anna paratore giorgia meloni arianna meloni

“GIORGIA E ARIANNA SONO D’ACCORDO. NON FACCIAMO UNA TAVOLA ROTONDA SE VOGLIO VENDERE CANDELE ARTISTICHE NEI MERCATINI” – LA SVOLTA “ARTISTICA” DI ANNA PARATORE, LA MADRE DELLE SORELLE MELONI, CHE DOPO ANNI A SCRIVERE ROMANZI ROSA PICCANTELLI, ORA REALIZZA CANDELE: “A CASA NOSTRA OGNUNA FA QUELLO CHE VUOLE. IO E LE MIE FIGLIE SIAMO GENTE NORMALE. L’ESTRO ARTISTICO? PRIMA FACEVO DÉCOUPAGE, POI FIGURE SACRE DI SANTI E MADONNE. LE HO FATTE PURE COME BOMBONIERA ALLA PRIMA COMUNIONE DELLE DUE FIGLIE DI ARIANNA. LEI ERA PERPLESSA, LE GIUDICAVA POCO ADATTE, MA SONO ANDATE A RUBA. SIAMO UNA FAMIGLIA MATRIARCALE: ABBIAMO ABOLITO I MASCHI, SIAMO TUTTE DONNE, MA CON I MIEI GENERI HO OTTIMI RAPPORTI, CI SALUTIAMO COL BACETTO…”

Estratto dell’articolo di Gianni Ruggio per “DiPiù”

 

le candele di anna paratore

«Che ci faccio qui? Vendo le mie candele... Sa, ormai sono vecchietta e mi dedico alla mia nuova passione: faccio candele particolari, profumate e le porto in giro per mercati e mercatini e glielo dico subito: alle mie figlie Giorgia e Arianna va più che bene. A me piace parlare con la gente...».

 

Siamo a Sora, in Ciociaria, in una domenica assolata e affollata dal mercato, per la precisione un mercatino dell’antiquariato e dell’artigianato, e quella che parla con voce profonda e un gran sorriso non è un ambulante come gli altri: lei è Anna Paratore, 72 anni, madre di Giorgia Meloni […]

 

«[…] ho sempre desiderato un lavoro manuale e ora in tarda età e con entrambe le figlie sistemate faccio candele... Sì, i lavori da intellettuale non fanno più per me».

 

anna paratore al mercatino di sora

Gia, signora Paratore, proprio a me lei aveva rivelato il suo passato da scrittrice di romanzi rosa, libri che firmava con lo pseudonimo Josie Bell...

«Lo ricordo, le dissi che ne avevo scritti ben centotrentasette e le dissi pure che a un certo punto feci morire Josie Bell. Vede, quello è stato un lavoro molto impegnativo per me, non certo un hobby, e lo facevo perché avevo una famiglia da mantenere. Poi, la routine, le scadenze editoriali, l’ansia delle consegne dei manoscritti... So solo che era un impegno pesante e costante. E per quanto potessi scrivere male o considerarmi una pseudo scrittrice, lavoravo con la testa. Ora invece impasto la cera e sono felice».

 

Ma come è arrivata a questo tipo di lavoro artigianale?

«Be’, grazie a una mia amica […]»

 

 Come è passata al lato pratico, a fabbricare candele?

anna paratore vende le candele a sora 4

«Ho visto vari video su Internet, ho fatto delle prove, un sacco di errori e alla fine ho imparato […] la candela deve piacere soprattutto a me, ora sto preparando quelle a tema Halloween. Ne ho fatta una con tre teschi che sembra quasi una scultura in marmo... Ecco, certe candele non vorrei darle via».

 

Quanto costano le sue candele?

«Il prezzo dipende naturalmente dalla grandezza e dal lavoro che ci ho messo. Qui al mercato di Sora vendo a cinque euro quelle piccole, fino ad arrivare anche a cinquanta euro».

 

anna paratore giorgia meloni arianna meloni

Ma le sue figlie che cosa le dicono di questa attività?

«A casa nostra ognuna fa quello che vuole. Non è che facciamo una tavola rotonda se decido di andare in giro per mercatini a vendere le mie candele artistiche».

 

 Sì, ma lei è la mamma del presidente del Consiglio...

 «E allora? Sono una donna semplice, mi piace la gente e io e le mie figlie siamo gente normale, che fa cose normali. Certo, Giorgia fa un lavoro importante, pieno di responsabilità, ma anche lei è rimasta quella che era. Pensi che ha lo stesso numero di telefono da venticinque anni, non lo ha mai cambiato e la chiama chiunque, chiunque...».

 

Insomma, Anna, mi sta dicendo che a lei non è cambiata la vita da quando sua figlia è premier?

«Sì, la mia vita non è assolutamente cambiata, ma è anche vero che se faccio le candele, per la stampa diventa una notizia. Ma io sono qui e le rispondo. Qui a Sora, comunque, mi sono trovata molto bene, mi hanno fatto le feste e credo che ci tornerò. Che altro vuole sapere? Sempre, parlando di candele, eh».

intervista di anna paratore alla rivista dipiu 1

 

D’accordo, signora, per esempio dove le fa?

«A casa mia alla Garbatella dove sto sistemando piano piano il mio laboratorio. […] anche in passato, la mia casa è sempre stata un laboratorio: dai saponi biologici alle icone».

 

Cioè, mi spieghi meglio questo suo estro artistico.

«Ma sì, io ho studiato come ragioniera e alla fine ho cresciuto due figlie anche occupandomi di contabilità. Eppure a scuola mi dicevano che ero estrosa, mi piaceva lavorare con le mani e così qualche anno fa con un’amica avevo iniziato a dedicarmi al découpage, una tecnica decorativa: realizzavamo vassoi, cassapanche, madie e andavamo sempre in giro per i mercati e le fiere. Il découpage si vendeva bene, poi un po’ per l’età che avanza, un po’ per via del Covid ho smesso. E mi sono messa a fare le icone, figure sacre di Santi e Madonne, in stile medioevale, rifinite in foglia d’oro: un successone. Pensi, le ho realizzate anche per le mie nipoti».

intervista di anna paratore alla rivista dipiu 2

 

Cioè?

«Be’, alla prima comunione delle due figlie di Arianna, le abbiamo utilizzate come bomboniere. Ne ho preparate una trentina, ho legato dietro un sacchetto con i confetti e, malgrado le iniziali perplessità di Arianna, che le giudicava poco adatte, sono andate a ruba. Sto pensando di rifarne un po’ per il Giubileo e soprattutto per Natale».

 

Già, immagino che il suo sia un Natale un po’ particolare: lei è sola, Giorgia è sola e anche sua figlia Arianna si è separata dal ministro Lollobrigida...

«Sì, ormai, siamo una famiglia matriarcale: abbiamo abolito i maschi, siamo tutte donne. Ma le dico una cosa: io con i miei generi ho ottimi rapporti, per carità! Ci vediamo, ci salutiamo, ci diamo il bacetto. Non ho detto nulla quando i legami delle mie figlie si sono rotti: sono problemi loro, sono problemi di coppia. Come si dice? Mai mettere il dito tra moglie e marito. E io non voglio responsabilità di sorta... Sono una donna semplice». […]

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