"C'AVEMO MESSO TRE SECONDI A FA’ A FETTINE UNA PERSONA" - LO DICEVANO LE TRE PERSONE CHE, LO SCORSO LUGLIO A ROMA, HANNO SFREGIATO IL VOLTO DI UN LORO DEBITORE, CHE GLI DOVEVA DARE 15 MILA EURO - I TRE SONO FINITI IN CARCERE. LE CHAT: J’AVEMO FATTO METTE 170 PUNTI A QUELL’INFAME. A ROMA DE STO PERIODO CHI FA I DANNI SEMO SOLO NOI" - "L'HO ACCOLTELLATO, TANTO NON ME NE FREGA NIENTE SE MI ARRESTANO" - TRA LORO C'E' ANCHE FABIO BARTOLUCCI, L’AUTORE DELL’OMICIDIO DI RAYMOND ASOSA AGHEYESI. DOPO AVERLO UCCISO DISSE: "L’HO ADDOBBATO, STO A VENÌ AL MARE..."
Estratto dell'articolo di Marco Carta per www.repubblica.it
«J’avemo fatto mette 170 punti a quell’infame. A Roma de sto periodo chi fa i danni semo solo noi». Una violenza brutale, una spedizione punitiva per riscuotere un debito di 15mila euro legato allo spaccio di droga, culminata in uno sfregio permanente al volto della vittima.
È quanto ricostruito dalla Squadra mobile di Roma, nell’inchiesta che ha portato in carcere Tiziano Martelli, 38 anni, Alessandro Riccardi, 49 anni, e Mirko Ruggeri, 51 anni, gravemente indiziati di lesioni personali aggravate dallo sfregio permanente del volto e tentata estorsione aggravata. «Questi ti fanno del male, questi pigliano e ti danno delle coltellate come niente fosse, a zi’».
L’aggressione a Centocelle
I fatti risalgono al 6 luglio, quando un uomo è stato aggredito nella propria abitazione a Centocelle, nella periferia est della Capitale. Ferito con un’arma da taglio, ha riportato uno sfregio permanente al volto. [...]
Il debito di 15mila euro e la catena delle minacce
All’origine della spedizione punitiva ci sarebbe un debito legato all’acquisto di stupefacenti. Secondo la ricostruzione investigativa, uno degli indagati, creditore della vittima, avrebbe coinvolto due persone alle quali era a sua volta debitore, ricorrendo alla violenza per recuperare il denaro.
«A zi, l’ho accoltellato, l’ho ammazzato. 170 punti addosso, tanto non me ne frega niente se mi arrestano», avrebbe detto uno degli indagati, vantandosi della brutalità dell’aggressione. A circa un mese di distanza, lo stesso autore del ferimento avrebbe minacciato telefonicamente un altro debitore, nel tentativo di ottenere le somme necessarie a saldare i propri conti. [...]
Gli investigatori hanno così ricostruito una catena di crediti insoluti, minacce e sopraffazioni maturata nell’ambiente dello spaccio, nella quale la violenza sarebbe stata utilizzata come strumento per costringere i debitori a pagare.
Il riferimento all’omicidio di Tor Sapienza
«C’hanno messo tre secondi a fa’ a fettina una persona». È un’altra delle frasi che restituiscono il clima di brutale disinvoltura con cui venivano raccontate le aggressioni.
Dalle conversazioni captate nel corso delle indagini sarebbe emerso anche il presunto ruolo di Mirko Ruggeri nella fuga temporanea di Fabio Bartolucci, indicato come autore dell’omicidio di Raymond Asosa Agheyesi, ucciso a Tor Sapienza il 17 agosto 2026. «L’ho addobbato, sto a venì al mare», avrebbe detto Bartolucci [...]



