C’È SOLO UN MODO PER COMPATTARE I SINDACATI: METTERE A REPENTAGLIO LA LORO POSIZIONE – IL SOTTOSEGRETARIO AL LAVORO, CLAUDIO DURIGON, FA INCAZZARE TUTTI PERSINO LA CISL, DA SEMPRE PRONA AL GOVERNO (L’EX SEGRETARIO LUIGI SBARRA È STATO PROMOSSO A SOTTOSEGRETARIO A PALAZZO CHIGI) - A FAR SALTARE SULLA SEDIA I SEGRETARI DI CGIL, UIL E CISL È L’ANNUNCIO DI DURIGON DI “SCARDINARE IL LORO MONOPOLIO” EVOCANDO LA LIBERTÀ SINDACALE. MA LE SIGLE PRINCIPALI SI OPPONGONO: “GIÙ LE MANI DALLA BUONA CONTRATTAZIONE...”
Estratto dell’articolo di Valentina Conte per "la Repubblica"
CLAUDIO DURIGON AL MEETING DI RIMINI
«Giù le mani dalla buona contrattazione. Nessun trattamento al ribasso può essere accettato quando si regolano diritti e tutele delle persone». La segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, affida a Repubblica la replica netta a quanto dichiarato ieri al nostro giornale dal sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon.
Il leghista ha annunciato l'intenzione del governo procedere con la delega sul salario «in vista del Primo maggio», sostenendo la necessità di rompere il «monopolio di Confindustria e di Cgil, Cisl e Uil». Reagisce anche Landini, leader Cgil in tv a La7: «È singolare: questo governo tartassa tutto l'anno i lavoratori dipendenti, poi se ne ricorda il Primo maggio? Si fermi. Disastri ne ha già fatti abbastanza. Non dia voce ai contratti pirata».
[...] Il sindacato cattolico guidato da Fumarola è stato finora l'anima più dialogante con il governo [...] A differenza di Cgil e Uil, la Cisl non ha mai scioperato contro questo esecutivo.
Ha visto il suo ex segretario Luigi Sbarra promosso a sottosegretario a Palazzo Chigi con delega al Sud. E ha mantenuto un approccio aperto verso sindacati vicini alla destra come Ugl, Cisal e Confsal, anche quando i loro contratti venivano bollati come "pirata" da Cgil e Uil.
matteo salvini claudio durigon (2)
Ma sulla difesa del perimetro contrattuale, la frattura ora è netta. Fumarola non usa giri di parole: «Leggiamo con stupore e preoccupazione le dichiarazioni a Repubblica del sottosegretario Durigon». Il nodo è il tentativo del governo di scardinare il primato dei contratti maggiormente rappresentativi prima attraverso il principio dei "più applicati" poi di "equivalenza".
«In un momento di difficoltà come quello attuale», incalza la leader cislina, «giustizia sociale ed esigenze di crescita richiedono di alzare i salari medi e mediani con i contratti collettivi nazionali, generando e distribuendo la produttività attraverso la contrattazione decentrata».
Per la Cisl, la ricetta di Durigon — che sostiene come la competizione tra sindacati faccia bene ai salari — è un abbaglio pericoloso: «Quello che serve è esattamente il contrario della legittimazione di sindacati e associazioni datoriali che sottoscrivono contratti in dumping, giustificati soltanto dall'opportunismo salariale a discapito dei lavoratori e delle lavoratrici».
I dati richiamati dalla segretaria confermano l'allarme: «Come ha dimostrato il Cnel specialmente nel settore dei servizi vanno diffondendosi contratti collettivi che riconoscono ai dipendenti del settore oltre 6.000 euro l'anno in meno rispetto al contratto firmato da Cgil, Cisl e Uil».
Durigon aveva lanciato il guanto di sfida evocando l'articolo 39 sulla libertà sindacale. Fumarola gli risponde secca: «Il pluralismo regolato nella Costituzione è un valore da difendere, ma non va confuso con la competizione sui costi del lavoro, che non è una merce».
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