LA BRIGATA WAGNER SI È SPACCATA MA CONTINUA A FARE DANNI – DOPO LA MORTE DEL FONDATORE EVGHENY PRIGOZHIN, IL BATTAGLIONE DI MERCENARI IMPEGNATO IN AFRICA SI È SCISSO: DA UNA PARTE I “LEALISTI” IN MALI SONO STATI INCORPORATI NELLE TRUPPE DI PUTIN E DELLA GIUNTA MILITARE AL POTERE E COMBATTONO CONTRO JIHADISTI E INSORTI – DALL’ALTRA, NELLA REPUBBLICA CENTROAFRICANA, SI SONO ASSERRAGLIATI I VECCHI IRRIDUCIBILI, CHE NON SI SONO VOLUTI "VENDERE A MOSCA" – GUIDATI DA PAVEL PRIGOZHIN, IL FIGLIO DI DEL “CUOCO DI PUTIN”, CONTROLLANO L'ESTRAZIONE ILLEGALE DELL'ORO E HANNO CREATO UN CARTELLO DELLA DROGA…
Estratto dell’articolo di Jacopo Iacoboni per “La Stampa”
«Siamo in Mali, e la situazione è diventata molto brutta», ci dice un combattente storico del gruppo mercenario, in una rara email che riesce a inviare. È uno dei tanti miliziani a contratto che hanno partecipato, per Wagner, a campagne russe in Siria e in Donbas […] e dopo la morte di Prigozhin hanno infine accettato l'impiego in Mali rinunciando almeno formalmente alle insegne di Wagner ma ottenendo (cosa per niente sgradita, a molti di loro) di essere incorporati nelle truppe governative di Putin.
scissione dei mercenari del battaglione wagner
Il che significa: pensione sicura (per chi non viene tagliato a fette dai ribelli islamisti), riconoscimento dello Stato alla famiglia in caso di morte, e vari privilegi destinati ai combattenti ufficiali. In Mali questi russi – accusati di crimini di guerra di vario tipo – lavorano, oltre che per se stessi, per una giunta militare salita al potere dopo i colpi di Stato del 2020 e del 2021, con il generale Assimi Goïta. Le cose però non stanno andando più benissimo, […]
In Mali il grosso del Gruppo Wagner è stato assorbito da Putin e dal ministro della Difesa Belousov nel cosiddetto Africa Corps, direttamente collegato alla Difesa di Mosca, ma stanno subendo attacchi e imboscate gravissime, impreviste fino a due anni fa. L'ultima due giorni fa, alla quale si riferisce la nostra fonte.
Invece nella Repubblica Centroafricana (Car) si sono asserragliati i vecchi irriducibili di Prigozhin, che non si sono voluti "vendere a Putin", ritenendolo esplicitamente o meno l'uomo che avrebbe di fatto assassinato Prigozhin e Dmitry Utkin (lo storico "comandante Wagner" e cofondatore del gruppo mercenario), morti in uno pseudo-incidente aereo assai sospetto.
Guidati da Pavel Prigozhin, il figlio del fondatore Evgheny, circa 500 fedelissimi si dedicano sostanzialmente a due cose, stando a quanto riferisce un report della Global initiative against transnational organized crime, che è finito sulle scrivanie del Pentagono.
Uno, controllano l'estrazione illegale dell'oro nelle miniere di Ndassima (arrivando, secondo le stime di questo think tank, a un fatturato annuo attorno a 500 milioni di dollari). Due, hanno ormai creato un loro cartello della droga nel contrabbando del tramadolo ad alto dosaggio, che vale circa 180 milioni di dollari all'anno. Il tramadolo è noto in Africa come la "cocaina per i poveri".
È un farmaco analgesico oppioide sintetico usato per trattare il dolore. La dose raccomandata per usi medici è 50 mg, i wagneriani arrivano a spacciarne compresse da 200 mg. Un carico di 7mila dollari comprato nella Car ne frutta in Camerun 21mila. Molto va ai minatori delle miniere d'oro. Ma anche ai manifestanti filorussi.
O ai combattenti regolari dell'esercito maliano, in guerra fianco a fianco con Wagner in Mali contro i jihadisti. La droga arriva dall'India, attraverso il contrabbando sul fiume Ubangi.
[...] L'altra Wagner continua combattimenti attivi, feroci, letali. In cui però ultimamente molti russi vengono uccisi o sfigurati. Il 12 luglio una colonna russa è caduta in un'imboscata a Niolo, nella regione di Ségou.
All'attacco hanno partecipato tuareg appartenenti a Fla e Jnim, un'affiliazione di Al-Qaeda nel Sahel. Quella della nostra fonte è una semplificazione, ma non lontana dalla realtà. I video sui canali telegram wagneriani sono spaventosi. La situazione è talmente grave che da Mosca hanno mandato rinforzi.
Il Sahel è troppo importante per la proiezione globale di Mosca. E per le miniere. Una nave cargo (la Mikhail Britnev), probabilmente carica di armi e cingolati, scortata dalla grande nave d'assalto anfibio "Aleksandr Shabalin" della flotta baltica, è arrivata due giorni fa nel porto di Lomé, in Togo, partita da Arkhangelsk. Ha trascorso una settimana a Baltijsk, nella regione di Kaliningrad.
Poi ha fatto rotta a Sud. Pensate quanto stia a cuore a Mosca il Sahel, se il Cremlino è disposto a spostare risorse belliche potenzialmente utili contro l'Ucraina.
Nella Repubblica Centroafricana la scena è altra. Secondo Julia-Stanyard, che ha studiato a lungo Prigozhin e Wagner, «i comandanti di alto rango del gruppo Wagner dell'era Prigozhin rimangono a capo delle operazioni, ricoprendo ruoli militari, politici ed economici.
Sembra che il figlio di Prigozhin, Pavel, abbia mantenuto un certo ruolo nelle residue operazioni di Wagner in Africa. Il gruppo Wagner ha continuato le sue attività illecite nella Repubblica Centrafricana, incluso il coinvolgimento nel contrabbando di prodotti estrattivi». [...]
mercenari wagner in africa
STATUA DI PRIGOZHIN E DMITRI UTKIN
Pavel Prigozhin
PRIGOZHIN - VLADIMIR ALEKSEYEV
I RESTI DELL AEREO DI PRIGOZHIN 2
I RESTI DELL AEREO DI PRIGOZHIN
LE MANI DI PUTIN SULL AFRICA





