putin estonia lituania lettonia kaliningrad

ALTA TENSIONE NEL BALTICO: ESTONIA, LETTONIA E LITUANIA TEMONO UN'INVASIONE DELLE TRUPPE DI PUTIN – IL CASUS BELLI POTREBBE ESSERE IL TRENO CHE VA DA MOSCA ALL’ENCLAVE RUSSA DI KALININGRAD TRA LITUANIA E POLONIA - UNO SCENARIO È CHE IL CREMLINO SIMULI UN GUASTO AL TRENO CHE TRASPORTA CITTADINI RUSSI E DICA CHE NECESSITANO DI ESSERE SALVATI. A QUEL PUNTO INVIEREBBE UNITÀ DI SICUREZZA E TRUPPE, E LA SITUAZIONE POTREBBE DEGENERARE RAPIDAMENTE - GLI ANALISTI MILITARI OCCIDENTALI SONO PIUTTOSTO SCETTICI SUGLI SCENARI DI UN’INVASIONE RUSSA SU VASTA SCALA DELL’EUROPA. E PENSANO CHE SIANO PIÙ PROBABILI OPERAZIONI DI GUERRA IBRIDA…

 

Marta Serafini per corriere.it - Estratti

 

vladimir putin in mimetica alle esercitazioni militari zapad

Prima dell’invasione in Ucraina quando agli analisti militari della Nato venne chiesto di preparare un piano in caso di invasione russa dell’Europa questo prevedeva un attacco contro Lettonia e Lituania, a partire dalle basi russe nella regione di Kaliningrad e in Bielorussia. Le truppe Nato di stanza nel Mar Baltico si sarebbero dovute ritirare in attesa dell’arrivo dei rinforzi, previsti dopo 10 giorni.

 

Nel mentre, gli Stati baltici si sarebbero dovuti difendere con le forze e con l’aiuto di 800 soldati della Bundeswehr dispiegati in Lituania. Secondo questo scenario, la Russia avrebbe potuto occupare la Lettonia in tre giorni e avanzare verso la Lituania, ma i battaglioni Nato avrebbero stretto ai fianchi l’esercito russo sconfiggendolo. Nel peggiore dei casi la Lituania avrebbe potuto restare «devastata e in parte occupata».

 

baltico estonia lituania lettonia

 

Quando gli analisti fecero questa previsione nessuno di loro aveva ancora visto le fotografie di Bucha e Mariupol. E non le avevano viste semplicemente perché non era ancora successo. Le fosse comuni, le stragi, gli stupri e i bombardamenti sui palazzi civili con le città messe sotto assedio dai carri armati erano scenari che tutti pensavano appartenere a un passato dimenticato, quantomeno in Europa.

 

Oggi nonostante i russi chiamino la regione con disprezzo Pribaltika, la propaganda putiniana, come successo per la Crimea, la Georgia, il Donbass e l’Ucraina, insiste con fervore sulla necessità di riconquistarla.

 

Ragion per cui sia a Tallinn che a Riga e Vilnius la spesa per la difesa è aumentata superando di un bel po’ l’obiettivo di spesa del 2% del Pil. Inoltre, dall’adesione dei tre Paesi nel 2004 ad oggi, i piani Nato hanno visto salire costantemente il numero di uomini e mezzi destinati alla loro protezione.

 

vladimir putin in mimetica alle esercitazioni militari zapad

Dal Baltic Air Policing passando per l’Enhanced Forward Presence fino all’operazione Sentinella dell’Est il fianco orientale dell’Alleanza ha cercato di blindarsi. A terra, i Paesi baltici e la Polonia a sud con la Linea di Difesa Baltica hanno creato un’imponente fila di recinzioni, bunker, blocchi di cemento progettati per fermare i carri armati.

 

In realtà gli analisti militari occidentali sono piuttosto scettici sugli scenari di un’invasione russa su vasta scala dell’Europa.

 

E pensano che siano più probabili operazioni di guerra ibrida. Tuttavia il nervosismo sul fianco Est cresce di settimana in settimana. E di sicuro ieri gli animi a Tallinn non si sono placati.

 

vladimir putin in mimetica alle esercitazioni militari zapad

Le ragioni per cui Mosca fa paura sono molteplici. E la prima, come spesso accade quando si parla di affari militari, ha a che fare con la geografia. Solo 200 chilometri separano il confine russo dal Mar Baltico. Poi c’è il corridoio Suwalki, lungo 100 km, che collega la Lituania alla Polonia ma è stretto tra l’enclave russa di Kaliningrad a ovest e la Bielorussia a Est. «Purtroppo, non siamo così strategicamente profondi come l’Ucraina, e questo è un problema», è solito ripetere il presidente lettone Gitanas Nauseda quando parla dell’ipotesi che Riga viva lo stesso orrore di Kiev. Prossimità geografica significa poi prossimità linguistica.

