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ALL’ALTARE IN ELICOTTERO! IL MATRIMONIO STELLARE DEL NIPOTE DEL BOSS, NINO GALLONE: ATTERRA COL VELIVOLO NELLA PIAZZA DI NICOTERA, IN PROVINCIA DI VIBO VALENTIA, IL CENTRO CHIUDE PER ORE - LA PROCURA INDAGA E IL SINDACO SI DIFENDE: "I PERMESSI LI HA DATI L’UFFICIO TECNICO, IO NON C’ENTRO NULLA"

NINO GALLONE NICOTERA 1NINO GALLONE NICOTERA 1

Alessia Candito per “la Repubblica”

 

Centro storico chiuso per matrimonio a Nicotera, fascicolo aperto alla procura di Vibo Valentia. Il giorno del sì con la sua Aurora, rischia di diventare davvero indimenticabile per Antonino Gallone, operaio trentunenne di Nicotera e nipote di un esponente del clan Mancuso. Sulle celebrazioni scelte dai novelli sposi, la procura di Vibo Valentia ha aperto un’inchiesta che sta facendo tremare anche l’amministrazione del piccolo Comune del vibonese.

 

Per celebrare il suo matrimonio, Nino Gallone - che nel 2011 era stato sorpreso dai carabinieri ad annaffiare una piantagione di cannabis - non si è voluto far mancare nulla. Scenario mozzafiato, centinaia di invitati, auto di lusso, e persino una gita panoramica a bordo di un piccolo Rototech. Il velivolo ha atteso lui e la sua bella a largo Roberto il Guiscardo, proprio dietro alla chiesa del paese, in pieno centro storico.

 

NINO GALLONE NICOTERANINO GALLONE NICOTERA

Da lì sono decollati per ammirare il tramonto sulla costa e lì sono stati riaccompagnati circa un’ora dopo, mentre una folla festante di oltre quattrocento invitati li attendeva in piazza. Una cosa mai vista a Nicotera, tanto da suscitare l’interesse dei media locali e della procura di Vibo, che adesso vuole capire come un elicottero abbia potuto violare qualsiasi regolamento, atterrando e decollando più volte in pieno centro abitato. Soprattutto, la procura vuole capire chi lo abbia permesso.

 

Per ordine dei magistrati, i carabinieri di Tropea, guidati dal capitano Francesco Manzone, sono andati a bussare in Comune, per chiedere conto dell’accaduto al sindaco Franco Pagano, al direttore dell’ufficio tecnico Carmelo Giampa e al comandante dei vigili urbani Gregorio Milidoni. Ma lì nessuno ne sa nulla, o almeno così dicono.

 

NICOTERA NIPOTE BOSS NINO GALLONE NICOTERA NIPOTE BOSS NINO GALLONE

Con una nota ufficiale, il primo cittadino ha fatto sapere che «il Comune di Nicotera non ha rilasciato nessuna autorizzazione per operazioni di volo sul proprio territorio e/o di atterraggio nel proprio centro abitato». E quasi piccato ha poi aggiunto che «solo degli sprovveduti o peggio ancora dei “folli” avrebbero potuto autorizzare l’atterraggio del velivolo in argomento in un centro abitato.

 

Di sicuro non il sindaco». In realtà, ammette Pagano, una richiesta è arrivata, ma «come da prassi» se ne sono occupati la polizia municipale e l’ufficio tecnico. Ed è stato quest’ultimo – sottolinea il primo cittadino – «nella propria autonomia funzionale e decisionale» ad autorizzare «con proprio provvedimento, esclusivamente, la manovra di atterraggio del velivolo all’interno del campo sportivo». Almeno ufficialmente, di voli in centro città nessuno dell’amministrazione ha sentito parlare. Ma la ditta che ha fornito l’elicottero, come la Ferrari e la Maserati utilizzate dagli sposi, assicura di avere le carte a posto.

NICOTERA ELICOTTERO NIPOTE BOSS NINO GALLIONENICOTERA ELICOTTERO NIPOTE BOSS NINO GALLIONE

 

Uno scaricabarile che lascia perplessi i pm di Vibo, determinati ad andare fino in fondo. «Stiamo cercando di capire cosa non ha funzionato e dove è stato il “corto circuito”», dice ad un quotidiano locale il procuratore facente funzioni di Vibo, Michele Sirgiovanni. Per lui e la sua procura, Nicotera è da tempo un sorvegliato speciale. Sciolto per due volte in dieci anni per infiltrazione mafiosa, nuovamente finito all’attenzione di una commissione d’accesso sulla cui relazione il Viminale si deve pronunciare, il Comune di

 

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Nicotera si è rivelato più volte «soggetto di interesse investigativo». E non solo per il matrimonio che ha fatto chiudere il centro storico per trasformarlo in un eliporto. «Già prima che si verificasse ciò che è avvenuto giovedì scorso avevamo acceso i riflettori perché avevamo capito che ci trovavamo con tutta probabilità di fronte a qualcosa di poco chiaro». E le verifiche sono ancora in corso.

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