sergio cragnotti

GIUSTIZIA E’ SFATTA - A 20 ANNI DAL CRAC CIRIO DIVENTA DEFINITIVA LA SENTENZA DI CONDANNA PER SERGIO CRAGNOTTI: 5 ANNI E 3 MESI - LA CASSAZIONE HA CONFERMATO LA SENTENZA DEL PROCESSO DI APPELLO BIS, IL 26 GIUGNO 2019 - L’EX PRESIDENTE DELLA LAZIO E’ ASSOLTO DAL CAPO DI IMPUTAZIONE PIÙ PESANTE, IL REATO DI BANCAROTTA PER IL DISSESTO DELLA CIRIO HOLDING E DELLA CIRIO FINANZIARIA A SEGUITO DELL'ACQUISTO DELLA SOCIETÀ BROMBIL - MORALE DELLA FAVA: TRA INDULTO E SERVIZI SOCIALI, A 81 ANNI CRAGNOTTI NON ANDRA’ IN CARCERE…

S.G. per “il Messaggero”

 

ennio doris sergio cragnotti

Si chiude il capitolo giudiziario sul dissesto della Cirio, un grande choc a inizio millennio per il mondo del risparmio italiano. A distanza di quasi 20 anni dalla dichiarazione di insolvenza, è diventata definitiva la condanna dell' ex patron del gruppo alimentare Sergio Cragnotti.

 

IL PROCESSO DI APPELLO

La Cassazione ha confermato i 5 anni e 3 mesi inflitti nel processo di appello bis, il 26 giugno 2019, dopo un precedente annullamento da parte della stessa Suprema Corte nel 2017. «Una vicenda lunga e sofferta», dice il difensore di Cragnotti, l' avvocato Nicoletta Piergentili, che sottolinea però che «la posizione del mio assistito era già stata molto ridimensionata dalla prima decisione della Cassazione che aveva rimandato il procedimento in Corte d' appello a Roma per il riconteggio della pena».

SERGIO CRAGNOTTI

 

È la seconda volta, infatti, che il processo approda in Cassazione: nell' ottobre 2017 i giudici avevano confermato, tra l' altro, 4 anni all' ex banchiere Cesare Geronzi, mentre avevano disposto una nuova pronuncia per Cragnotti in relazione a uno dei capi di imputazione più rilevanti. L' appello bis aveva ricalcolato la pena al ribasso, in 5 anni e 3 mesi. Ma la difesa di Cragnotti aveva presentato nuovamente ricorso ritenendo che la sentenza non avesse tenuto conto delle indicazioni della Cassazione in sede di rinvio. Un ricorso respinto dalla Prima Sezione penale.

 

IL REATO

Alla fine Cragnotti esce assolto dal capo di imputazione più pesante, il reato di bancarotta per causazione del dissesto della Cirio Holding e della Cirio Finanziaria a seguito dell' acquisto della società Brombil, la pena si riferisce invece a fatti di bancarotta fraudolenta patrimoniale commessi quale amministratore di diritto e di fatto di società del gruppo Cragnotti & Partners. Può beneficiare dell' indulto, ma avanzerebbe un residuo di pena, per il quale potrebbe essere avanzata richiesta di affidamento al servizio sociale. Per la difesa, non rischia comunque il carcere, alla luce dell' età (ha 81 anni) e del periodo di detenzione già compiuto.

sergio cragnotti foto mezzelani gmt

 

IL TRAUMA

Il dissesto del gruppo fu un trauma per i piccoli risparmiatori-investitori, proprio nello stesso periodo del default dell' Argentina e della vicenda dei tango-bond.

L' inchiesta romana scattò nel 2003 con la riunione delle querele di alcuni obbligazionisti dopo il mancato pagamento delle cedole. Secondo quanto è stato ricostruito negli anni, sarebbero circa 35mila i risparmiatori che sono rimasti coinvolti.

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