1. MARY, LELLY E LE ALTRE DUE. SONO LORO LE RAGAZZE DELLA “CREW” DEI PARIOLI: UNA BANDA DI QUATTRO LICEALI CAPITANATA DALLE DUE BABY PROSTITUTE FERMATE LUNEDÌ 2. IN GALERA LA MAMMA-MAITRESSE: “INDUCEVA, FAVORIVA E SFRUTTAVA LA FIGLIA DANDOLE ANCHE INDICAZIONI SU COSA FARE CON GLI UOMINI E FACENDOSI DARE SOMME DI DENARO” 3. LE LOLITE DELLA ROMA BENE CONTATTATE ALL’USCITA DA SCUOLA E SUI SITO WEB HARD 4. CLIENTI RISCHIANO DA UNO A SEI ANNI. IL PIÙ GIOVANE HA 30 ANNI, IL PIÙ VECCHIO 48. TRA DI LORO PURE QUALCHE PADRE DI FAMIGLIA, TUTTI BENESTANTI, PER LO PIÙ COMMERCIANTI 5. I BRUTTI PAGANO DI PIÙ: “QUESTO È UN BRUTTO PANZONE CICCIONE, LEVAGLI DUE PIOTTE” 6. PARLA UN CLIENTE: ‘’LE HO VISTE A LUGLIO. CONTATTO ONLINE E INCONTRO A VILLA BORGHESE VOLEVANO 300 EURO E ME NE SONO ANDATO. NON SEMBRAVANO MINORENNI”

1. BABY SQUILLO A ROMA, CLIENTI A RISCHIO CARCERE
Grazia Longo per "La Stampa"

Per mesi «induceva, favoriva e sfruttava la prostituzione della figlia dandole anche indicazioni su cosa fare con gli uomini e facendosi dare somme di denaro» o facendosi pagare in scarpe, borse e vestiti.

Ma ieri, nell'interrogatorio di garanzia davanti al gip Maddalena Cipriani, ha pianto tutte le sue lacrime: «No, non ho mai venduto la mia bambina. Io lavoro sodo come barista». Peccato che quella «bambina» - studentessa liceale di 14 anni che insieme alla compagna di 15 si prostituiva in un appartamento dell'elegante quartiere Parioli - l'altro ieri avesse raccontato disperata l'esatto contrario. «Mi hanno obbligata mia madre e la mia amica» ha urlato la quattordicenne che ora, dopo una breve pausa in una comunità alloggio, è stata affidata alle cure dei nonni.

La sua mamma-maitresse resta invece in carcere, insieme agli altri arrestati: il militare Nunzio Pizzacalla, di 34 anni, Mirko Ienni di 38, il commercialista Riccardo Sbarra di 35 e Michael Mario De Quattro, di 29 anni, cliente di una delle ragazze. Sbarra, che filmò un suo rapporto sessuale pretendendo 1500 euro per non diffonderlo tramite internet, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Gli altri hanno provato a sminuire la loro posizione, ma contro di loro c'è una montagna di intercettazioni che li inchioda alle loro responsabilità.

L'altra mamma - la consulente finanziaria cinquantenne, che ha denunciato ai carabinieri l'inferno delle baby squillo ai Parioli, protagoniste proprio sua figlia quindicenne e la compagna di scuola di un anno più giovane - si augura «il recupero del rapporto: ora mia figlia si trova in una comunità alloggio e la nostra situazione è difficilissima, ma l'importante è che abbia smesso con quella vita». La quindicenne è stata segnata da un'indole ribelle e violenta (a 12 anni il primo rapporto sessuale) sempre in conflitto con la madre che ha picchiato, insultato, minacciato. «Ti mando i miei amici cocainomani a sgozzarti, ti brucio i vestiti, ti sgozzo con le mie mani» le ha più volte ripetuto.

L'orrore delle Lolite della Roma bene si alimentava di contatti all'uscita da scuola e su «Bakecaincontri.com», sito web hard, pornografia spinta per contrattare clienti che «fruttano anche 600 euro al giorno». Ce ne sono 5 già identificati e denunciati per «prostituzione minorile». Rischiano da uno a sei anni di reclusione. Il più giovane ha 30 anni, il più vecchio 48.

