DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…
DAGOREPORT
Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 2
Attenzione: attraversamento peones! I tre partiti di maggioranza hanno una cosa in comune: più si va avanti, meno i leader controllano i parlamentari. Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia faticano a tenere a bada i pigiabottoni di Montecitorio e Palazzo Madama.
Prima della pausa estiva, e in vista del rientro con il botto con il voto sulla legge elettorale, e l’emendamento-bluff sulle preferenze, ognuno cerca come può di serrare le file.
francesco lollobrigida - vitamina D
In questi giorni, prima del liberi tutti delle vacanze, c’è stato l’incontro di Antonio Tajani con i suoi parlamentari, che l’hanno rincojonito con la solita richiesta: “Vogliamo essere confermati in lista”.
Ma con i voti che latitano (nel 2022 FI ottenne l’8% abbondante, ridotto di almeno un punto secondo i sondaggi e quasi impossiible da confermare nel 2027) e la presa sempre più stretta della “proprietaria”, Marina Berlusconi, l’ex monarchico di Ferentino più garantisce e meno lo prendono sul serio.
Nella Lega va ancora peggio: il drammatico tracollo del Carroccio, drenato dalla fuoriuscita di Roberto Vannacci, rischia di ridurre la compagine parlamentare a una manciata di deputati e senatori, se va bene. E i pochi che restano, litigano: il partito è dilaniato dalla spaccatura interna tra nordisti e “salviniani” che il segretario sta tentando in queste ore di ricucire con un tardivo e inutile direttivo.
Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3
A sorpresa, però, i mal di mal di pancia più intensi rischia di averli Giorgia Meloni. Essì, il partito di via della Scrofa, che una volta era un monolite inscalfibile, è diventato un partito di massa, attraversato da correnti sotterranee e cacicchi porta-voti, al pari di tutti gli altri, a cui si aggiunge un coacervo di serpi pronti a morderla se non saranno ricandidati alle politiche del 2027.
Gli esperti di palazzo ricordano ancora la rabbia con cui Francesco Lollobrigida, ex cognato di Giorgia Meloni e già ras acchiappavoti di Fdi, si rivolse ai “vigliacchetti” che avevano affossato il testo sulle preferenze.
Un’avvelenata, quella dell'ex “Stallone di Subiaco”, più ai suoi colleghi di partito che ai parlamentari azzurri o leghisti. Della sporca trentina di franchi tiratori (a cui Lollo disse di preferire i “franchi bevitori”), molti sarebbero stati di Fratelli d’Italia. E a settembre, col il voto segreto alla Camera, il copione della sconfitta potrebbe ripetersi.
Nell’inaspettata infornata di parlamentari ex missini del 2022, infatti, entrò un po’ di tutto: nessuno si aspettava il boom di consensi che portò Fdi a raggiungere il 26% ed eleggere 118 deputati e 63 senatori.
Le liste erano insomma piene di tanti tizietti un po’ improvvisati e di tanti caietti raccattati sul territorio o semplicente dei fancazzisti: un bel gruppetto che sa benissimo che verranno spazzati via dalle prossime liste dalla ramazza della Ducetta.
Covano vendetta e non vedono l’ora di consumarla, prima di finire nella spazzatura. Per questo, questi reietti sono pericolosissimi, imprevedibili e capacissimi, prima di correre a braccia aperte verso il generale Vannacci, che può garantire una candidatura sicura, di sabotare la nuova legge elettorale, anche fosse solo per il gusto di rovinare la festa alla Ducetta e alla sorella Arianna che a via della Scrofa non ha dato grande prova (eufemismo) di saper governare un partito diventata di massa.
Antonio Tajani Giorgia Meloni Matteo Salvini 2
LE “FRANCHE TIRATRICI” SONO PRONTE AD AFFOSSARE (DI NUOVO) LA LEGGE ELETTORALE? - IL BLUFF SULLE PREFERENZE ANNUNCIATO CON TONI TRIONFALISTICI DA MELONI E ALLEATI FA INCAZZARE LE PARLAMENTARI DEL CENTRODESTRA, INCAROGNITE SULL’ALTERNANZA DI GENERE CHE NON C’E’ - L’EMENDAMENTO CHE VERRA’ PRESENTATO IN SENATO A SETTEMBRE NON PREVEDE L’OBBLIGO DI EQUILIBRIO TRA I SESSI. SE IL MELONELLUM VERRA’ APPROVATO MOLTE DONNE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTE, VISTO CHE IL CAPOLISTA (L’UNICO POSTO BLINDATO) SARA’ NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI UN UOMO - L’AMMISSIONE A TACCUINI CHIUSI DEI DIRIGENTI MELONIANI: “E' UNA SUPERCAZZOLA” - FORZA ITALIA RIBOLLE SULLE PREFERENZE: LA VICESEGRETARIA DEL PARTITO DEBORAH BERGAMINI HA CHIESTO SPIEGAZIONI A TAJANI. L’AFFONDO DELL’AZZURRA CATIA POLIDORI: "QUANDO UNA LEGGE È SCRITTA SOLO DA MASCHI VIENE FUORI UNA LEGGE PER I MASCHI"
Roberto Vannacci 3
Pier Silvio e Marina Berlusconi
ROBERTO VANNACCI - TRIATHLON FUTURISTA
triathlon furutista di roberto vannacci a sanremo


