riccardo bocchini

SANREMO AVVELENATO PER CARLO CONTI: PER "LA VERITA'" IL SUO SCENOGRAFO DI FIDUCIA, RICCARDO BOCCHINI, E' STATO RAGGIUNTO DA UN AVVISO DI GARANZIA CON L’ACCUSA DI AVER INCASSATO TANGENTI - MA LUI SMENTISCE: "MAI RICEVUTO NESSUN AVVISO" - IL SUO NOME COMPARE NEI VERBALI D’INTERROGATORIO DI DUE IMPRENDITORI DI FORNITURE TELEVISIVE

Smentita di Riccardo Bocchini

 

Preg.mi Signori,

scrivo in nome e per conto dell’Arch. Riccardo Bocchini che mi ha conferito espresso mandato per esporre quanto segue:

 

Il mio Assistito riferisce che in  data odierna, alle pagine nn. 1,8 e 9 del giornale “La Verità” di Maurizio Belpietro sono stati pubblicati i seguenti articoli “Stecche a Sanremo Avviso di garanzia allo scenografo preferito di Conti” – “L’architetto a peso d’oro da 22 trasmissioni l’anno” nel quale viene fatto esplicito riferimento alla circostanza che l’Arch. Bocchini sarebbe stato raggiunto da un avviso di garanzia dalla Procura di Roma perché il suo nome sarebbe comparso a più riprese negli interrogatori di due imprenditori di forniture televisive finiti in manette per avere elargito mazzette agli uomini della RAI.

 

I predetti articoli, contengono notizie distorte e diffamanti riferite al mio Assistito al quale sono stati ingiustamente attribuiti fatti e circostanze  del tutto inveritieri.

In nome e per conto dell’Arch. Riccardo Bocchini, che sottoscrive la presente diffida  personalmente, si chiede, pertanto, ai sensi dell’art. 8 della legge 47/1948 di procedere alla rettifica delle notizie riportate negli articoli pubblicati in data 01/02/2017, entro due giorni dal ricevimento della presente richiesta, nel seguente modo:

 

“In rettifica agli articoli pubblicati in data 01/02/2017 dai titoli:  “Stecche a Sanremo Avviso di garanzia allo scenografo preferito di Conti” – “L’architetto a peso d’oro da 22 trasmissioni l’anno”

 

Si chiede di pubblicare quanto segue: “Io sottoscritto Avvocato John R. Paladini a nome ed interesse del mio assistito Arch. Riccardo  Bocchini,  con riferimento agli articoli “Stecche a Sanremo Avviso di garanzia allo scenografo preferito di Conti” – “L’architetto a peso d’oro da 22 trasmissioni l’anno”, pubblicati sul giornale “La Verità”, edizione del 01/02/2017, laddove viene detto che l’Arch. Riccardo Bocchini sarebbe stato raggiunto da un avviso di garanzia, dichiaro e preciso che, ad oggi, il mio assistito non  ha ricevuto alcun avviso di garanzia.

 

Si precisa che il mio assistito non è stato mai ufficialmente informato di essere coinvolto in indagini. Si dichiara altresì che l’Arch. Bocchini non ha commesso alcun illecito nei confronti della RAI”.

 

Si chiede di dare lo stesso risalto alla rettifica a quella data agli articoli del 01/02/2017 pubblicandola sia in forma cartacea che sul sito internet in testa di pagina, e nella stessa pagina che ha riportato i predetti articoli. In difetto mi vedrò costretto ad adire le autorità giudiziarie competenti per la tutela delle ragioni della mia Assistito.

Con riserva di ogni azione e ragione, anche ai fini del risarcimento dei danni subiti e subendi dal mio Assistito

Avv. John R. Paladini

Arch. Riccardo Bocchini

 

Carlo Piano per “La Verità”

RICCARDO BOCCHINIRICCARDO BOCCHINI

 

Ci sono sempre due Italie. Quella che il mondo ci invidia e quella che ne farebbe volentieri a meno, in un continuo slalom tra orgoglio e vergogna. Spesso la seconda ha purtroppo il sopravvento, come in questa storia di tangenti che vede coinvolti la Rai e lo scenografo del Festival di Sanremo. La kermesse canora, edizione numero 67, che dalla prossima settimana ammorberà le nostre serate invernali, spendendo decine di milioni raccolti con il canone.

