claudio durigon casa

BELLO DE CASA – NUOVO CAPITOLO DEL CASO DELL’APPARTAMENTO ROMANO DA 170 METRI QUADRI COMPRATO DAL SOTTOSEGRETARIO AL LAVORO, CLAUDIO DURIGON, PER SOLI 469MILA EURO. “DOMANI” SCOPRE CHE I LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE, ESEGUITI MENTRE IL LEGHISTA ERA ANCORA IN AFFITTO PER CONTO DELL'UGL, SONO STATI PAGATI DALL'ENPAIA, L’ENTE SU CUI OGGI DURINGON VIGILA: 30 MILA EURO PER CAMBIARE LA VASCA DA BAGNO ANGOLARE E I SANITARI LEVIGARE IL PARQUET… – NESSUN CONFLITTO D'INTERESSI? IL “RAS” DEL CARROCCIO NEL LAZIO SI DIFENDE

Estratto dell’articolo di Giovanni Tizian e Nello Trocchia per “Domani”

 

claudio durigon foto di bacco (5)

Inizio lavori: 28 agosto 2017. Fine lavori prevista: ottobre dello stesso anno. Non solo una tinteggiatura di routine, come è prassi quando entra un nuovo inquilino. Ma ragguardevoli lavori di ristrutturazione per la dimora di pregio da consegnare all’inquilino eccellente Claudio Durigon. E quindi vasca da bagno angolare, sanitari e termosifoni, porte interne, infissi, avvolgibili motorizzate, lamatura e levigatura del parquet e pure dei cotti esterni.

 

L’elenco è solo una parte dei lavori pagati dalla fondazione Enpaia, l’ente previdenziale degli addetti all’agricoltura, per rimettere a lucido l’appartamento da 170 metri quadri in una delle zone più esclusive di Roma prima che entrasse Durigon, all’epoca solo vicesegretario dell’Ugl, qualche mese dopo sottosegretario al Lavoro del governo Conte I. La cifra complessiva delle fatture pagate nel 2018 alla ditta edile Sama è di 33mila euro. I documenti ottenuti da Domani rivelano anche che l’azienda ha applicato uno sconto, così Enpaia ha dovuto versare solo 27mila euro.

 

claudio durigon 1

Si tratta della stessa casa che il ras della Lega di Salvini nel Lazio ha acquistato da Enpaia nel 2022 con il 30 per cento di sconto grazie all’operazione di dismissione immobiliare dell’ente di cui hanno beneficiato diversi politici: oltre a Durigon, anche il presidente della regione Lazio, Francesco Rocca, e Franco Frattini, l’ex ministro di Berlusconi nonché presidente del Consiglio di stato scomparso a Natale del 2022.

 

[…]

 

Tuttavia il caso Durigon è unico nel suo genere. Perché, se da un punto di vista formale l’ente ha le delibere che hanno permesso a Durigon di comprare l’appartamento con la scontistica in ordine, i nuovi documenti ottenuti dimostrano ancora una volta il conflitto di interessi, o quantomeno l’inopportunità della condotta.

 

Lo sconto del 30 per cento è stato garantito agli inquilini da almeno 36 mesi degli immobili Enpaia. Il leghista è entrato in quella casa nel 2017 in qualità di vicesegretario dell’Ugl. Il sindacato si è intestato il contratto di affitto e ha pagato le mensilità. Un anno dopo però Durigon è stato nominato sottosegretario al Lavoro nel governo Conte I.

 

claudio durigon giorgia meloni 1

L’affitto è rimasto, però, in capo ancora a Ugl, che ha continuato a pagare ogni mese. Ecco, dunque, il primo conflitto di interessi: l’Ugl ha garantito l’alloggio non più a un suo dirigente apicale, bensì al sottosegretario del ministero del Lavoro, con cui si sarebbe dovuta interfacciare per tavoli tecnici o per portare all’attenzione del dicastero le istanze dei propri iscritti.

 

Dopo gli scoop di Domani, Durigon aveva assicurato di poter dimostrare di aver restituito con bonifici il denaro speso dal sindacato. Ricevute che nessuno ha ancora mai visto. Neppure i pm che indagano sull’intreccio Enpaia, Ugl, Durigon. Indagine ancora contro ignoti.

 

durigon salvini

«Nessun conflitto di interesse», si difende con Domani il sottosegretario, «avevo quell’ immobile dal 2017 come dirigente sindacale. Vale la pena di ricordare che Ugl è un’associazione non riconosciuta che non fa parte di Enpaia e non esprime rappresentanti nei suoi organi». Ma il ministero del Lavoro, cioè lui, ha l’obbligo di vigilare su Enpaia.

 

Fatto sta che, in virtù di quel periodo maturato da inquilino grazie a Ugl, Durigon ha potuto beneficiare dello sconto Enpaia. Così l’anno scorso, pochi mesi prima di diventare di nuovo sottosegretario al Lavoro, ha definito l’acquisto dell’immobile Enpaia: quasi 200 metri quadri, un bel terrazzo ad angolo, più box auto da 25 metri quadri, a soli 469mila euro.

 

Sul mercato, in quella prestigiosa zona vale almeno il doppio. Solo il garage, a prezzi attuali, può costare oltre 50mila euro. Il metodo con cui ha maturato la prelazione per la scontistica ha suscitato le proteste di un gruppo di inquilini, che ha presentato ricorsi per l’accesso agli atti.

