lockdown 2

SIAMO SICURI CHE IL LOCKDOWN SIA SERVITO? - OLTRE 50 STUDI CONDOTTI DA PIU’ DI 200 SCIENZIATI BOCCIANO LA QUARANTENA DI MASSA  - SONO NUMEROSI I LAVORI CHE CERTIFICANO L'INUTILITÀ SE NON ADDIRITTURA LA DANNOSITÀ DEL LOCKDOWN - L’IMPIEGO DI "INTERVENTI NON FARMACEUTICI’’ PER CONTENERE LA DIFFUSIONE DI UN VIRUS (COME LA CHIUSURA DI IMPRESE NON ESSENZIALI) "HANNO COSTI ENORMI E POSSONO AVERE EFFETTI ECONOMICI DEVASTANTI TALI DA AUMENTARE IL NUMERO DEI MORTI IN FUTURO’’

Fabio Dragoni per "la Verità"

 

LOCKDOWN

Hanno un costo spropositato rispetto ai benefici. Spesso sono difficilmente valutabili. Quasi sempre inutili e talvolta addirittura controproducenti. Stiamo parlando degli «Interventi non farmaceutici» per contenere la diffusione di un morbo. In gergo «Npi» che abbiamo imparato a conoscere con il termine lockdown.

 

Chiusure di attività ritenute «non essenziali» per combattere la diffusione del Covid. Il prezzo lo paga il ristoratore o il barista che deve abbassare la saracinesca e chi dentro vi lavora. Noi della Verità avanziamo da tempo dubbi sull' efficacia di queste soluzioni.

 

LOCKDOWN 2

Contro di noi quasi tutti i mezzi di informazione ispirati da esperti quali Andrea Crisanti, Roberto Burioni, Massimo Galli, Anna Capua, Nino Cartabellotta e Walter Ricciardi. Venerati come divinità nei salotti televisivi.

 

Ma le opinioni di questi signori rappresentano veramente quelle dei tanti scienziati in tutto il mondo? Abbiamo raccolto più di cinquanta pubblicazioni scientifiche, molte delle quali reperibili anche sull' account twitter Brumby. Lavori che hanno coinvolto più di duecento scienziati delle più prestigiose università, istituzioni e centri di ricerca in tutto il mondo. Da Stanford a Pittsburgh. Da Sidney a Tokyo. Dal Fmi a Jp Morgan. Lavori talvolta consultabili ancor prima della pubblicazione (preprint). L' esito è univoco.

PROTESTE ANTI LOCKDOWN

 

Abbiamo ragione noi a dubitare dell'efficacia delle chiusure. Non potremo che segnalarvi i più importanti non potendo fare un numero monografico.

 

«Non escludiamo piccoli benefici, ma non ne vediamo di significativi in termini di contenimento della crescita dei casi. Simili risultati si possono ottenere con interventi meno severi» (bit.ly/3nkYw3y). La firma è quella di Ioannidis. Epidemiologo di fama mondiale con un H index di 214. È la misura della qualità e della quantità del suo lavoro. Tre volte quello di Crisanti. Quattro volte Galli. Cinque volte Burioni e Ricciardi. Cartabellotta non pervenuto.

LOCKDOWN 3

 

«Gli asseriti benefici del lockdown appaiono sfacciatamente esagerati». Scrive addirittura in un altro preprint sempre Ioannidis (bit.ly/3gCwb7x). «Iniziative quali la chiusura delle frontiere, lockdown nazionali, test di massa non si associano a riduzioni statisticamente significative sul numero dei casi e sulla mortalità» fa eco uno studio di cinque studiosi delle università di Toronto, Houston e Ioannina (bit.ly/3evWGJ9).

