vaticano sloane square angelo becciu londra

BECCIU D’UN QUATTRINO - LA GUARDIA DI FINANZA HA PERQUISITO UNO DEI FRATELLI DELL’EX SOSTITUTO DELLA SEGRETERIA DI STATO VATICANA. DIETRO CI SONO NUOVE INDAGINI DEI PROMOTORI DI GIUSTIZIA: IN TRE MESI DI SOSPENSIONE DEL PROCESSO, GLI ACCERTAMENTI AVREBBERO SCOPERCHIATO “L’USO PRIVATISTICO DI FONDI” E LA CONTABILITÀ PARALLELA DELLA DIOCESI DI OZIERI, IN SARDEGNA - I BONIFICI DELLA CEI USATI PER UN INVESTIMENTO DA 400 MILA EURO E FINANZIARE L ‘ACQUISTO DI UNA CASA DI UNA NIPOTE, IL MISTERIOSO PRESTITO DELLO IOR E LE DICHIARAZIONI DELL’ECONOMO DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

1 - VATICANO, PERQUISIZIONE FRATELLO CARDINALE BECCIU E SPES

Da www.adnkronos.com

 

giovanni angelo becciu papa francesco bergoglio

A quanto apprende l'Adnkronos, eseguite alcune perquisizioni nei confronti di uno dei fratelli del cardinale Angelo Becciu e della sede della Spes. I provvedimenti, disposti dalla procura della Repubblica di Sassari, sono stati eseguiti dalla Guardia di finanza. Il filone di indagine dei magistrati sardi non sarebbe direttamente collegato a quello dei promotori di giustizia vaticani.

 

LEGALI BECCIU: "CARDINALE ESTRANEO A DIOCESI OZIERI" - "Siamo massimamente sereni. Il cardinale, ancorché del tutto estraneo alle iniziative ed alla gestione assunte dalla Diocesi e dagli enti assistenziali, ha sempre agito condividendone le finalità umanitarie perseguite meritoriamente nel tempo.

PROCESSO A ANGELO BECCIU IN VATICANO

 

Sulla scorta delle conclusioni degli investigatori vaticani - che riteniamo platealmente infondate - la Procura di Sassari ha assunto una iniziativa consequenziale, avente ad oggetto i medesimi fatti che, va ricordato, dovranno ancora essere esaminati dal Tribunale vaticano". Lo fanno sapere i difensori del cardinale Angelo Becciu, avvocati Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo, dopo le perquisizioni effettuate questa mattina.

 

stabile di sloane avenue londra

AVVOCATO DIOCESI OZIERI - Dopo la notizia della nuova perquisizione, interviene l’avvocato Ivano Iai: “In nome e nell’interesse della Diocesi di Ozieri, rappresentata da monsignor Corrado Melis, nel manifestare formale rispetto verso l’Autorità Giudiziaria procedente ma anche dolore e rammarico per un’iniziativa così incomprensibile e destabilizzante, si rappresenta che l’attività investigativa in corso appare ‘prima facie’ infondata, consistendo in accertamenti peraltro eseguiti nello scorso mese di luglio a seguito di contestazioni già smentite sul piano contabile e documentale”.

giuseppe pignatone

 

“Sarà, quindi, dimostrata - osserva Iai - la piena legittimità dell’operato della Diocesi, della Caritas e della Spes, le cui finalità e concrete attività hanno esclusiva natura solidale e di carità istituzionalmente proprie di tali enti”.

 

Il legale riafferma “per l’ennesima e, si confida, ultima occasione, che la Diocesi di Ozieri ha sempre operato nel rispetto delle finalità religiose e solidali anche sul piano economico, impegnando le proprie risorse nello spirito di interventi mai affrancati da comprovate situazioni di disagio individuale, familiare o lavorativo.

 

giovanni angelo becciu

E nell’apprestare siffatti interventi, la Diocesi che si identifica nell’operato della Caritas locale e, con essa, si avvale della preziosa collaborazione della cooperativa solidale senza fini di lucro Spes, suo concreto e reale braccio operativo, cui sono state destinate somme regolarmente documentate, contabilizzate e rendicontate nell’inequivocabile e incontestabile assenza di interferenze o condizionamenti da parte di alcuno, men che meno del cardinale Angelo Becciu, del tutto estraneo alle iniziative dell’ente religioso”.

 

2 - NUOVO CASO BECCIU

Rocco Pennacchio

Da https://www.justout.org/ - notizie, analisi e retroscena di Maria Antonietta Calabrò

 

Nei tre mesi di tempo che il Tribunale vaticano presieduto da Giuseppe Pignatone ha dato alle difese degli indagati e ai promotori di giustizia per chiarire alcuni degli aspetti del pasticciaccio brutto del Palazzo di Londra che ha causato un ingente danno alle casse del Vaticano, hanno portato alla luce altre prove a carico di monsignor Angelo Becciu e degli altri indagati a partire da Raffaele Mincione.

 

Tutti gli indagati che ad ottobre sono stati stralciati, il 25 gennaio 2021 sono stati nuovamente rinviati a giudizio. E quindi adesso sono nuovamente imputati nel processo  le cui udienze riprendono dopodomani 18 febbraio 2022. 