 

CARLO CONTICARLO CONTI

Non ci riferiamo al cachet da 650.000 euro del conduttore Carlo Conti, che ha scatenato tanta indignazione sui social. Quanto piuttosto dello scenografo e architetto Riccardo Bocchini, classe 1958, che è accusato di aver intascato tangenti e che in Viale Mazzini è un asso pigliatutto. Non solo perché ha allestito il Teatro Ariston per la terza volta consecutiva, visto che Carlo Conti vuole solo lui.

 

Quest’anno la sua scenografia, come spiega, si è ispirata a «un semplicissimo pop up realizzato con un cartoncino ed una fustella». Vabbè. Bocchini si occupa e si è occupato anche di un sacco di altri programmi della tv pubblica, come si legge nel suo sito web: «L’eredità , Affari tuoi, I migliori anni, Tale e quale show, Sogno e son desto con Massimo Ranieri, Si può fare, Gigi d’Alessio dal Radio city music hall di New York».

 

Marco Lucarelli - Maurizio Pagnussat e Riccardo Bocchini Marco Lucarelli - Maurizio Pagnussat e Riccardo Bocchini

E probabilmente se ne dimentica qualcuno, o forse per modestia preferisce non menzionarlo: tra il 2014 e il 2015 ha infranto il record di scenografie all’anno. Ne abbiamo contate 22 e tutte per produzioni di prima serata e prime time della rete ammiraglia Rai Uno. Fanno quasi due al mese, tantissime per uno scenografo esterno alla televisione di Stato. Per ognuna di esse è stato stipulato un contratto artistico riferito a scene, arredamento, grafica e assistenza. Il fatto è ancora più curioso se si considera che i vertici della Rai si riempiono la bocca un giorno sì e l’altro pure con «valorizzazione delle risorse interne », «trasparenza» e «risparmio ».

 

david biancifioridavid biancifiori

Ma, come è risaputo, la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni. Infatti gli scenografi dipendenti della Radiotelevisione italiana lamentano di essere stati marginalizzati e messi a riposo forzato, perché gli show sono affidati a «costosissimi scenografi esterni». Proprio come nel caso dell’architetto

 

Il pm parla di sistema «mafioso» Bocchini. Non ci sono dubbi sulle sue capacità professionali, ma scavando (come alla Verità siamo abituati a fare) qualche dubbio sull’opportunità di caricarlo di tanti impegni e contratti sorge. Soprattutto perché si trova nella scomoda posizione di indagato in una brutta faccenda di mazzette. Il suo nome compare a più riprese, infatti, nei verbali d’in - terrogatorio di due imprenditori di forniture televisive finiti in cella per aver elargito a uomini della Rai denaro, vacanze, biglietti aerei e assunzioni di parenti per ottenere il monopolio di alcune trasmissioni.

DAVID BIANCIFIORIDAVID BIANCIFIORI

 

La Procura di Roma ha inviato a Bocchini un avviso di garanzia, tenendo sempre presente che non è sinonimo di colpevolezza, ma piuttosto una forma di tutela per il soggetto sottoposto ad accertamenti. La lista in mano ai magistrati romani conta 52 indagati e annovera funzionari, dirigenti e direttori della fotografia che hanno lavorato in Viale Mazzini. I reati contestati vanno dall’associazione a delinquere, appropriazione indebita, turbativa d’asta, corruzione e concussione. Sintetizzando: sono accusati di aver intascato tangenti per favorire l’azienda dell’imprenditore incarcerato. Un classico italiano.

 

Teatro AristonTeatro Ariston

Nelle carte della Procura si parla deliberatamente di «organizzazioni di tipo mafioso», che riferito a fatti che riguardano la televisione pubblica fa una certa impressione. Anche se siamo abituati a tutto. Per chiarire quale sia il ruolo dello scenografo del Festival di Sanremo dobbiamo fare un passo indietro. La storia comincia il 14 dicembre 2015 quando David Biancifiori, soprannominato Scarface e difeso dall’avvocato Antonio Villani, viene arrestato assieme al suo braccio destro Giuliano Paci. La sua azienda fornisce sistemi di luci, scenografie, impianti audio e regie mobili.

