AFFARI DI FAMIGLIA - RINVIATI A GIUDIZIO CON L'ACCUSA DI TURBATIVA D'ASTA DUE FRATELLI, TITOLARI DI DUE IMPRESE EDILI DI BRACCIANO E ROMA: PER I PM, SI ERANO ACCORDATI PER PILOTARE IL RISULTATO DI UN BANDO DA UN MILIONE E 700MILA EURO PER I LAVORI DI MANUTENZIONE DI TUTTI GLI ALLOGGI DELL'ESERCITO IN LIGURIA, PIEMONTE E VALLE D'AOSTA - A INSOSPETTIRE LA GUARDIA DI FINANZA IL FATTO CHE LE OFFERTE ERANO STATE TRASMESSE LO STESSO GIORNO, IL 6 DICEMBRE 2023, A DISTANZA DI UNA SOLA ORA L’UNA DALL'ALTRA E DALLO STESSO INDIRIZZO IP. LA DIFFERENZA DI PREZZO? QUATTRO EURO…
Estratto dell’articolo di Elisa Sola per “la Stampa”
Un appalto da quasi due milioni di euro. Lavori di ristrutturazione garantiti per almeno due anni, su un patrimonio enorme: tutti gli alloggi dell'Esercito sparsi nelle caserme e negli uffici di tre regioni, il Piemonte, la Liguria e la Valle d'Aosta.
Due fratelli pronti ad accordarsi in segreto per pilotare il risultato del bando. E spartirsi il bottino dopo la vittoria di uno dei due. Un presunto raggiro - questa l'ipotesi dell'accusa - che avrebbe danneggiato le casse del ministero della Difesa e che è stato sventato prima che la gara si concludesse, dagli agenti della Guardia di finanza di Torino, che hanno dato vita all'indagine iniziata nel 2024 e ora chiusa.
Sono stati rinviati a giudizio e verranno processati a ottobre con l'accusa di turbativa d'asta, due imprenditori del Lazio, titolari di due imprese edili di Bracciano e Roma.
Sono fratelli, e già questo elemento è bastato per insospettire i baschi verdi, quando hanno letto i loro nomi come concorrenti pronti a sfidarsi per vincere l'appalto.
La procura li accusa di avere «presentato offerte concordate» per il bando da un milione e 700mila euro che avrebbe affidato al vincitore «i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria di tutto il patrimonio alloggiativo demaniale dell'Esercito di Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta».
A sollevare i dubbi della Guardia di finanza, quando le offerte erano appena state presentate, sono state alcune anomalie, nemmeno troppo sottili. Al di là del fatto che i due contendenti fossero fratelli, gli investigatori hanno notato che le offerte erano state trasmesse lo stesso giorno: il 6 dicembre 2023, a distanza di una sola ora l'una dall'altra. E non solo, dallo stesso indirizzo IP.
Per i pm si sarebbero messi d'accordo per fare vincere uno dei due, «eliminando la concorrenza leale, alterando il libero mercato e ingannando il committente impedendo l'offerta migliore».
Il piano contestato è stato scoperto prima che venisse messo in atto. Tra i primi indizi che hanno reso perplessi i tecnici che hanno ricevuto le proposte delle due società, c'era l'ammontare delle offerte. L'unica differenza di prezzo: quattro euro. Così è scattata la denuncia. E i due fratelli sono stati estromessi dalla gara. Hanno fatto ricorso al Tar e al Consiglio di stato: respinti.


