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“SONO CAZ*I MIEI” - BILLY PORTER, L’ATTORE DI “POSE” CHE SI È PRESENTATO SUL RED CARPET DEGLI OSCAR CON UNO SMOKING MIXATO A UN’ENORME GONNA IN VELLUTO, RACCONTA IN UNA LETTERA A "VOGUE" IL MOTIVO DELLA SUA SCELTA DI STILE: “IN MOLTI SARANNO STATI A DISAGIO CON IL MIO CULO NERO IN UN ABITO DA BALLO, MA NON SONO CAZ*I LORO. HO VOLUTO SFIDARE IL RIGIDO CODICE DI ABBIGLIAMENTO DI HOLLYWOOD PER DIRE CHI SONO. SONO GAY E NERO E HO DOVUTO FARE I...” (VIDEO)

 

DAGONEWS

 

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Alla novantunesima edizione degli Academy Awards di Los Angeles, California, la star di “Pose”, Billy Porter, ha sfidato le norme della moda presentandosi sul tappeto rosso con un abito da lasciare tutti a bocca aperta: si trattava di una creazione dello stilista Christian Siriano che aveva disegnato un abito che aveva una giacca da smoking coordinato con un enorme gonna in velluto. Un modo per giocare e incrociare mascolinità e femminilità, sfidando il rigido codice di abbigliamento di Hollywood.

 

Per l'attore e il cantante, la scelta è stata profondamente personale: Porter voleva portare la gente a riflettere sulla identità “queer” e su come le scelte nel campo dell’abbigliamento possono diventare un potente strumento per esprimersi liberamente. Proprio per questo Porter ha voluto scrivere una lunga lettere a Vogue per spiegare i motivi che lo hanno spinto a indossare un abito così fuori dagli schemi.

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La lettera di Billy Porter a Vogue

 

Sono sempre stato ispirato dalla moda. Mia nonna e mia madre erano sempre eleganti. Sono cresciuto amando la moda, ma c'era un limite al modi in cui potevo esprimermi. Quando sei nero e sei gay, la tua mascolinità è un elemento di discussione. Ho dovuto fare i conti con l’omofobia in relazione alle mie scelte di abbigliamento. Anche quando ho avuto il mio primo contratto di lavoro alla A&M Records, sono rimasto in silenzio per molto tempo. Stavo cercando di adattarmi a quello che le altre persone pensano che tu dovresti somigliare.

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Quando ho ottenuto un ruolo in “Kinky Boots”, l'esperienza mi ha ispirato in un modo inaspettato. Mettermi su quei tacchi mi ha fatto sentire più mascolino di quanto non abbia mai sentito in vita mia. Stavo autorizzando a liberare quella parte di me stesso.

Ora, lavorando in “Pose”, sono invitato sui red carpet e ho qualcosa da dire attraverso i vestiti. Il mio obiettivo è essere un pezzo ambulante di arte politica e sfidare le aspettative.

 

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Cos'è la mascolinità? Cosa significa? Le donne si presentano ogni giorno in pantaloni, ma nel momento in cui un uomo indossa un vestito, apriti cielo. Mi è successo ai Golden Globes quando ho indossato un mantello rosa. Ho fermato il traffico! Quella scelta ai Globes ha cambiato tutto per me. Ho avuto il coraggio di spingermi oltre lo status quo. Credo che gli uomini sul tappeto rosso vorrebbero giocare di più.

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Questa industria si maschera come inclusiva, ma gli attori hanno paura di giocare, perché se si presentano con qualcosa di non comune, potrebbero essere visti come effeminati e, di conseguenza, non otterranno quel lavoro da maschio, quel lavoro di supereroe. E questa è la verità.

 

Ho sempre voluto indossare un abito da ballo, ma non sapevo quando sarebbe successo. Sono stato ispirato alla New York Fashion Week dove si discuteva di inclusione e diversità. C'erano così tante persone di razze e voci diverse. A Palomo, in Spagna, i ragazzi genderless fluttuavano lungo la passerella in splendidi abiti e cappe di chiffon. È stato bello. La moda ha la capacità di toccare le persone in un modo diverso. Sono anche andato allo spettacolo di Christian Siriano.

 

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L'ho amato da quando era a “Project Runway”. Fu la prima persona che capì che tutti possono indossare vestiti, non solo chi ha la taglia 0. È diventato la persona giusta per tutte le donne di Hollywood che vengono rifiutate dall'industria della moda. L'industria della moda ti rifiuta se sei sopra la taglia quattro, è ridicolo! Ho sempre voluto lavorare con Siriano e alla sua festa dopo lo spettacolo, gli ho sussurrato all’orecchio: «Pensi che avresti il tempo di farmi un abito?». E lui ha risposto: «Assolutamente sì!».

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Volevamo giocare tra qualcosa di maschile e di femminile. Questo aspetto è stato interessante perché non non sono una drag queen, volevo essere solo un uomo con un vestito. E così è nato l’idea dello smoking con l’enorme gonna. L'ho indossato con le scarpe di Rick Owens e con gioielli di Oscar Heyman, conosciuto per i gioielli colorati e pietre preziose.

 

Dato che dovevo lavorare quella sera, abbiamo escogitato un'opzione più pratica. Christian ha avuto un'idea che mi avrebbe accompagnato dal giorno alla notte: avrei sfilato sul tappeto rosso con l’abito che si sarebbe trasformato in smoking con un pantalone palazzo durante le interviste.

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Con quell’abito mi sono sentito vivo. Mi sentivo libero e bellissimo! Che non è sempre stato il mio caso. Non mi sono sempre sentito così bene con me stesso. È davvero stupefacente quanto effetto abbia un vestito sul tuo spirito. Mia zia Dorothy diceva sempre: «Vestiti per il lavoro che vuoi, non per il lavoro che hai». Ecco perché ho un bell'aspetto ogni volta che esco di casa.

 

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Voglio avere il controllo. Da questo momento, voglio che le persone capiscano che non devi capire o essere d'accordo con le verità degli altri, ma dobbiamo rispettarci tutti. Le persone saranno state davvero a disagio con il mio culo nero in un abito da ballo, ma non sono cazzi di nessuno, solo miei.

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