luciano de crescenzo

BELLAVISTA FA 90 - IL NUOVO LIBRO DI LUCIANO DE CRESCENZO, “SONO STATO FORTUNATO”, CON LA VITA DA INGEGNERE E POI DA SCRITTORE, GLI INCONTRI CON FELLINI E IL PASSAGGIO DA NAPOLI A MILANO, L'UNIVERSITÀ E GLI ESAMI PREPARATI IN UNA CASA DI APPUNTAMENTI, IL PASSATO DA ATLETA E DA CRONOMETRISTA, IL RICORDO DI “ER PANCIERA”

Carlo Baroni per il “Corriere della Sera”

 

LUCIANO DE CRESCENZO - SONO STATO FORTUNATO

La vita si può attraversare. Passeggiarci dentro. Esplorarla, persino. Può essere un paradiso da camminarci a piedi scalzi o un inferno che neanche con le scarpe chiodate. Qualche volta ti viene da pensare di essere stato il primo a capire, a intuire come va il mondo. Ma non crederci. Ognuno vede le stesse cose, ma è il modo di raccontarle che è diverso.

 

Luciano De Crescenzo non fa eccezione. Sono stato fortunato, il suo nuovo libro (Mondadori), non è (solo) un' autobiografia. È un' ammissione di colpe. Mai di rimpianti. Per questo il giudice archivierà il caso. L' autore ci ha trovato pronti gli ingredienti giusti. Una famiglia che a raccontarla ci vorrebbe un romanzo. Una location, Napoli, che è nata già per essere una storia. Due mestieri che sono anche due vite. Ingegnere e scrittore. E vale anche il contrario.

 

SOPHIA LOREN E LUCIANO DE CRESCENZO

Si comincia da lontano e quasi per caso, sempre che ci sia ancora qualcuno che crede davvero al destino. Luciano non doveva neanche nascere. Mamma e papà si sposano tardi. A metterli insieme ci pensa 'onna Amalia 'a Purpessa, sensale di matrimoni. E poi c' è ancora chi dice che le nozze combinate non funzionano.

 

Mamma Giulia è così eccezionale che anche quando sbaglia fa la cosa giusta. Inevitabile dedicarle il libro. E la mammitudine italiana qui c'entra e non c'entra. Come quando Luciano chiede l'annullamento alla Sacra Rota e lei è divisa tra amore per il figlio e rispetto per la verità. Ma questa è un'altra storia.

 

LUCIANO DE CRESCENZO

Di un amore che non è mai finito anche quando i due sono diventati ex. E una figlia e poi un nipote che sono più di un collante per tenere insieme tutto e per sempre. Prima c'erano stati gli amori e la scuola. L'università e gli esami preparati in una casa di appuntamenti, che detto così sembra brutto ma, forse, era il meglio che potesse capitare.

 

Il piccolo De Crescenzo cresce al balcone, che è come guardare una cartolina con i peggio (o i meglio) stereotipi su Napoli: il Vesuvio, il Golfo, Posillipo. Un imprinting che ti lascia il segno della bellezza stampato sulle cornee. Capisci che, a questo punto, la fortuna te la sei trovata servita sul davanzale della finestra. Che, poi, fortuna non vuol dire che tutto fila liscio. E grazie al cielo.

LUCIANO DE CRESCENZO

 

Negli occhi e nella penna di De Crescenzo c'è sempre qualcosa che a pensarci anche tu avevi visto ma non hai saputo cogliere così bene. «Scrivere un libro è un mestiere, fare un film, invece, può essere anche un vizio» dice lui. Ma ci sono mestieri che non sono lavori. E vizi che non ti portano alla perdizione. Che poi per Luciano lo scrittore e il regista (ma anche l'attore) vengono sempre dopo. In senso cronologico, almeno.

 

Prima c'era l'ingegnere dell'Ibm. Un lavoro (o un mestiere?) avanti con i (suoi) tempi. In mezzo, ma solo per diletto, anche uno squarcio da atleta e da cronometrista. Roba importante.

laurito arbore de crescenzo

C'era De Crescenzo, per esempio, il 3 settembre 1960 allo stadio Olimpico di Roma, con un cronometro in mano a contare i venti secondi e cinque centesimi che impiegò Livio Berruti a correre i duecento metri che lo dividevano da un oro che non si dimentica. Il campione primo di una lista di star incrociate in una esistenza giocata a tuttocampo. Con un ricordo che non sbiadisce: Federico Fellini, un napoletano nato per sbaglio in Romagna. Ma se si parla di cinema c'è solo un uomo da ricordare: er Panciera, il tuttofare trovato sul set.

LUCIANO DE CRESCENZO E TEO TEOCOLI

 

Difficile dire cosa fa, perché fa tutto, ed è tutto: «er Panciera è furbo, cinico, volgare, inarrestabile, camaleontico, umile con i registi, protervo con le comparse». Un esemplare da studiare, quasi, ma siamo su un altro piano, come i «filosofi» della portineria accanto o del bar di sotto. Gli ispiratori di Bellavista e dell' uomo di amore e di libertà. Quelli che gli faranno comprendere la sottile (larga o chissà come?) differenza tra un partenopeo e un milanese.

LUCIANO DE CRESCENZO E ISABELLA ROSSELLINI

 

«La napoletanità era per me il dialogo, i rapporti interpersonali, la musica, il sentimento e tutte quelle manifestazioni umane di cui più sentivo la mancanza a Milano». Che, però, regalava altre visioni del mondo: «La milanesità, invece, era il rispetto per il prossimo, la capacità di mettersi in fila, la puntualità e il senso civico».

 

eduardo de crescenzo

Al punto che quando sei a Napoli parli bene di Milano e quando ti trovi a Milano ti viene voglia di esaltare Napoli. La fortuna è esserci stato qui e là. Prendere il bello e anche il buono. Riconoscere i lati oscuri. Capire che il segreto è mettere insieme le diversità, senza credere che il tuo stare al mondo è meglio. Come la tua donna che, spiega De Crescenzo, è sempre la stessa anche se cambia nome, età e lavoro. Sei tu che cambi sempre. La freschezza di chi ha 90 anni (in agosto) ma ne dimostra 64, anche se a lui paiono 63. «Del resto, se ci pensate bene, l' orologio è soltanto un oggetto che segna il tempo. Il suo tempo».

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?