 

Tra le città più vicine al confine c’è la estone Narva, al 90% russofona. Ancora oggi, la propaganda del Cremlino denuncia come i suoi abitanti russi siano oppressi dagli estoni. E ancora: Vilnius, la capitale della Lituania, è a soli 30 km dal confine con la Bielorussia, Stato vassallo di Mosca.

 

vladimir putin in mimetica alle esercitazioni militari zapad

A preoccupare è anche il dato demografico. La popolazione complessiva degli Stati baltici è di poco superiore ai sei milioni, il che consente di disporre di forze armate relativamente ridotte. I tre governi stanno potenziando le proprie capacità militari: la Lituania mira ad avere 17.500 soldati entro il 2030; l’Estonia ha una forza di guerra di circa 43 mila uomini; la Lettonia ha reintrodotto la coscrizione obbligatoria.

 

Tutti e tre i Paesi stanno inoltre collaborando per sviluppare piani congiunti di evacuazione di massa. E se confidano nel sostegno della Nato sia a livello di mezzi che di uomini, ancora una volta sono gli scenari di guerra ibrida a preoccupare di più, proprio quelli per cui l’Alleanza sembra meno preparata.

 

jet russo sfonda il confine con l estonia

Un possibile casus belli è il treno passeggeri Mosca-Kaliningrad, che collega regolarmente la capitale russa alla semi-exclave tra Lituania e Polonia. «Uno scenario è che la Russia simuli un guasto a un treno che trasporta cittadini russi e dica che necessitano di essere salvati.

 

Potrebbe a quel punto inviare unità di sicurezza rinforzate con truppe, e la situazione potrebbe degenerare rapidamente», ha avvertito l’ex ministro degli Esteri lituano Gabrielius Landsbergis. Inoltre, la Russia potrebbe organizzare una provocazione nel corridoio di Suwalki, cosa che per altro ha gia fatto.

 

kaliningrad

Nel 2021 pochi mesi prima dell’invasione in Ucraina, le autorità bielorusse, con il sostegno di Mosca, hanno indirizzato decine di migliaia di migranti dal Medio Oriente e dall’Africa verso la Polonia e gli Stati baltici proprio attraverso questa stretta fascia di territorio, in un’operazione che i Paesi occidentali hanno interpretato come un attacco volto a destabilizzare l’Unione europea.

caccia russo su 35 inseguito da un mig polaccovladimir putin a kaliningrad 2kaliningrad kaliningradvladimir putin in mimetica alle esercitazioni militari zapad

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

trump netanyahu pasdaran iran

DAGOREPORT - L’IRAN NON È IL VENEZUELA, E NEMMENO L’IRAQ: È UN PAESE STERMINATO CON 90 MILIONI DI ABITANTI. LE BOMBE SUI CAPOCCIONI CONTURBANTI DEGLI AYATOLLAH NON BASTERANNO PER UNA NUOVA RIVOLUZIONE: LA MAGGIORANZA DELLA POPOLAZIONE NON È COMPOSTA DAI RAGAZZI CHE SCENDONO IN PIAZZA E SOGNANO DEMOCRAZIA E LIBERTÀ SESSUALE, MA È RELIGIOSA E TRADIZIONALISTA – LE QUESTIONI DA TENERE D’OCCHIO SONO TRE: 1) QUANTO CI VORRÀ PER NOMINARE LA NUOVA GUIDA SUPREMA? E CHI SARÀ?; 2) QUANTO POTRÀ RESISTERE L’IRAN? QUANTI MISSILI CI SONO ANCORA NELL’ARSENALE?; 3) QUANTO DURERANNO GLI EUROPEI CON IL BLOCCO DELLO STRETTO DI HORMUZ E UN’INFLAZIONE CHE SVUOTERÀ ANCORA DI PIÙ LE TASCHE DEI CITTADINI, GIÀ SVENATI DA QUATTRO ANNI DI GUERRA IN UCRAINA?

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

FLASH! – GIORNO DOPO GIORNO, STA SCEMANDO L'ESALTAZIONE DI GIORGIA MELONI PER I SUOI SHERPA, GIOVANNI DONZELLI E ANGELO ROSSI, CHE, IN UN MOMENTO DI TOTALE ASSENZA DI LUCIDITA’, SI SONO INVENTATI “STABILICUM” (RIBATTEZZATA “MUSSOLINUN” DAL COSTITUZIONALISTA MICHELE AINIS) – LA DUCETTA, INFATTI, PIAN PIANO STA COMPRENDENDO CHE ANDRA' A SBATTERE: IL RISCHIO, CHE L'INEFFABILE “GOLPE” CAMUFFATO DA RIFORMA ELETTORALE VENGA BOCCIATO DALLA CORTE COSTITUZIONALE, NON E’ PROBABILE MA PROBABILISSIMO, ANZI CERTO…