 

Lockdown Usa

«Dimostriamo che l'efficacia del lockdown nel risparmiare vite umane è modesta se confrontata con interventi focalizzati. Hanno costi enormi e possono avere effetti economici devastanti e tali da aumentare il numero dei morti in futuro». Scrive in preprint un gruppo di ricercatori dell' Università di Tel Aviv (bit.ly/3tU1cYA), mentre The Lancet lo scorso aprile invitava i governi ad «applicare le misure disponibili in modo mirato a diversi gruppi generazionali [] visto che il 96% dei decessi legati al Covid-19 in Europa si è verificato in pazienti di età superiore di 70 anni» (bit.ly/2R0qWE9).

 

«Dimostriamo che i livelli di infezione sono diminuiti prima che il lockdown iniziasse []. Ad esempio, la Florida sta andando meglio della California nonostante Disney World sia aperto da mesi e la California non abbia attualmente alcun piano per riaprire nulla a partire da Disneyland». Scrivevano a gennaio gli studiosi danesi Kepp e Biornskow (bit.ly/3nkg7sC).

 

Lockdown

Infine, «Npi meno dirompenti e costosi possono essere efficaci quanto quelli più intrusivi e drastici quale un lockdown nazionale» scrive un gruppo di nove studiosi delle università di Vienna, Parigi, Roma e Santa Fe (go.nature.com/3eBMOOl).

 

Se non costosi, i lockdown sono molto difficili da valutare a parere di molti scienziati. I modelli non supportano affermazioni in base alle quali l' indice Rt si sia ridotto dell' 80% grazie al lockdown. Scrivono nella sostanza cinque studiosi delle università scozzesi di Edimburgo e Glasgow in preprint (bit.ly/3xrqm2H).

 

PROTESTE ANTI LOCKDOWN FRANCIA

Dalle Università di Parigi e Tolosa cinque autori spiegano che la mortalità è principalmente legata a fattori economici e ambientali di contesto; in altre parole «il rigore delle misure stabilite per combattere la pandemia, compreso il lockdown non sembra essere legato al tasso di mortalità» (bit.ly/3gDWeey).

 

Addirittura, già nel 2006, il Medical Center di Pittsbourgh evidenziava che non ci sono osservazioni storiche che supportano le quarantene di massa per lunghi periodi. «Le conseguenze negative sono così estreme che questa misura di contenimento non dovrebbe essere seriamente considerata» (bit.ly/32LOa3k).

 

PROTESTE ANTI LOCKDOWN GERMANIA

Dall' Università di Greenwich ci fanno sapere che «i lockdown si basano su modelli teorici non empirici. I problemi che creano sono superiori alle vite che salvano» (bit.ly/3nmvpNq).

 

Mentre da Burnaby in Canada si sottolinea come le analisi costi benefici su cui si appoggiavano i lockdown vengono «successivamente confutate dai dati» (bit.ly/3gA6SDg).

 

PROTESTE LOCKDOWN

Quasi la metà degli studi sul nostro tavolo dimostrano invece la sostanziale inutilità delle chiusure ai fini del contenimento del virus. Secondo l' università di Edimburgo le diminuzioni delle infezioni in Inghilterra iniziano prima del lockdown; lo dimostra un confronto con la Svezia che senza chiusure ha avuto dinamiche analoghe (bit.ly/2R3hoIf).

 

I tedeschi Homburg e Kuhbandner sulla rivista Nature definiscono «illusori» gli effetti dei Npi ai fini del contenimento del virus nel Regno Unito (bit.ly/3dODVlc).

 

 Quattro studiosi dell' Università di Norwich, Londra e Newcastle scrivono in preprint che «le quarantene domiciliari obbligatorie, la chiusura delle attività non essenziali e l' utilizzo di mascherine non sono associabili ad alcun impatto aggiuntivo» (bit.ly/2Qxi74K).

 

LOCKDOWN 5

Muener, della Woods Hole Oceanographic Institution in Massachussets specifica che «I lockdown completi nell' Europa occidentale non hanno avuto impatti evidenti sull' epidemia di Covid 19» (bit.ly/3vgXiJB).