Tra di loro pure qualche padre di famiglia, tutti benestanti, di professione per lo più commercianti. Quando si sono visti perquisire la casa hanno manifestato stupore e sconcerto, tutti pronti a giurare che non avevano capito si trattasse di due minorenni. Irripetibili i loro sms a luci rosse riportati nell'ordinanza. Che fornisce dettagli anche su chi «vuole offrire una vacanza a Cannes di cinque giorni, ho chiesto mille euro al giorno, lui cinquecento, trovate voi una via di mezzo».

I brutti pagano di più: «Questo è un brutto panzone ciccione, levagli due piotte». Poi i rimproveri per i ritardi rispetto agli appuntamenti procacciati: «Ti devi sbrigare, ti fai venire a prendere e vieni qua, altrimenti con me hai chiuso. Adesso devi farti questo, ha staccato dal lavoro, ci porta duecentocinquanta euro, di cui una piotta e mezza è mia perché la casa la sto pagando io, vieni, te lo fai e te ne vai».

2. MARY, LELLY E LE ALTRE DELLA BANDA DEI PARIOLI "QUELLE NOTTI SPERICOLATE TRA ALCOL E SESSO"
Lucrezia Villalta per "la Repubblica - Roma"


Mary, Lelly e le altre due. Sono loro le ragazze della "crew" dei Parioli: una vera e propria banda di quattro studentesse liceali capitanata dalle due baby prostitute fermate lunedì dai carabinieri. "Inseparabili noi". "Il quartetto per sempre". E ancora: "La mia crew sovverte lo stato hasta la muerte".

Frasi scritte sui social network dalle studentesse minorenni e ripetute nelle tante foto in cui, tutte insieme, mostrano i tatuaggi con armi e cuori spezzati socchiudendo le labbra. «Sono indivisibili. Le si vede spesso in discoteca, fino a notte fonda, o a piazza Fiume, dove tutti sanno chi sono» spiega un ragazzo di Roma nord, che le quattro amiche le conosce bene.

«Ma hanno una pessima reputazione. Sono spericolate. Si ubriacano, bestemmiano, fanno casino. Su di loro circolano tantissime storie. E tutte terribili... Si dice che gli piaccia divertirsi con i loro coetanei e che con molti di loro abbiano fatto anche sesso. E che una delle quattro rubi spesso la macchina dei genitori, una Smart, per andare poi insieme alle altre in discoteca: due davanti e due nel bagagliaio».

«Amano i brividi e il pericolo. Le sfide. Come quando - racconta sempre l'amico delle ragazze - una delle due baby prostitute è stata fermata dai carabinieri, pochi mesi fa, a Ponza. Ed è dovuta venire la madre da Roma a riprenderla e portarla via».

Mary e Lelly sono le più "localare", dice ancora il ragazzo. «A loro piace divertirsi, andare a ballare a Spazio 900, all'Atlantico, al Piper. Dipende da dove c'è la serata migliore. E sono
disposte a spendere anche trentacinque, quaranta euro a volta per entrare nel privè. Ma solo da qualche mese: prima non pagavano certe cifre, e si accontentavano della pista».

Avevano prenotato un tavolo in discoteca anche per questa sera Mary e Lelly. Volevano trascorrere la serata di Halloween in una festa a Palazzo dei Congressi. Le due ragazze finite nell'inchiesta per prostituzione minorile e finite in comunità, ovviamente non potevano sapere che non sarebbero mai arrivate all'incontro fissato lunedì pomeriggio per pagare la quota della serata. Settanta euro a testa. Centoquaranta in coppia, come sempre, quando non erano con il resto della "crew".

«Sapevamo tutti anche che a volte usavano qualche droga. Il resto non se lo aspettava nessuno. Ma negli ultimi tre mesi avevamo notato dei cambiamenti. I vestiti nuovi, le borse di marca. I tatuaggi colorati da 200, 300 euro l'uno comparsi in questo periodo, le spese folli per le serate e i soldi per la droga e per l'alcol».

