L’ALTRA FACCIA DELLA…BOTTIGLIA – CALDO, SICCITÀ E CAMBIAMENTI CLIMATICI STANNO PORTANDO A UN CROLLO DELLA PRODUZIONE DI CHAMPAGNE: NELL'OMONIMA REGIONE DEL CELEBRE VINO FRIZZANTE, A EST DELLA FRANCIA, LA RACCOLTA È STATA INFERIORE DEL 48% RISPETTO ALL’ANNO SCORSO – MA IL CLIMA IMPAZZITO HA PORTATO A RISULTATI INASPETTATI: L’UVA RACCOLTA È DI UNA QUALITÀ DEFINITA “ECCEZIONALE”, CON ALCUNE BOTTIGLIE CHE POTREBBERO ARRIVARE FINO A 15 GRADI (DI SOLITO, LA GRADAZIONE ALCOLICA È DI CIRCA IL 13%): “CERTI ASPETTI RICORDA I GRANDI MILLESIMI STORICI DEL XX SECOLO…”
Estratto dell’articolo di Danilo Ceccarelli per "La Stampa"
[...] La storia dello champagne per secoli è andata di pari passo con quella della Francia e, proprio come il suo Paese natale, oggi presenta un futuro pieno di interrogativi.
Primo fra tutti quello della produzione, come dimostrano i dati sulla vendemmia di questa estate annunciati nei giorni scorsi dal Servizio statistiche del Ministero dell'agricoltura (Agreste): la raccolta nell'omonima regione del celebre vino frizzante, a est della Francia, è stata inferiore del 48% rispetto allo scorso anno.
Un crollo molto più ampio di quello riscontrato nel resto del Paese, dove complessivamente c'è stato un calo del 6%, a meno di 34 milioni di ettolitri. «Uno dei raccolti più scarsi degli ultimi 30 anni», secondo l'Agreste che comunque sottolinea le forti disparità da regione a regione.
Diverse le cause, che vanno dalla diminuzione dei terreni viticoli al cambiamento climatico. «Finiremo per avere tra i 6.500 e i 7.000 chili di uva per ettaro, ma negli anni passati arrivavamo a 10 mila», sottolinea Maxime Toubart, presidente del Sindacato generale dei vignaioli di Champagne e co-presidente di Comité Champagne, che raggruppa più di 16mila viticoltori e 350 maisons.
Ma, oltre che sulla quantità, gli effetti del cambiamento climatico si ripercuotono anche sulla qualità dello champagne, con risultati non necessariamente disastrosi.
Il Comité ha annunciato un raccolto «eccezionale» con un «potenziale da grandi vini», nonostante la scarsa resa agronomica. Il gelo registrato la scorsa primavera e le ondate di caldo che si sono susseguite questa estate hanno influito sulla qualità dell'uva, oltre che sulle tempistiche. [...] Una materia prima che per certi aspetti «ricorda i grandi millesimi storici del XX secolo, come quelli de 1921, 1947 e 1959», sostiene l'interprofessionale.
Le singolarità di questa vendemmia anomala si riflettono poi nella qualità dei chicchi, che a causa del caldo portano ad aumentare la gradazione alcolica del prodotto finale. Per questo l'Istituto nazionale dell'origine e della qualità (Inao) ha autorizzato temporaneamente la produzione di champagne con una gradazione superiore ai 13 gradi generalmente consentiti. Le prossime bottiglie potrebbero anche arrivare a 15 gradi, sebbene questa impennata dovrebbe riguardare poche decine di produttori. [...]
Magari simili cambiamenti potrebbero invertire la tendenza delle vendite, che negli ultimi anni stanno facendo preoccupare i vignerons presenti nei 34.300 ettari di Denominazione di origine controllata della regione. Nel 2025 sono state vendute 266 milioni di bottiglie (152 milioni all'export e 114 milioni in Francia). Un dato in leggero calo rispetto a quello dell'anno precedente (271 milioni), che diventa però catastrofico se paragonato alle vendite del 2022, quando il mercato esplose in pieno periodo post-Covid (326 milioni).
Una tendenza sulla quale pesano anche i dazi decisi da Donald Trump (le esportazioni negli Usa rappresentano 800 milioni di euro, secondo Le Monde). «Quello statunitense è il nostro primo mercato estero», ricorda Toubart, prima di andare nel dettaglio: «Gli americani amano lo champagne, il problema è sulla distribuzione perché gli importatori temono le perdite causate dai dazi».
Al momento, però, non sembra esserci una situazione di emergenza. «Non si può ancora parlare di crisi, ma tra alcuni viticoltori indipendenti comincia a serpeggiare una certa tensione», dice Fabrice Chaudier, consulente commerciale per le aziende della filiera. [...]




