erika ferini strambi

"AIUTO, VEDO SOLO VERDE" – LA MISTERIOSA MORTE DI ERIKA FERINI STRAMBI, 53ENNE MANAGER DI LUXOTTICA CHE, DOPO UN INCIDENTE CON L’AUTO NELL’INTERLAND MILANESE, È STATA RITROVATA MORTA DIECI GIORNI DOPO LA SCOMPARSA: IL CORPO, CON LE MUTANDINE ABBASSATE, ERA A POCHI METRI DALLA MACCHINA CON CUI ERA FINITA FUORI STRADA – ACCANTO A LEI LE STAMPELLE CHE LA ACCOMPAGNAVANO DALLA NASCITA PER LA SINDROME DELLE OSSA DI CRISTALLO. TELEFONO E BORSA SONO STATI TROVATI DOPO GIORNI A DISTANZA DAL CORPO. L’AUTOPSIA NON HA RIVELATO LE CAUSE DEL DECESSO: SI INDAGA PER CAPIRE SE AVESSE UN APPUNTAMENTO CON UN UOMO…

Estratto dell'articolo di Matteo Castagnoli per il "Corriere della Sera"

 

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Erika piange. […] Chiede aiuto allo 028585, uno dei centralini dei taxi milanesi: «Ho fatto un incidente».

L’operatore le chiede di precisare dove si trovi. […] Si è persa. Riesce solo a dare indicazioni vaghe: «Vedo del verde». Il giallo intorno alla morte di Erika Ferini Strambi, 53 anni, sembra sciogliersi in quella chiamata al radiotaxi, poco prima dell’alba di domenica 6 luglio. Sono le 4 di mattina. La 53enne è sola in mezzo ai campi di Pantigliate. Nella telefonata, non si sentono altre voci in sottofondo. Lei invoca soccorso per un’ultima volta. Poi il nulla, fino a quando viene trovato il suo cadavere dieci giorni dopo.

 

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Gli ultimi a vedere Erika viva erano stati gli avventori di un bar karaoke di Segrate, hinterland Est di Milano, dove la 53enne aveva passato il sabato sera. Era uscita da sola.

Era salita in macchina qualche minuto prima dell’una di notte e si era allontanata verso le campagne, in direzione opposta a quella che avrebbe dovuto seguire per arrivare a casa in piazzale Cuoco, a sud di Milano.

 

[…]

Erika, dipendente di Luxottica nel settore delle risorse umane, quella notte non ha mai chiamato il 112. Ma è stato il silenzio dei giorni successivi, e l’assenza dal lavoro, ad allarmare chi la conosceva. […] Dieci giorni dopo, mercoledì 16, è stato un agricoltore a notare l’auto della donna, una Mini cooper nera, con il muso e le due ruote anteriori in un fosso. Le chiavi inserite nel quadro e nessun segno che potesse far pensare a qualcosa di diverso da un incidente. A duecento metri di distanza, è stato trovato anche il corpo della 53enne. Di fianco, le stampelle con cui si muoveva dalla nascita e gli slip sfilati. Un particolare che aveva alimentato i sospetti e i dubbi sulla fine della donna.

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Spariti nel nulla, invece, la borsetta e lo smartphone.

 

L’autopsia sul corpo di Erika, quasi irriconoscibile per il tempo trascorso, non ha chiarito la causa della morte.

L’esame aveva però riscontrato delle fratture alle costole compatibili con un incidente, come aveva raccontato la 53enne al radiotaxi. Ma quelle ferite non sarebbero mortali.

 

Erika però soffriva sin dall’infanzia di osteogenesi imperfetta, una rara patologia genetica nota come «sindrome delle ossa di cristallo». Per questo si muoveva in stampelle. Non erano emerse lesioni evidenti che potessero far pensare a un’aggressione.

È possibile dunque che Erika si sia persa tra i campi. Sia finita nel fosso, sia uscita dall’auto in qualche modo e abbia provato a chiedere aiuto prima di accasciarsi senza forze a terra dov’è stata scoperta.

 

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Giovedì, dopo giorni di sfalci e ricerche con il metal detector, il cellulare e la borsa di Erika sono stati trovati vicini al punto in cui era disteso il corpo. Gli inquirenti non escludono che la 53enne avesse fissato un appuntamento con un uomo al momento sconosciuto. Per questo sarà importante l’analisi del telefono. Ma, ancora una volta, i rilievi all’interno della Mini non hanno restituito profili sospetti.

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