Capire che dietro l'identità nascosta delle due baby prostitute romane si celavano le loro amiche di sempre, per i ragazzi di Roma nord è stato semplice. «Il nome d'arte scelto dalle due è lo stesso con cui le chiamiamo noi e che usano tra di loro. Ma a leggere sui giornali del blitz dei carabinieri del nucleo investigativo ci è preso un colpo », spiega a voce bassa ancora il ragazzo. «Soprattutto perché su uno dei clienti, Riccardo Sbarra, finito in cella qui a piazza Fiume girano un sacco di voci. Ad esempio che sia il commercialista di tanti proprietari di locali della zona e che la sera gli piaccia stappare anche bottiglie da cinquemila euro».

3. "CONTATTO ONLINE E INCONTRO A VILLA BORGHESE VOLEVANO 300 EURO E ME NE SONO ANDATO".
PARLA UN CLIENTE: LE HO VISTE A LUGLIO. NON SEMBRAVANO MINORENNI
Federica Angeli per "la Repubblica - Roma"

«Quelle due ragazze le ho incontrate una sola volta e non ho neanche consumato un rapporto sessuale con loro. Mi era presa l'ansia per la situazione e ho lasciato perdere». Mario è uno dei clienti che le due giovanissime prostitute romane avevano nella loro rubrica clienti.
Nell'ordinanza del gip Maddalena Cipriani si legge uno scambio di messaggi tra l'uomo e una delle adolescenti in cui la richiesta per una prestazione è di 300 euro. In forma anonima l'uomo ha deciso di rispondere alle domande di Repubblica.

Come ha conosciuto le due baby prostitute?
«Sono andato sul sito bakecaincontri.com e ho visto la fotografia. Ho chiamato la ragazza che mi piaceva e ho fissato un incontro».

Dove è avvenuto l'incontro?
«Fuori dal Bioparco, era luglio. Alle 19 avevamo appuntamento lì. Io sono arrivato con la mia macchina, ho aspettato e sono arrivate in due. Mi hanno bussato al finestrino della macchina».

Quindi cosa è successo?
«L'accordo era per un rapporto orale. Però mi sono stupito perché erano in due. Mi sono un po' insospettito, mi chiedevano di andare dietro una siepe per consumare il rapporto, m'è venuta l'ansia e ho detto loro che non se ne faceva nulla».

Si era accorto che erano due minorenni?
«No, non sembravano proprio. Erano truccate, vestite con jeans e una maglietta... forse da come parlavano si capiva un po' che erano giovani... ».

Quindi lei ha deciso di non andare con loro non perché preso dal dubbio che fossero minorenni, ma perché «le è venuta l'ansia », è corretto?
«Sì».

Se non le fosse presa l'ansia avrebbe avuto problemi ad andare con una minorenne?
«Beh con altre due minorenni ci sono stato... comunque con loro non ho fatto nulla».

La stampa da giorni parla di queste due ragazzine finite in un giro di sfruttamento della prostituzione. I cinque aguzzini sono stati arrestati e ora anche alcuni clienti sono indagati. Sfruttare è un reato, così come andare a letto con una minorenne. Cosa pensa?
«Io non lo sapevo fossero minorenni... e lo so che è un reato. Comunque i carabinieri non mi hanno chiamato. Ora mi fa venire l'ansia però... non è che mi chiama qualcuno o mi fanno qualcosa?».

Lei ha poco più di trent'anni, mi diceva. Le è capitato molte volte di avere questi incontri occasionali a pagamento (anche con minorenni)?
«Non sono una persona che va sempre, però ogni tanto ho degli impulsi. Per un uomo sono impulsi e quindi cerco e chiamo. Mica è reato questo no?».

No se ha rapporti con donne adulte.
«Ma io mica posso chiedere la carta d'identità alle ragazze con cui vado, mi scusi, mica funziona così».

Le dispiace sapere che due adolescenti siano finite in uno squallido business che probabilmente segnerà per sempre la loro vita?
«Certo, anzi se posso fare qualcosa per loro, sono pronto ad andare dai carabinieri».

A dire cosa?
«Che io le ho conosciute ma non ho fatto sesso con loro».

 

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