 

Ci si mette addirittura JP Morgan a dire che «i dati mostrano una diminuzione dei contagi anche dopo le riaperture» (bit.ly/3xjTOI9).

 

Il New Zealand Economic Paper riporta come «gli studi condotti su tutto il Paese hanno rilevato l' inefficacia dei lockdown» (bit.ly/3vygvXt).

parigi in lockdown

 

Il lockdown è controproducente. Proprio così. Non mancano addirittura gli studi che segnalano la pericolosità più che l' inutilità di queste misure. Già nel 2009 Cohen e Lipsitch esprimevano preoccupazione sul paradossale effetto che misure di contenimento della circolazione del virus avrebbero avuto nello spostare «il peso dell' infezione verso gli individui più anziani» (bit.ly/3sV7nKB).

 

Su Newsweek, il prestigioso epidemiologo Harvey Risch della Yale Medical School definisce controproducenti i lockdown perché ritardano il raggiungimento dell' obiettivo dell' immunità di gregge.

 

proteste contro il lockdown amsterdam

Atteso che ogni studio è fatto per essere analizzato, dibattuto ed eventualmente confutato, sconcerta l' enormità del numero dei lavori che certificano l' inutilità se non addirittura la dannosità del lockdown unitamente al prestigio dei suoi estensori e alla capillare diffusione geografica di dette analisi in ogni parte del pianeta. Saremo curiosi di vedere come esperti di zanzare e veterinari assortiti - tutti travestiti da esperti televisivi - contesteranno questi report.

Più probabile che li ignorino e continuino imperterriti nella loro opera. Voi lettori potrete giudicare da soli.

Ultimi Dagoreport

silvio berlusconi mediaset bettino craxi televisione ceccarelli

DAGOREPORT - 1980, NON LO VIDERO PROPRIO ARRIVARE IL TELE-BERLUSCONISMO... NÉ DA DESTRA NÉ DA SINISTRA - EPPURE, GIÀ NEL 1977 L’ASSESSORE PCI ALLA CULTURA DI ROMA, RENATO NICOLINI, AVEVA AVVERTITO UN REPENTINO MUTAMENTO DELLO SPIRITO DEI TEMPO, LANCIANDO L’ESTATE ROMANA E LA ‘’CULTURA DELL’EFFIMERO’’ - ALL’AVVENTO DELLA TV COMMERCIALE, DC E PC FECERO SPALLUCCE, SPREZZANTI, DIMENTICANDO CHE LA SOCIETÀ CAMBIA NON PER RIVOLUZIONI, IDEOLOGIE, RELIGIONI, ETC.; CAMBIA OGNI VOLTA CHE I MEZZI DI COMUNICAZIONE CAMBIANO - LA NASCITA DEL BISCIONE RIDEFINÌ LE ASPETTATIVE E LE DINAMICHE DI VITA DELLA CULTURA DI MASSA DEGLI ANNI ’80: AL DIAVOLO IL CONCETTO NOVECENTESCO DI PROFONDITÀ, VIVA LA SUPERFICIE COME MASSIMO DELLA PROFONDITÀ - UN CAMBIO DI FORMAT CHE L’EX PALAZZINARO DI MILANO 2 COLSE AL VOLO, MANDANDO IN ONDA UN PALINSESTO A IDEOLOGIA ZERO CHE PREFERIVA L’IMMAGINARIO ALLA RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTÀ - SE PCI E DC CONTINUARONO IMPERTERRITI A DEMONIZZARE IL BISCIONE, IL PSI DI BETTINO CRAXI COLSE AL VOLO L’OCCASIONE DI SMARCARSI DALLA TENAGLIA DEI “DUE CHIESE”, SUPPORTANDO SILVIONE - (UN SAGGIO DI FILIPPO CECCARELLI SU COME IL CAVALIERE CREO' IL SUO IMPERO MEDIATICO)

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO, PER GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...