droni russia vladimir putin giorgia meloni volodymyr zelensky

AIUTO, PUTIN CI VUOLE RINDRONARE! DOPO GLI AVVISTAMENTI DI DRONI IN DANIMARCA, NORVEGIA E LITUANIA, ZELENSKY HA AVVISATO: “L’ITALIA POTREBBE ESSERE LA PROSSIMA. PUTIN STA TESTANDO CIÒ CHE HANNO GLI EUROPEI” – TAJANI PROVA A RASSICURARE: “NON CREDO CHE L'ITALIA SIA UN OBIETTIVO MILITARE” (SE LO DICE LUI, ALLORA SIAMO A POSTO…) – IL NOSTRO PAESE È FUORI DAL RAGGIO D'AZIONE DEI VELIVOLI SENZA PILOTA CHE DECOLLANO DALLA RUSSIA. MA POTREBBERO VENIRE LANCIATI DA NAVI NEL TIRRENO O NELLO IONIO – LE CONTROMISURE DELL’AERONAUTICA: CACCIA E “MURI” ELETTRONICI PER RESPINGERE I DRONI – LA GUERRA IBRIDA DI “MAD VLAD” PUÒ COLPIRCI  IN MOLTI MODI: CI SONO DIVERSI SEGNALI DI UN'INTENSIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ DELL'INTELLIGENCE RUSSA IN ITALIA, AVVENUTA NEGLI ULTIMI MESI CON UN INTERESSE RIVOLTO VERSO OBIETTIVI CIVILI E MILITARI...

1. ZELENSKY: «L’ITALIA FORSE È LA PROSSIMA»

Articolo di Marta Serafini per il “Corriere della Sera”

 

volodymyr zelensky giorgia meloni foto lapresse 6

I droni, questa volta, sono stati avvistati sopra la base aerea di Karup, la più grande della Danimarca. Una violazione che ha costretto Copenaghen a chiudere, di nuovo, temporaneamente il suo spazio aereo al traffico commerciale. Poi avvistamenti anche in Germania, Norvegia e Lituania.

 

[...] «Siamo già in una guerra ibrida con la Russia», è il commento del commissario Ue per l’Economia. Gli obiettivi di Mosca — secondo Valdis Dombrovskis — «si estendono oltre l’Ucraina. Vediamo ogni tipo d’azione: disinformazione, sabotaggi, immigrazione clandestina usata come arma».

 

vladimir putin con i soldati russi

Del rischio che la guerra ibrida si possa estendere oltre il fianco est della Nato è però Volodymyr Zelensky a farsi portavoce. «L’Italia potrebbe essere la prossima. Vedete la Norvegia, la Danimarca. Ci sono segnali dalla Svezia. Ci sono i rumeni, i polacchi, i Paesi baltici. Putin sta testando ciò che hanno gli europei», scrive su X il leader ucraino che, nello stesso messaggio, consiglia agli Stati dell’Unione di non cedere alla tentazione di tenere in patria i propri sistemi di difesa aerea invece di trasferirli all’Ucraina.

 

DRONI SULL'AEROPORTO DI COPENAGHEN - TRAFFICO AEREO BLOCCATO

Contro i droni — consiglia il leader di Kiev — non servono i Patriot ma i sistemi che gli ucraini hanno sviluppato in questi anni di guerra. Da Riga, al termine della riunione dei capi di stato maggiore della Difesa, è l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, ad assicurare che «ogni minaccia allo spazio aereo, terrestre e marittimo della Nato sarà affrontata con una risposta risoluta e proporzionata. Siamo pronti. Non ci devono essere dubbi. Non cerchiamo lo scontro, ma non esiteremo a intraprendere qualsiasi azione ritenuta necessaria per la nostra difesa collettiva».

 

droni russi colpiscono la polonia 1

Un messaggio a Mosca mentre dal Palazzo di Vetro il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, a margine del suo discorso davanti all’Assemblea delle Nazioni Unite, continua a negare il coinvolgimento della Russia nelle operazioni sui cieli europei. Ma avverte: «Se ci saranno tentativi di abbattere un oggetto volante, o qualsiasi altro oggetto, sul nostro territorio, nel nostro spazio aereo, allora penso che il responsabile se ne pentirà amaramente».

 

Quanto al dialogo di Mosca con Kiev, dopo il riavvicinamento di Trump a Zelensky, il rappresentante del Cremlino fa sapere che nei «prossimi mesi» avrà colloqui bilaterali con il suo omologo statunitense Marco Rubio. Parole che lasciano intendere come poche siano le speranze di una ripresa del negoziato a breve. [...]

 

2. LANCI POSSIBILI DAL MEDITERRANEO LA MINACCIA DEI BABY-SABOTATORI

Estratto dell’articolo di Enrico Franceschini per “la Repubblica”

 

VLADIMIR PUTIN CON I SOLDATI RUSSI

Droni di Mosca contro l'Italia? Il nostro Paese è fuori del raggio d'azione dei velivoli senza pilota che decollano dalla Russia, anche quelli di maggiore autonomia. Non si può escludere che possano venire lanciati da navi nel Tirreno o nello Ionio, che si tratti di unità militari o di battelli anonimi.

 

Ma le condizioni della flotta del Cremlino nel Mediterraneo sono rese precarie dalla perdita dell'unica grande base, quella siriana di Tartus, e le voci diffuse proprio ieri sull'avaria di un sottomarino classe Kilo a largo di Gibilterra confermano le potenzialità offensive limitate.