 

In cambio di contanti, vacanze ai tropici, buoni benzina, e posti di lavoro si sarebbe accaparrato, assieme al fratello Danilo, gli appalti per gli show di punta della Rai, compreso il concorso canoro più famoso d’Italia. Per esempio nel 2013 «Scarface» portò a casa 400.000 euro per l’affidamento di luci e sistemi audio del Festival dopo che al bando di gara avevano partecipato solo due aziende. Quindi tutto regolare? No, perché le aziende erano entrambe le sue. Gli altri si erano stranamente ritirati. Per tutte queste ragioni gli inquirenti hanno chiesto e ottenuto il sequestro di beni, per un valore di circa 50 milioni di euro, nelle disponibilità dell’imprenditore.

 

SCENOGRAFIA DI SANREMO 2015SCENOGRAFIA DI SANREMO 2015

Succede che nei verbali d’interrogatorio di Biancifiori, che la Verità ha esaminato, s’incontra più volte il nome di Riccardo Bocchini, e non per elogiarne la bellezza dei lavori scenografici. Dal momento che siamo garantisti, ci limitiamo a riportare i fatti. Sarà casomai il lettore a trarne le conseguenze. Queste le dichiarazioni rese dall’imprenditore arrestato al pm Giorgio Orano il 17 febbraio 2016. Il pm chiede: «Sono mai state erogate somme di denaro allo scenografo Riccardo Bocchini?».

 

Biancifiori a domanda risponde: «Ho già citato il Bocchini nei miei interrogatori: il suddetto è scenografo esterno e pagato, come altri, a peso d’oro dalla Rai; lo stesso prima che la scenografia da lui presentata venisse approvata, si rivolgeva alle ditte del settore dando indicazioni precise per l’acquisto dei macchinari che aveva inserito nella sua lista; lo faceva lui come tutti gli altri.

 

SCENOGRAFIA DI SANREMO 2015 SCENOGRAFIA DI SANREMO 2015

Bocchini era persona che accettava dazioni di denaro da parte nostra e infatti ricordo che litigammo proprio perché mi fece fare un lavoro, per cui gli diedi la cosiddetta stecca, sia pure regolarmente fatturata prestazione di servizi, che poi fu chiuso con un risultato economico negativo per la mia ditta. Al Bocchini abbiamo fatto la sponsorizzazione di una squadra di basket femminile. Fu lui a chiederlo, dapprima a mio fratello Danilo, poi anche a me».

 

E più avanti continua, a parlare è sempre limprenditore arrestato: «Mio fratello lavorava alle trasmissioni di Carlo Conti, di cui Bocchini era ed è scenografo di fiducia. Credo che mio fratello abbia fatto un lotto video di Sanremo 2015 mentre non poteva partecipare a Sanremo 2016 ma credo che lui abbia fornito dei materiali».

 

SCENOGRAFIA DI SANREMO 2016SCENOGRAFIA DI SANREMO 2016

Nel verbale il pm dà anche lettura delle dichiarazioni di Giuliano Paci, strettissimo collaboratore di Biancifiori: «Sì uno scenografo che si chiama Riccardo Bocchini che, pur non essendo interno alla Rai, faceva programmi importanti come I migliori anni, Leredità eccetera e che aiutò David perché inserì nei capitolati di gara le Led Balls, che erano nella pressoché disponibilità esclusiva dellazienda di David Biancifiori. Lui dal 2012 in poi», dice Paci, «ha preso per un anno cifre in contanti per circa 15/20.000 euro. Precedentemente ha preso qualcosa ma poco.

 

SCENOGRAFIA DI SANREMO 2016 SCENOGRAFIA DI SANREMO 2016

Poi cè stato un dissidio tra David e Bocchini e credo che questultimo si fosse messo a collaborare con Danilo Biancifiori». Biancifiori risponde alla domanda: «Sì, confermo quanto dichiarato da Giuliano Paci». Lapidario. Insomma, entrambi riferiscono che Bocchini si faceva corrompere. Se sia vero non sappiamo, di certo laccusa è pesante. E forse i vertici di viale Mazzini, per una questione di sbandierata e mai applicata trasparenza, avrebbero fatto meglio a tenere Bocchini in panchina e fargli saltare almeno un giro finché non potrà dimostrare la propria innocenza. Tanto il lavoro non gli manca.

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