 

Ecco le novità contenute nella nuova richiesta di citazione  a giudizio (132 agine ) di cui Justout ha disponibilità e che hanno sostanziato la motivazione delle perquisizioni scattate in tuta Italia nei confronti  del fratello e di altre persone vicine a Becciu.

 

becciu

I DUE BONIFICI  DELLA CEI PER  600 MILA EURO

Nel documento dei Promotori di giustizia si mette in evidenza che la Conferenza episcopale italiana ha effettuato, “contrariamente a quanto affermato dal Cardinale “ nella famosa conferenza stampa della fine settembre 2020, ben due bonifici ( il 6.12.2013 e il 21.1.2015 ) per un totale di 600 mila euro  a favore di un conto (1000/60478)  solo formalmente intestato alla Diocesi di Ozieri, e invece nella piena disponibilità della cooperativa SPES e del suo amministratore Antonino Becciu, fratello del cardinale.

 

Un conto “utilizzato per finalità del tutto privatistiche”- secondo i Promotori vaticani, come emerso a seguito anche delle indagini delle forze di polizia italiane, ed in particolare dalla Guardia di Finanza.

nunzio galantino

 

Ed era un conto gestito al di fuori della contabilità della Diocesi dal cugino di mons. Becciu che non aveva potere di firma della Diocesi, e da una signora , madre di una “persona accreditata  in Vaticano come propria nipote”  dall’ex cardinale Becciu, destinataria di una parte dei soldi con cui acquistò una abitazione privata a Roma.

 

Il resto venne utilizzato per sostenere “le attività commerciali “( e non caritative ) della cooperativa del fratello di Becciu e “ la sottoscrizione in fondi comuni di investimento”  per circa 400 mila . La Diocesi di Ozieri aveva altri conti correnti per le opere di carità e non erano vuoti, anzi, pieni per milioni di euro e quindi in grado di sostenere qualsiasi opera caritativa.

 

RAFFAELE MINCIONE

I fondi gestiti  anche da un cugino di primo grado dell’alto  prelato non è’ affatto servito per pagare i lavori per il panificio della Cooperativa .Gli accecamenti su questi bonifici sono scattati dopo che il 27 settembre 2021  (quindi dopo il rinvio a giudizio di quest’estate )  il vescovo di Fermo, monsignor Rocco Pennacchio, Economo della CEI, ha reso una circostanziata dichiarazione ai Promotori di giustizia, da cui è scaturita il 30 dicembrescorso (2021) una Relazione della Gendarmeria “che evidenzia una serie di elementi di sicuro interesse investigativo che tuttavia , non possono essere approfonditi, soprattutto in ragione di esigenze di economia processuale, nell’ambito del presente procedimento”.

 

In sostanza la questione è stata stralciata, e le indagini proseguono. In ogni caso  è emerso che  Becciu  sollecitava per lettera don Pennacchio economo della CEI a “ venire incontro alla menzionata istanza”, cioè al primo finanziamento giustificato per riparare i danni di un incendio nel panificio del fratello di Becciu.

 

stabile di sloane avenue londra

Il 3 ottobre 2013 l’amministratore apostolico di Ozieri, Sanguinetti scrisse al vescovo Nunzio Galantino , segretario generale della CEI e in essa si apprende che il 25.9.2013, la segreteria generale della CEI aveva comunicato l’elargizione del primo contributo di 300 mila euro. In ogni caso il 4 ottobre 2014, mons.

 

Becciu scriveva nuovamente a Galantino premurandosi “ di accompagnare e raccomandare vivamente l’acclusa richiesta… mi permetto di chiedere che venga presa in seria considerazione la presente istanza! E nelle conversazioni whatsapp intercorse tra l’11 novembre 2014 e il 15 gennaio 2015 monsignor Pennacchio, economo della CEI in risposta a precise domande del segretario di Becciu, monsignor  Carlino, afferma che la Presidenza della CEI ha anche deciso un secondo finanziamento in poco più di un anno , quello di 300 mila euro versato il 21 gennaio 2015.

 

IL PRESTITO DI 100 MILA  EURO DALLO IOR

PROCESSO A ANGELO BECCIU IN VATICANO

Nelle ultime indagini bancarie, infine, è emerso, e si tratta di una storia singolare anche un bonifico -donazione di altri 100 mila euro  a favore del fratello di Becciu , avvenuto nel 2013,  la cui provenienza hanno verificato i Promotori di giustizia,  non originava dai fondi della Segreteria di Stato.

 

Quindi  l’accusa  di peculato relativa a questo finanziamento è stata stata “diminuita “  dagli stessi Promotori di giustizia (Zannotti, Diddi e Perone) dal reato di peculato indicato sotto il capo di imputazione jj del procedimento penale 45/19.

 

Rocco Pennacchio

Una decisione ,quella dei Promotori,  quindi  a favore dell’imputato  Becciu in relazione ad un fatto, “non evidenziato dalla difesa del Cardinale”, cioè che né  gli avvocati di Sua Eminenza  né la consulenza tecnica  per suo conto depositata di recente,  avevano prodotto a parziale discolpa dell’ex cardinale .

