speziale raciti

ANTONINO SPEZIALE, L’ULTRÀ DEL CATANIA CONDANNATO A 8 ANNI E 8 MESI PER L’OMICIDIO DELL’ISPETTORE CAPO FILIPPO RACITI DURANTE UN DERBY CATANIA-PALERMO NEL 2007 È TORNATO ALLO STADIO PER UNA PARTITA DI COPPA ITALIA – L’IRA DEI SINDACATI DI POLIZIA: “È INCREDIBILE CHE NON SIA STATO FATTO UN DASPO A QUESTA PERSONA. OPPURE CE L'HA E LUI INFRANGE LA LEGGE...” - LA DIFESA DI SPEZIALE HA CHIESTO LA REVISIONE DEL PROCESSO SOSTENENDO CHE RACITI SIA STA UCCISO DALL'IMPATTO CON UNA LAND ROVER DELLA POLIZIA...

Michela Allegri per "il Messaggero"

 

ANTONINO SPEZIALE

È uscito dal carcere ed è tornato allo stadio. Nemmeno gli 8 anni e 8 mesi trascorsi dietro le sbarre per avere ucciso un poliziotto durante una partita di calcio hanno fatto svanire la passione per il pallone. 

 

Antonino Speziale, l'ultrà del Catania condannato in via definitiva per l'omicidio preterintenzionale dell'ispettore capo Filippo Raciti, colpito dal lancio di un sottolavello in alluminio, ieri è stato identificato allo stadio di Catanzaro mentre entrava insieme ad altri 40 tifosi etnei per assistere all'incontro di Coppa Italia tra il team locale e la sua squadra del cuore. Al gruppo è stato sequestrato uno striscione. «Sì, stavo allo stadio ma non ci hanno fermato, ci hanno solo identificato», ha detto Speziale. 

FILIPPO RACITI

 

LA POLEMICA 

La presenza dell'ultrà allo stadio ha scatenato l'ira dei sindacati di Polizia, che si domandano come mai per il tifoso non sia stato disposto il Daspo. «È incredibile che non sia stato fatto un Daspo a questa persona. O non ce l'ha e qualcuno ha omesso questa cosa, o ce l'ha e lui infrange la legge», ha detto Franco Maccari, vicepresidente Fsp Polizia di Stato. 

 

raciti e moglie

Mentre per il segretario generale del Siap, Giuseppe Tiani, «probabilmente il periodo detentivo, così come la certezza della pena, non sono sufficienti per ultrà che tentano di sfidare lo Stato e le regole della giustizia sportiva. Auspichiamo una risposta severissima». 

 

La vedova dell'ispettore, invece, ha preferito non commentare: «A volte le azioni parlano più delle parole», ha detto Marisa Grasso. Per il caso Raciti, il tifoso trentaduenne si è sempre dichiarato innocente. La ricostruzione dell'accusa, però, è stata confermata da tre gradi di giudizio. 

 

DANIELE MICALE

L'altro ultrà imputato, Daniele Micale, è stato condannato a 11 anni di reclusione. È tornato in semilibertà poco prima di Natale del 2018. Ma ecco i fatti. Il 2 febbraio 2007, in occasione del derby con il Palermo, diversi ultrà del Catania cercarono di sfondare il cordone di protezione delle forze dell'ordine allo stadio Angelo Massimino. 

 

Speziale, che all'epoca aveva 17 anni, e Micale, 23 anni, lanciarono contro la polizia un sottolavello in alluminio, centrando Raciti e procurandogli una lesione mortale al fegato. L'ispettore morì tre quarti d'ora dopo il ricovero in ospedale. 

 

IL PROCESSO 

filippo raciti

Il difensore di Speziale, Giuseppe Lipera, ha chiesto la revisione del processo sostenendo la tesi del fuoco amico, secondo la quale l'ispettore sarebbe stato ucciso dall'impatto con una Land Rover della Polizia. Un'ipotesi che è già stata respinta da diversi giudici. Ieri, in relazione alla questione dell'ingresso allo stadio, il legale ha dichiarato: «Stavano entrando, hanno controllato i documenti a tutti. Nello striscione c'era scritto: Catania Curva Nord».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?