curva nord inter andrea beretta

“AVEVO RAPPORTI DIRETTI CON LUKAKU. MI HA REGALATO UN OROLOGIO” - L’EX CAPO DEGLI ULTRÀ DELL’INTER ANDREA BERETTA, DIVENTATO COLLABORATORE DI GIUSTIZIA DOPO AVER UCCISO IL RAMPOLLO DI UNA FAMIGLIA DI ‘NDRANGHETA COME ANDREA BELLOCCO PARLA DEL SUO RAPPORTO COL CENTRAVANTI ORA AL NAPOLI (I TESSERATI NON POSSONO AVERE RAPPORTI DIRETTI CON GLI ULTRA’) – “ANDAI A PRENDERLO QUANDO È ARRIVATO…ERA NATA UNA SORTA DI AMICIZIA, POI GLI AVEVO FATTO FARE ANCHE IL MURALES A SAN SIRO” – IL COINVOLGIMENTO DELLE NDRINE PER DIFENDERE LA CURVA DALL’ASCESA DEI NEONAZISTI DI HAMMERSKIN

Da www.ilnapolista.it

 

Sul CorSera si legge:

 

andrea beretta

Lo racconta l’ex capo degli ultrà Andrea Beretta ai pm con i quali scorre le vecchie agende, ora da collaboratore di giustizia dopo aver ucciso il 4 settembre 2024 il rampollo di una famiglia di ‘ndrangheta come Andrea Bellocco. «23 gennaio 2021 Inter-Udinese, orologi Lukaku… È l’appuntamento che mi doveva dare l’orologio…L’anno che abbiamo vinto lo scudetto (in realtà l’Inter a gennaio era seconda, lo vincerà a fine stagione, ndr) Lukaku ha fatto fare questi orologi per tutta la squadra, i compagni, lo staff… e uno me l’ha regalato. A me e basta».

 

Per le norme sportive i tesserati (eccetto lo «Slo», uno specifico manager dei club) non potrebbero avere rapporti con gli ultras, tanto meno con uno come Beretta gravato da Daspo, e invece «sì, avevo rapporti diretti, andai a prenderlo quando è arrivato…era nata una sorta di amicizia, poi gli avevo fatto fare anche il murales a San Siro».

 

romeru lukaku

Andrea Beretta, uno dei “pentiti” tra gli ultras di Inter e Milan dopo l’inchiesta dello scorso settembre, ha spiegato la decisione dei capi della tifoseria nerazzurra di coinvolgere Antonio Bellocco, uomo della ‘ndrangheta calabrese, ucciso dallo stesso Beretta.

 

Nel verbale del 21 gennaio, ha ricostruito il rapporto tra i due.

Di seguito, le sue dichiarazioni riportate da Il Giorno e citate da Calcio e Finanza:

«Lo abbiamo fatto per mantenere il controllo dello stadio, per difendere la Curva Nord dall’invasione dei neofascisti di Hammerskin (gruppo neonazista formatosi in Texas alla fine degli anni ’80). Gli Hammer dopo la morte di Boiocchi si presentano a casa di Debora e le prendono la cassa della Curva».

 

 

Così, Beretta e Marco Ferdico si presentano a casa del leader degli Hammer, Domenico Bosa, portandosi dietro un tale Salvatore, appartenente a una grossa famiglia calabrese, per fare pressioni:

 

«Ma quando arriviamo sopra vediamo che non aveva la stoffa di quella roba lì. Entriamo in casa, lì parlo io, “ma come cazzo state che avete preso la cassa alla Debora della Curva?”. Loro: “siamo noi i naturali successori perché Vittorio ci aveva detto che dovevamo essere noi gli eredi a portare avanti”».

 

 

ultra inter mauro nepi andrea beretta marco ferdico

A quel punto, Beretta confida a Ferdico:

 

«Gli dico: guarda che qua finirà che ci andremo ad ammazzare di botte con gli Hammer, prepara tutti i nostri ragazzi di stare pronti che magari durante una partita andiamo a scontrarci con questi qua».

 

Qui Ferdico propone di contattare Bellocco, che li avrebbe aiutati a risolvere la situazione, e tornano da Bosa:

 

«Lui mi dice, “adesso quando andremo a casa di questo qua tu devi dire che ci conosciamo da tanto tempo”. Io gli ho descritto che Bosa era il capo di questa frangia politica che erano gli Hammerskin, che era ai domiciliari per robe di estorsione, che aveva fatto la galera. Tiro un pugno a Bosa, mi arrabbio con gli Hammer, l’odio che c’ho io è sempre nei confronti loro, perché nelle mie problematiche maggiori ci sono sempre stati loro».

 

antonio bellocco e andrea beretta

Alla fine gli Hammer fanno un passo indietro con la presenza di Bellocco. A quest’ultimo era stato promesso l’ingresso nel direttivo della Curva da Ferdico:

 

«Antonio me l’ha sempre detto che per loro era una roba di prestigio che avessero le mani dentro la Curva Nord, in termini criminali. Le referenze all’interno del contesto delle Curve, è un po’ una roba che fa gola a queste associazioni criminali».

 

Iniziano poi a nascere le prime discussioni tra gli ultras, con Bellocco e i suoi che non si fidano della gestione della cassa da parte di Beretta:

 

«Io non avevo niente da nascondere, ma questa è gente che non ha mai lavorato, non sa cosa vuol dire lavorare».

 

Beretta capisce che vogliono farlo fuori e il 4 settembre è proprio lui ad uccidere Bellocco

ultra inter marco ferdico foto di klaus daviromelu lukaku arriva a linate LUKAKU CONTRO BARELLA IN SAMPDORIA INTERromelu lukaku 2marco ferdicoandrea beretta

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...