 

durigon salvini

Come ha potuto maturare i 36 mesi necessari, si chiedono, se il contratto di affitto era intestato a Ugl? Il diritto all’acquisto agevolato ricadeva sul sindacato, non sul politico, accusano. Enpaia aveva spiegato di aver rispettato le linee guida interne: «Le nostre procedure sono state caratterizzate dalla massima trasparenza».

 

Durigon, contattato, ha risposto: «La casa necessitava di alcune manutenzioni, come la tinteggiatura, la manutenzione degli infissi, l’aggiornamento dell’ impianto elettrico non a norma». Nell’elenco mancano i bagni, le porte e così via. Il leghisti poi aggiunge: «Ho poi chiesto di fare altri lavori, a mie spese, e sono stato autorizzato dall’Ente. Lavori che, ovviamente, ho pagato di tasca mia». Su quest’ultimo punto in realtà Enpaia sostiene che gli interventi li ha chiesti Ugl e pagati il sindacato. A chi credere?

 

In questo intreccio di interessi, accuse e sospetti, è bene ricordare l’altro lato del conflitto di interessi, che riguarda il ruolo di Enpaia: la fondazione previdenziale è sotto la vigilanza del ministero del Lavoro, in particolare dell’ufficio sul quale ha le deleghe da sottosegretario Durigon.

 

claudio durigon foto di bacco (1)

A febbraio, quando Domani ha pubblicato le prime puntate di questa inchiesta, avevamo chiesto conto a Enpaia dei lavori nell’appartamento di Durigon. La fondazione aveva confermato che i lavori erano stati fatti con una richiesta inviata a Enpaia nel 2017 firmata dal titolare del contratto, cioè Ugl. Chi ha pagato dunque? «Di sicuro Enpaia non ha pagato un centesimo», assicuravano dall’ente. Il sindacato, invece, alle nostre domande su chi avesse pagato e sull’entità dei lavori non aveva mai risposto.

 

Ora è certo che la parte più sostanziosa l’ha saldata Enpaia, oltre 30mila euro. Per Enpaia, insomma, non c’è nulla di strano, «i lavori pagati a Ugl sono di routine, gli interventi vengono effettuati sulla base di una nota che fanno gli uffici e scrivono cosa è necessario fare».

 

Dall’ente poi aggiungono: «Ugl aveva chiesto ulteriori lavori a carico Enpaia (demolizione pavimenti e rivestimenti bagni), ma abbiamo risposto che sarebbero stati a loro carico». Il che mette in dubbio la versione «li ho pagati di tasca mia» di Durigon. […]

claudio durigon giorgia meloniclaudio durigon foto di bacco (3)claudio durigon

Ultimi Dagoreport

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…

donald trump stretto di hormuz

DAGOREPORT – COME GODE XI JINPING! QUANDO TRUMP HA MINACCIATO DI RINVIARE IL SUO VIAGGIO IN CINA, LA RISPOSTA È STATA, PER USARE UN CINESISMO, UN SONORO “ESTICAZZI!” – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO HA LA FACCIA COME IL CULO A CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA NATO, LA STESSA CHE PER ANNI HA DEFINITO INUTILE, MINACCIANDO L’USCITA DEGLI USA: “VOI AVETE BISOGNO DELLA NATO, NOI NO” - ORA IL DEMENTE IN CHIEF FRIGNA PERCHÉ GLI STATI EUROPEI SI RIFIUTANO DI PARTECIPARE ALLA GUERRA IN IRAN – L’EFFETTO TRUMP SULLE ELEZIONI IN EUROPA (IN FRANCIA E SPAGNA, I PARTITI FILO-MAGA DELUDONO LE ASPETTATIVE) E IL PARADOSSO CHE OSSERVA IL “FINANCIAL TIMES”: “TEHERAN, DIMOSTRANDO AL MONDO CHE LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ È UNA MINACCIA REALE E PRATICABILE, HA SCOPERTO UN POTENTE STRUMENTO DI DETERRENZA FUTURA. SE IL REGIME SOPRAVVIVERÀ A QUESTA GUERRA, POTREBBE PERSINO EMERGERE IN UNA POSIZIONE INTERNAZIONALE PIÙ FORTE” (BOMBA ATOMICA COMPRESA)

andrea orcel friedrich merz giorgia meloni

DAGOREPORT – IERI ANDREA ORCEL HA FATTO VENIRE UN COCCOLONE A PALAZZO CHIGI - MA COME, PROPRIO ORA CHE  GIORGIA MELONI HA PERSO TRUMP E S’È ATTACCATA ALLA GIACCHETTA DEL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, 'STO ORCEL CHE FA? L'UNICREDIT LANCIA L’OPS SUL 30% DI COMMERZBANK FACENDO INCAZZARE LA GERMANIA TUTTA!?! – IL MANAGER ROMANO HA CHIUSO LA "GUERRA" PRECISANDO CHE L'OPS NON IMPLICA LA GOVERNANCE DELLA SECONDA BANCA TEDESCA - IL PARADOSSO DELLA LEGA: IL PARTITO CHE SI È OPPOSTO A TUTTA GOLDEN POWER ALL’OPERAZIONE BANCO BPM, ORA DIFENDE UNICREDIT, PUR DI METTERLA IN QUEL POSTO ALLA DUCETTA…