luca spada ambulanza croce rossa forli

C’È UN ALTRO MISTERO NELLE MORTI DEI PAZIENTI DECEDUTI A FORLÌ DURANTE IL TRASPORTO IN AMBULANZA: LE TELECAMERE CHE AVREBBERO POTUTO COGLIERE SUL FATTO LUCA SPADA NON HANNO FUNZIONATO - I DISPOSITIVI ERANO STATI PIAZZATI DAI CARABINIERI. DURANTE IL TRASPORTO DI UNA PAZIENTE (MORTA A CAUSA DI UNA INIEZIONE D'ARIA) SI SONO ROTTE: SECONDO GLI INQUIRENTI È POSSIBILE CHE "SPADINO" AVESSE ADDOSSO UN DISTURBATORE DI FREQUENZE - DOPO LA MORTE DELL'ANZIANA, SI È PRECIPITATO A PERQUISIRE L'AMBULANZA, CACCIAVITE ALLA MANO. COME SE ANDASSE A COLPO SICURO - SPADA AVREBBE CERCATO DI UCCIDERE OTTO PERSONE: AL VAGLIO DEI NAS CI SONO 50 CASI - LE CONVERSAZIONI CHE INCASTRANO "SPADINO": "SECCHIAMO QUESTI VECCHI" E IL POSSIBILE MOVENTE ECONOMICO

Estratto dell'articolo di Caterina Giusberti per “la Repubblica”

 

LUCA SPADA

C'erano le telecamere sull'ambulanza, quando Deanna Mambelli è morta per un'iniezione di aria il 25 novembre scorso. Telecamere che avrebbero potuto salvarla, ma che non funzionavano. I carabinieri le avevano messe lì per cogliere sul fatto Luca Spada, l'autista 27enne della Croce Rossa accusato della morte di sei anziani.

 

Erano dotate di un meccanismo che avrebbe dovuto «permettere ai carabinieri di intervenire con la voce per fermare la condotta criminosa», come ha spiegato il procuratore Enrico Cieri. Ma erano rotte. E così i carabinieri hanno dovuto pedinare l'ambulanza senza sapere cosa avvenisse all'interno. E Deanna Mambelli è morta. [...]

 

arresto di luca spada

Era il primo giorno in cui quelle telecamere venivano accese e risultavano funzionanti. Nell'ordinanza si parla di «guasto nella centralina fusibili». Ma secondo gli inquirenti è anche possibile, anche se ancora tutto da dimostrare, che Spadino avesse addosso uno jammer, un disturbatore di frequenze. Fatto sta che dopo la morte dell'anziana, Spada si precipita a perquisire l'ambulanza, cacciavite alla mano. Come se andasse a colpo sicuro. «Lì c'è una cosa non ti sembra una telecamera?», chiede al collega I.R.C. nelle registrazioni ambientali.

 

LUCA SPADA MENTRE VIENE ARRESTATO

Rientrava da ricovero in ospedale, Spada, dopo che - secondo fonti che la procura sta verificando, anche per tracciare il suo profilo psicologico - si sarebbe auto-provocato un'embolia, nel bagno del pronto soccorso di Forlì, dov'era arrivato in codice verde. Proprio dall'ospedale scrive al collega I.R.C.: «Mercoledì 26 facciamo la lunga insieme così secchiamo qualcuno».

 

Al momento non c'è nessun altro indagato oltre a Spada, e il collega I.R.C. sentito ha risposto che quelle frasi erano uno scherzo, battute ciniche da addetti ai lavori. Certo dolorosissime per Luca Scavone, figlio 28enne di Francesco Mario (quello a cui si riferiva Spada dicendo «ho fatto un morto a Cusercoli») morto l'8 luglio a 69 anni, durante un trasporto in ambulanza.

 

LUCA SPADA

«Ha fatto neanche 500 metri ed è morto. È molto difficile da accettare, l'ho messo in un cimitero vicino casa, per tenermelo vicino», racconta il ragazzo. Oltre a quella della signora Mambelli e di Scavone sono altre quattro le morti per cui Spada è indagato: quella del sassofonista Vittorio Benini e poi quelle di Vincenzo Pesci, Edoarda Gasperini e Mirella Montanari.

 

«Persone ai cui congiunti dobbiamo una parola di certezza», ha sottolineato Cieri. In realtà però gli omicidi che Spada ha tentato di compiere in quell'arco di tempo sono otto. Solo che in due casi le vittime, tutte anziane e allettate, si sono salvate. Ma per l'età e le condizioni di salute non hanno potuto fornire dettagli su cosa fosse successo. [...]

luca spada

 

E infatti sono una cinquantina le cartelle acquisite dai Nas. Si va indietro fino al 2023. Tutte di anziani morti durante "trasporti secondari", in cui c'era anche Spada. Ora bisognerà valutare le condizioni cliniche di queste persone, le patologie pregresse, e capire se i casi sono sovrapponibili. «Stiamo andando a ritroso — ha ammesso il comandante provinciale Gianluigi Di Pilato — statisticamente siamo davanti a un unicum». Non è un modo di dire.

 

La procura ha commissionato uno studio statistico. «Su 16mila trasporti — ha detto Cieri — il fatto che siano morte sei persone, e in tutti questi episodi ci fosse Spada, per il consulente è come se uno centrasse una moneta da 5 centesimi con un'altra, in un campo da calcio, per 385 volte consecutive». La difficoltà sta nel fatto «che questo tipo di morte è difficilissima da accertare autopticamente». L'embolia gassosa si vede solo per poco.

 

luca spada

È per questo che sono da escludere ulteriori riesumazioni o autopsie. Resta il giallo del movente, «un problema», dice Cieri. Spiegando che bisognerà capire «se è di carattere economico, passionale, emotivo, psicologico». Sul fronte psicologico si sta lavorando a un profilo di Spada, che se le accuse venissero confermate assumerebbe i tratti del serial killer.

 

E a Meldola, dice il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini «nessuno si immaginava di averne uno». Mentre sul fronte economico la procura setaccia i suoi conti: ufficialmente non è socio di nessuna società e non risultano trasferimenti di soldi tracciabili. «Ma ci sono tracce che ci siano state corresponsioni di denaro, è tutto da accertare», precisa Cieri.

 

Quello che si dice in paese, è che le finanze di Spada non fossero floride, che avesse già fatto diversi "buchi", ripianati con l'aiuto dei genitori della compagna, Elena. Lei che gli chiedeva «quanti morti hai fatto oggi?» [...]

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