 

Visto che questo specifico peculato contestato a Becciu di fatto si  e’ dimezzato (mentre ce ne sono in piedi altri due, compreso quello delle migliaia di euro inviati a Cecilia Marogna) .

 

GIANLUIGI TORZI PAPA BERGOGLIO

Come mai questa svista della difesa di Becciu ?  Perché il bonifico in questione era stato effettuato grazie ad un prestito di 100 mila  euro richiesto il 13 giugno 2013 con lettera dell’ex sostituto   all’allora direttore generale dello IOR Paolo Cipriani. Quindi i soldi provenivano dallo IOR.

 

Anche questa vicenda  è stata stralciata, perchè indagini sono in corso per verificare la  presunta anomalia del bonifico effettuato . Sta di fatto che i soldi vennero inviati sul conto 1000/60478, gestito dal fratello di Becciu  il 24 giugno 2013. Solo sei giorni prima che il direttore generale dello IOR, Cipriani e il suo vice, Tulli dovettero dimettersi dalla cosiddetta banca vaticana ( 1 luglio 2013).

 

CECILIA MAROGNA

LA SUBORNAZIONE DI TESTIMONE. Il reato più grave per cui il 28 febbraio di fatto inizierà ex novo il processo contro il cardinale Becciu (sollevato dagli incarichi nella Curia romana, escluso da un eventuale Conclave, e impedito di presenziare a concistori e alle altre occasioni in cui siano presenti gli altri cardinali) è la subornazione di testimone,   che prevede anni di carcere.

 

Ciò sarebbe avvenuto in danno di Monsignor Alberto  Perlasca, prima indagato , poi archiviato dalle accuse di aver creato danni alle finanze della Segreteria di Stato (https://www.huffingtonpost.it/entry/processo-vaticano-vittoria-garantista-contro-chi-cercava-un-capro-espiatorio_it_6197b09ae4b07fe2010ab536/).

la casa di becciu postata dalla marogna

 

Nella richiesta di rinvio a giudizio di mons. Becciu per questo reato i Promotori scrivono che “ Perlasca è stato sottoposto ad un comportamento che non può  che essere considerato minatorio”, “ teso ad incidere sulla capacità di autoderminazione” del prelato.  Becciu “ ha coltivato il suo obbiettivo di ottenere la ritrattazione delle dichiarazioni agendo sia direttamente che indirettamente su monsignor Perlasca”.

 

Il Vescovo di Como, superiore gerarchico di Perlasca, era stato  infatti contattato da Becciu  per  indurlo a far  ritrattare le  deposizioni accusatorie nei suoi confronti, prospettandogli , se non avesse ritrattato,  una condanna a sei mesi di  carcere,  “una conseguenza ingiusta, tenuto conto della correttezza del suo comportamento”, si legge nel documento.

Giovanni Angelo Becciu

 

 Perlasca aveva informato dell’accaduto il Promotore di giustizia  professor  Milano l’11 marzo 2021 , dichiarazioni confermate  “integralmente” dal vescovo di Como , ascoltato nella sede del Palazzo del Vescovado il 3 aprile 2021.

 

 La difesa del cardinale - che  a fine novembre 2021  non si è voluto sottoporre ad interrogatorio da parte dei promotori - in una memoria depositata il 23 novembre 2021  ha respinto le accuse. Ma  la Suprema Corte di Cassazione, in varie sentenze “ha ritenuto configurabile la minaccia, anche solo quando si prospetta la presentazione di una denuncia, di una querela , o anche solo di un’azione giudiziaria  quando appunto si traduce in un male ingiusto nel caso di pretestuosità della stessa”.

 

ALBERTO PERLASCA

Becciu del resto non solo ha prospettato guai giudiziari a Perlasca, ma  proprio il 3 luglio 2021, il giorno stesso del suo primo  rinvio a giudizio, aveva anche   presentato un ricorso civile in Italia , presso il Tribunale di Como,  contro monsignor Perlasca a cui sono stati chiesti i danni asseritamente provocatigli  con le dichiarazioni rese alla giustizia vaticana , che hanno cambiato il suo status di vita. Il giudice di Como ha già respinto perché infondata la richiesta  di Becciu di sequestro preventivo  di  beni per 500 mila euro. Nel merito il procedimento è in corso.

angelo becciu papa francescoCECILIA MAROGNA ALBERTO PERLASCALA LETTERA DI ENRICO CRASSO A ANGELO BECCIUGIANLUIGI TORZIANGELO BECCIU NUNZIO APOSTOLICO A CUBA MONSIGNOR ANGELO BECCIUi bonifici sospetti dallo ior in australiaENRICO LETTA E GIOVANNI ANGELO BECCIU FOTO LAPRESSE MONSIGNOR BECCIUANGELO BECCIU E PAPA BERGOGLIOCecilia Marogna e Becciucarlino di ruzza mauriello tirabassi sansonebecciu celebra al golfo degli aranci

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