 

GUIDO CROSETTO - DIFESA E RIARMO

Se però allarghiamo l'interpretazione delle parole di Zelensky e passiamo in esame pure la sfera della guerra ibrida, allora le prospettive cambiano. Ci vuole poco per far decollare uno o più droni all'interno del perimetro di un aeroporto o di un'altra infrastruttura strategica: le ultime indagini internazionali hanno portato alla luce la nuova tecnica dei servizi di Mosca che arruolano sui social persone non di nazionalità russa, spesso giovanissimi, per mettere a segno questi avvertimenti.

 

E ci sono diversi segnali di un'intensificazione delle attività dell'intelligence russa in Italia, avvenuta negli ultimi mesi con un interesse rivolto verso obiettivi civili e militari. Nel nostro Paese ci sono già stati l'allerta per i sorvoli di droni sui laboratori di ricerca nucleare di Ispra e l'inquietante episodio del cittadino georgiano che ha cercato di incendiare la torre di controllo dello scalo di Ciampino, che gestisce il traffico aereo nell'Italia centrale.

 

[...]

 

VOLODYMYR ZELENSKY - GIORGIA MELONI - CONSIGLIO EUROPEO - FOTO LAPRESSE

L'Italia sarà inevitabilmente uno dei campi di questa battaglia, perché è il Paese con il maggior numero di persone genuinamente convinte che la guerra debba finire e perché è l'unico tra i big dell'Unione dove un partito esplicitamente filorusso occupa dicasteri chiave.

 

Stiamo ovviamente parlando della Lega, che oggi è in grado di frenare le iniziative dei ministri di Difesa e Esteri – ricordate gli sminatori del genio e della Marina da mandare a garanzia di una ipotetica pace – e che nel prossimo futuro potrebbe cercare di cavalcare le paure per assumere posizioni ancora più incisive contro Kiev.

 

LA RISPOSTA DI ROMA: CACCIA E «MURI» ELETTRONICI, PRONTI I SISTEMI DI DIFESA

Estratto dell’articolo di Rinaldo Frignani per il “Corriere della Sera”

 

sergio mattarella guido crosetto giuseppe cavo dragone all altare della patria

Sarà tutta una questione di distanza. Se e quando, come ipotizza il presidente ucraino, la Russia deciderà di inviare decine di droni anche sui cieli italiani, il nodo sarà capire da dove saranno pilotati. Perché da questo particolare fondamentale si potrà intuire poi il livello della minaccia da cui difendersi.

 

I sistemi di Aeronautica ed Esercito sono pronti da mesi a questa eventualità, perché una parte della guerra ibrida passa proprio attraverso l’utilizzo massiccio degli Uav — i velivoli senza pilota —, che siano multicotteri (cioè con più di due rotori) o velivoli più grandi da ricognizione.

 

In tutti i casi apparecchi che sono in grado non solo di trasportare e sganciare ordigni, ma anche di intercettare comunicazioni, effettuare foto e riprese video ad alta definizione, tanto da essere utilizzati in attività di ordine pubblico durante le manifestazioni, come sta accadendo per il Giubileo e perfino per l’ultimo derby Lazio-Roma.

 

GUIDO CROSETTO GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Ma anche eseguire mappature 3D ad altissima precisione grazie a sensori per fotogrammetria e generare interferenze, molto pericolose nelle vicinanze degli aeroporti. Perfino la malavita li sfrutta da tempo per consegnare droga e telefonini ai detenuti in carcere. [...]

 

L’allerta è dunque più che alta, anche se oggi per l’Italia non ci sarebbero imminenti segnali di questo genere. Senza contare il fatto che per entrare nel nostro spazio aereo — almeno si auspica — un velivolo a guida remota non commerciale, cioè in grado di percorrere almeno 2 mila chilometri con dieci ore di autonomia, a guida satellitare che in mano a un privato richiederebbe dunque l’iscrizione nominativa con abbonamento, dovrebbe aver sorvolato indisturbato quelli di altri Paesi aderenti e non alla Nato.

 

VLADIMIR PUTIN CON LA MIMETICA

[...] a tutt’oggi infatti non si sa ancora chi, a fine marzo, ha portato almeno cinque volte uno o più droni sulla verticale del Joint research centre della Commissione europea di Ispra, sul Lago Maggiore, in provincia di Varese: il terzo campus di ricerca Ue dopo quelli di Bruxelles e Lussemburgo, attivo da 65 anni, dove lavorano numerosi ricercatori specializzati in diversi campi (fra i quali nucleare, sicurezza, spazio, risorse sostenibili e trasporti), vicino a importanti stabilimenti di Leonardo, azienda leader industriale della difesa nazionale, soprattutto nei settori aeronautico e spaziale, ma anche a due passi dal Nato Rapid deployable corps, a Solbiate Olona e un altro centro di ricerca nucleare nel Pavese.

 

muro di droni 2

[...] I Centri di eccellenza per Aeromobili a pilotaggio remoto dell’Aeronautica e Counter Mini/Micro aeromobili a pilotaggio remoto dell’Esercito sono le punte di diamante delle contromisure elettroniche per intercettare droni sospetti e individuarne provenienza e pilota, con sistemi «soft kill», che inibiscono i comandi dell’operatore, bloccando l’apparecchio, che si ferma, torna indietro da solo oppure viene portato a terra con la forza, e «hard kill», che prevedono l’abbattimento con reti speciali o altri droni intercettori.

 

Anche se non si può prescindere dalle missioni di scramble dei caccia dell’Aeronautica a difesa dello spazio aereo nazionale.

Giuseppe Cavo Dragone capo di Stato Maggiore della Difesa muro di droni 4

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