aggressione al giovane arturo a napoli - il 15enne kekko

LA PARANZA DEGLI SGOMORRATI - IL 15ENNE FERMATO A NAPOLI PER L’AGGRESSIONE AL 17ENNE ARTURO HA RECITATO NELLA PELLICOLA TRATTA DALLA “PARANZA DEI BAMBINI” DI ROBERTO SAVIANO - SUL SUO PROFILO FACEBOOK FOTO CON LA PISTOLA E ATTEGGIAMENTI DA BULLETTO: “SE ARRIVA LA GALERA, LA FARO’ A TESTA ALTA”

Simone Di Meo per “il Giornale”

 

AGGRESSIONE AL GIOVANE ARTURO A NAPOLI - IL 15ENNE KEKKO

Il lupo di questa storia si nasconde sotto il cappuccetto rosso immortalato dalle telecamere dei negozi di Via Foria, a Napoli. Lo stesso cappuccetto rosso di cui Kekko così si fa chiamare, su Facebook, il 15enne indagato per l'accoltellamento del povero Arturo, ancora ricoverato in gravi condizioni in ospedale si sarebbe liberato, secondo il gip, per depistare le indagini. Quando aveva ormai capito che, per l'aggressione di quel pomeriggio di follia in una delle strade più trafficate e popolose del capoluogo, aveva tutta la Squadra mobile alle calcagna.

 

AGGRESSIONE AL GIOVANE ARTURO A NAPOLI - IL 15ENNE KEKKO

È un duro, Kekko. O si atteggia ad esserlo. Ha detto al giudice, che ha convalidato il fermo anche sulla base dei filmati dei circuiti di videosorveglianza, che lui ha un alibi e che quel giorno era a casa con la mamma a chattare sui social network. Ha detto pure di essere un bravo ragazzo e di frequentare, con alterne fortune, l'istituto tecnico «Casanova», e di non avere mai assunto comportamenti da bullo.

 

AGGRESSIONE AL GIOVANE ARTURO A NAPOLI - IL 15ENNE KEKKO

Basta giusto un giro sul suo profilo per smentirlo: in due foto è immortalato mentre impugna una pistola. In un'altra, insieme a un amico che fa parte di una «paranza» di baby criminali del rione Sanità, il budello di vicoli dove nacque Totò ma dove oggi regna la camorra dei tagliagole minorenni, indossa a mo' di pendaglio un tirapugni.

 

Profetizza, in uno scatto del 2015, quand' era poco più che un tredicenne ribelle, «che la galera» se mai arriverà, ed è arrivata «se la farà a testa alta». Dicono gli inquirenti che la sua è una famiglia perbene anche se andrebbe rimodulata la definizione di «famiglia perbene» alla luce di quello che il profilo Facebook di Kekko sta rivelando. Per convincere il gip di essere un bravo ragazzo, il 15enne ha pure affermato di voler tentare la carriera nel cinema. Al suo attivo ha già una piccola parte in un film di prossima uscita.

 

AGGRESSIONE AL GIOVANE ARTURO A NAPOLI - IL 15ENNE KEKKO

Quale? L' ennesimo affresco «gomorrista» uscito dalla penna di Roberto Saviano: «La paranza dei bambini». Una storia di delinquenti in erba che pur di salire al vertice della camorra mettono a ferro e fuoco il quartiere. La realtà che supera la fantasia.

 

«Ho presentato una interrogazione parlamentare per chiedere al ministro Franceschini commenta il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri se questa pellicola, che sicuramente sarà opera di grande pregio culturale, abbia beneficiato di qualche agevolazione o di qualche finanziamento pubblico. Nel caso, sarà interessante scoprire com' è che vengono fatti i provini e su quali basi scelti i protagonisti».

AGGRESSIONE AL GIOVANE ARTURO A NAPOLI - IL 15ENNE KEKKO

 

«Anche Gomorra, e mi riferisco alla fiction e al film, ha infatti avuto qualche incidente di percorso - prosegue -. Un po' di attori arrestati, location per le riprese in una villa di proprietà di un autentico boss della camorra, e altre vicende dai risvolti giudiziari e processuali. Insomma, capisco il casting realistico, ma credo che si stia esagerando. Non oso immaginare che cosa sarebbe accaduto se Mediaset avesse reclutato un criminale per farlo lavorare in un telefilm». Sull' agguato di Via Foria, in cui il 17enne ha rischiato di finire sgozzato mentre camminava, da solo, tranquillo, in strada, le indagini non conoscono sosta. Altri due minori sarebbero stati identificati. Questione di ore e andranno a far compagnia al loro amico.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…