DE-GENERAZIONE BLING RING - LE BABY ESCORT DI VENTIMIGLIA: “VOLEVAMO FARE LA BELLA VITA E AVERE SCARPE E BORSE FIRMATE. UNA VOLTA UN UOMO ANZIANO CI OFFRÌ 500 EURO MA SIAMO SCAPPATE”

Giulio Gavino per "la Stampa"

Ma perchè l'avete fatto? «Per fare la bella vita e per essere vestite alla moda con abiti firmati, per avere le borse di Vuitton». Hanno risposto così Melissa e Jessica, o se preferite Nicol e Sofia, i nomi utilizzati dalle baby squillo della Riviera Ligure per adescare i clienti on line. «Abbiamo 18 anni e facciamo sesso a pagamento».

Di anni ne avevano 15 e 14 ma in quell'inferno di emozioni per una manciata di euro ci si sono infilate come se fossero in trance e come escort navigate. Il racconto prosegue: «Fabio (uno dei clienti ndr) era seduto alla guida del veicolo, eravamo nel parcheggio del porto turistico di Sanremo. Appena siamo salite in auto abbiamo chiesto i nostri 30 euro ciascuna. Lui ha pagato e quindi io iniziavo a compiere un rapporto.

Durante il rapporto la persona mi abbassava i pantaloni e nel contempo iniziava a toccarmi nelle parti intime. Non mi piaceva per nulla il fatto di essere toccata ma non reagivo portando a termine il rapporto. Dopo io passavo sui sedili posteriori mentre la mia amica si sedeva davanti, al mio posto. La mia amica iniziava un nuovo rapporto. In nessuna delle due occasioni il cliente ha usato il preservativo».

È stato il «battesimo». E lo hanno rifatto. «Stesso posso una settimana dopo. Prima ha iniziato la mia amica, e dopo aver finito ho preso il suo posto ed è venuto il mio turno. Anche in quella occasione ci ha slacciato i pantaloni e dopo che li abbiamo abbassati ha iniziato a toccarci le parti intime. Durante il rapporto ci ha chiesto di baciarlo e noi abbiamo provveduto a farlo. Questa seconda volta ci ha dato 100 euro in tutto che ci siamo divise».

Ma il cliente aveva capito che Melissa e Jessica nascondevano qualcosa: «Quella volta abbiamo detto che avevano sedici anni. Lui ci disse che credeva che ne avessimo 18, ma si è convinto della nostra minore età e nonostante un po' di preoccupazione per il fatto di "rischiare di andare dentro" decise di consumare il rapporto».

E poi lo shopping: «Con i soldi che avevamo guadagnato siamo andate a comprare un paio di pantaloni ciascuna ma poi li ho dovuti nascondere perchè non sapevo come giustificarli a mia mamma».

In quei giorni la coppia di ragazzine incontra anche un cinquantenne che offre 500 euro per un incontro: «Ci aveva contattato via Internet ero spaventata e schifata visto che era un po' anziano. Ci aveva caricato su una Smart, la mia amica davanti e io nel bagagliaio. Quando è andato a parcheggiare abbiamo preso gli zaini e siamo scappate verso la fermata dell'autobus».

Poi viene il contatto con un altro cliente, 25 anni circa, che offre 80 euro «per un rapporto completo con me e la mia amica contemporaneamente». Ma è andata male: «Abbiamo cercato un albergo con lo smartphone, abbiamo preso una camera. Ci siamo spogliate e abbiamo iniziato a baciarlo. Poco dopo è suonato il telefono. Era il portiere che aveva scoperto che eravamo minorenni e che ci cacciava via. Fu così che anche il cliente venne a sapere che non avevamo 18 anni. Non pagò la camera ma non ci diede nulla».

Sulla scena dei ricordi irrompe anche un altro cliente: «Ci ha dato 50 euro ciascuna e ci ha offerto un aperitivo in centro a Sanremo. Ha dedotto che eravamo ragazzine. Ha iniziato a parlare dicendo che eravamo piccole e che fare queste cose poteva essere pericoloso».

Ma il «moralista» poi le porta in una camera «Diceva di essere in ansia per il fatto che eravamo minori». Fino al cliente che si è rifiutato e che è corso alla polizia quando ha scoperto che erano delle ragazzine. Il commissariato di Ventimiglia, con gli agenti e il dirigente Giuseppe Ruggiero, e il magistrato Piercarlo Di Gennaro, hanno tolto la maschera a Jessica e Melissa e le hanno restituite alla loro vita. Una nuova vita.

 

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