carlo freccero massimo cacciari giorgio agamben

AIUTO: I NO PASS VOGLIONO FARE UN PARTITO - AL CONVEGNO ORGANIZZATO DA “GENERAZIONI FUTURE” A TORINO C’ERANO TUTTI: CACCIARI, AGAMBEN, MATTEI, PERSINO FRECCERO E PUZZER, CHE HANNO ANNUNCIATO DI VOLERSI COSTITUIRE COME COMMISSIONE PERMANENTE - M. FELTRI: “SE DAVVERO SCORGONO RINASCITE NAZISTE E BOLSCEVICHE, FORSE LA CONSEGUENZA LOGICA SAREBBE DI LASCIARE LE UNIVERSITÀ E GLI STUDI TELEVISIVI E UNIRSI ALLE PIAZZE DI RESISTENTI CHE RIPETONO LA LORO LEZIONE …”

1- I POVERI COSCRITTI

UGO MATTEI MASSIMO CACCIARI GIORGIO AGAMBEN

Mattia Feltri per "la Stampa"

 

Giorgio Agamben e Massimo Cacciari sulle limitazioni alla libertà personale dicono cose anche sensate, perché sono limitazioni drammatiche e non si sa come uscirne.

 

La sensatezza evapora un po' se si legge della loro partecipazione al primo think tank contro la dittatura sanitaria, tenuto mercoledì a Torino sulle seguenti basi scientifiche: il green pass segue i metodi di Goering, i nuovi congiurati sono George Soros e Bill Gates, il piano è stato ordito da politica, tecnica e finanza.

 

MASSIMO CACCIARI UGO MATTEI

Alè, manca soltanto Ufo Robot. Lo so, il sarcasmo è brutto, soprattutto se rivolto a due del livello di Agamben e Cacciari, ma da mesi lamentano la ghettizzazione del loro dissenso nel dibattito pubblico (Cacciari lo dice soprattutto in tv, curiosa idea di ghetto) e poi il dissenso lo esprimono, cito alla rinfusa dall'uno e dall'altro, sostenendo che la situazione è giuridicamente e moralmente abnorme, da sempre i regimi dispotici introducono discriminazioni contenute poi dilaganti, è un sistema di sorveglianza permanente, la scienza serve la politica come quando la servì per il manifesto sulla razza, siamo in prossimità delle leggi razziali fasciste, siamo in una condizione peggiore di quella dei cittadini dell'Unione sovietica sotto Stalin.

Giorgio Agamben

 

Ma se davvero la pensano così, se davvero scorgono rinascite naziste e bolsceviche, forse la conseguenza logica sarebbe di lasciare le università e gli studi televisivi e unirsi alle piazze di resistenti che ripetono la loro lezione. O sennò torniamo ancora lì: lungi da colpi e da conflitti / comodamente d'ingrassar soffrite / baritonando ai poveri coscritti / armiamoci e partite.

 

2 - IL CONVEGNO CHE UNISCE I NO PASS A TORINO LE PROVE DI UN MOVIMENTO

Bernardo Basilici Menini per "la Stampa"

 

A Torino si tengono le prove generali per il futuro del movimento No Pass. Se non un partito, almeno un modo «per restare in contatto e scambiare informazioni», per dirla come Ugo Mattei, professore di diritto che ha organizzato il meeting di ieri. Il luogo: l'International University College of Turin, una piccola realtà in centro in cui si entra da una porta senza cartelli o insegne, al secondo piano di un bello stabile.

 

UGO MATTEI

L'occasione: un convegno dal titolo «Le politiche pandemiche». I protagonisti, tutti nomi noti. Ci sono gli intellettuali Massimo Cacciari e Giorgio Agamben (quest' ultimo in collegamento), l'autore tv Carlo Freccero, il portuale triestino Stefano Puzzer, lo stesso Mattei, diversi parlamentari de l'Alternativa c'è e del gruppo misto, e altri ancora.

 

Il filo conduttore lo sintetizza una frase di Cacciari: «Lo stato di emergenza non finirà: c'è l'intenzione di trasformare il Green Pass in uno strumento di controllo e sorveglianza permanente sempre più pervasivo». Su pandemia e vaccino conferenzieri e pubblico (tutti rigorosamente senza mascherina) hanno posizioni diverse. C'è chi il Covid lo nega.

 

paolo puzzer 1

Per altri è meglio quello del vaccino. Per il direttore del College «è un insulto dirmi che sono negazionista o No Vax: ho perso due zii per colpa del virus e mi sono regolarmente vaccinato». «Uno strumento di controllo» I giornalisti sono ammessi, non senza diffidenze, e c'è pure qualche momento di tensione ma alla fine prevale la linea del dialogo.

 

ugo mattei

La conferenza è un fiume che dura dalle 10 del mattino al tardo pomeriggio, in cui intellettuali, medici e politici parlano della certificazione verde. E l'ospite più atteso è appunto Cacciari: «La pandemia non finirà - dice -. Il virus muterà e ci sarà bisogno di altre vaccinazioni, con ognuno che dovrà avere una carta per vivere liberamente. Il governo si sta riorganizzando in chiave tecnocratica per neutralizzare preventivamente dei conflitti che tra poco saranno enormi, visto che saremo in una stagione delicatissima, tra il debito e i fondi da spendere».

CARLO FRECCERO

 

Il fatto è che la linea moderata, quella non «complottista», va in parallelo con l'altra. Mariano Bizzarri, della Sapienza, cita studi e ricerche tra i più accreditati al mondo. Ma poi non si trattiene: «Già Goering (il gerarca nazista, ndr) aveva messo in pratica il concetto di emergenza in occasione dell'incendio al Reichstag. Ora si comincerà a fare il controllo e la mappatura del Dna: l'eugenetica non l'ha inventata il nazismo».

 

STEFANO PUZZER PORTATO VIA A FORZA

Mattei arriva a sostenere la necessità «di un Aventino scientifico». Freccero - uno dei più importanti nomi nella storia della tv italiana - dice che «la battaglia è di controinformazione, che è la vera informazione». Coerentemente, alla richiesta se sia possibile intervistare i presenti, la risposta degli organizzatori è «prima le altre testate». Ad esempio? «Byoblu», il portale che ha sostenuto l'esistenza del complotto del «Piano Kalergi» sull'immigrazione.

giorgio agamben green pass senato

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