UN BACIO DI TRAVERSO - GLI AFORISMI STAMPATI SUI BIGLIETTINI CHE AVVOLGONO I FAMOSI CIOCCOLATINI SONO UN COACERVO DI FAKE: MOLTE DELLE FRASI SONO ATTRIBUITE A NOTI SCRITTORI CHE MAI AVREBBERO IMMAGINATO CHE IL LORO NOME FOSSE ACCOSTATO A FRASI MELLIFLUE - UN ESEMPIO? CHARLES BUKOWSKI, CHE AVVERTIVA: “SE INIZIERÒ A PARLARE DI AMORE E STELLE, VI PREGO: ABBATTETEMI”. EPPURE IL SUO NOME COMPARE TRA GLI AUTORI DI UN BIGLIETTO IN CUI…
Estratto dell’articolo di Antonio Armano per “Il Fatto Quotidiano”
[…] I migliori aforismi sono piuttosto caustici, poco adatti alla chiave buonista che va per la maggiore oggi tra le citazioni. E così dilagano quelli falsi, ma attribuiti ad autori famosi. […]
A volte il gioco può essere scoperto come quando Dagospia cita un improbabile, ma fantastico Freud in napoletano: “’O cazzo non vuole pensieri”. Cioè preoccupazioni e affanni sono l’antidoto del Viagra.
Le false citazioni attuali invece non guardano in faccia a nessuno e trasformano persino il povero Bukowski in un autore di melensaggini. Molte ormai sono fatte con l’Intelligenza artificiale, altre vengono dall’Ignoranza naturale. La maggior parte è un cocktail mellifluo di tutt’e due. Il grado di allerta è tale che persino i Baci Perugina, i Lincei dell’aforisma sull’amore, sono ormai sospetti.
you never had it – an evening with charles bukowski 4
[…] Nato da un’idea di Luisa Spagnoli per sfruttare lo scarto di lavorazione delle nocciole, il Bacio Perugina ha una genesi per niente melliflua. Evoca nell’aspetto più un pugno che un bacio e sarebbe stato inizialmente chiamato “Cazzotto” in sintonia con l’anno di nascita, il 1922: la marcia su Roma, Waste Land... Messo da parte questo nome, Giovanni Buitoni, proprietario della Perugina, avrebbe cambiato faccia al prodotto avvolgendolo nei biglietti, come usava fare l’amante, ovvero Luisa Spagnoli. […]
I primi cartigli erano piuttosto ironici e oggi sconvenienti, ma allora in fondo conservatori: “Se puoi baciar la padrona, non baciar la serva”. […]
[…] Non si dice di essere cinici come Gianni Agnelli (“Ci si innamora a vent’anni. Dopo si innamorano soltanto le cameriere”), o spinti come Ricucci (“So’ tutti froci col culo degli altri”, piaceva molto ad Arbasino), ma è sempre il chiaroscuro ad accendere una frase, signora mia. Soprattutto in un Paese di grandi aforisti come Flaiano: “I grandi amori si annunciano in modo preciso. Appena la vedi dici: chi è questa stronza?”.
A Bukowski sono intitolate pagine Facebook con centinaia di migliaia di iscritti e citazioni vere, altre false e altre né false né vere, ma firmate da terze persone con uno stile e un contenuto che avrebbero disgustato il “vecchio sporcaccione”. Questa è attribuita a lui: “L’anima libera è rara ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perché provi un senso di benessere quando le sei vicino”.
La citazione falsa si riconosce subito dal dettaglio: la parola “benessere” non è proprio da Bukowski. “Se inizierò a parlare di amore e stelle, vi prego: abbattetemi”, avvertiva l’autore di Compagni di sbronze, ma non prevedeva la vita postuma digitale.
“A tutto si abitua quella carogna che è l’essere umano”, scriveva Dostoevskij. Persino alle citazioni finte e buoniste? Ma chissà che direbbe di fronte a quella falsa che gli è stata accollata: “La tolleranza arriverà a un livello tale per cui alle persone intelligenti sarà proibito pensare per non offendere gli stupidì”.
Qui si cerca di arruolarlo tra i combattenti contro il politicamente corretto occidentale, ma la parola tolerantnost’ non è un vocabolo ottocentesco, tantomeno dostoevskiano. Frase fake dunque, ma perfetta per un Cazzotto Perugina apocrifo. In ogni caso attenti a chi vi bacia: potrebbe essere Luigina da Gorgonzola truccata da Dickinson grazie a ChatGpt.






