire quale sia lo stato d’animo di un pezzo del Partito democratico. In queste ore, però, l’interrogativo che si pongono al Pd è anche un altro: non è che Conte in realtà stia esibendosi in tutte queste sparate per dimostrare che le primarie sono un errore, che avvelenano il clima, facendo così da sponda a chi, a sinistra, sui gazebo è assai prudente, come Goffredo Bettini, se non proprio contrario, come Massimo D’Alema che le definisce «una follia»?
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