vaiolo scimmie abrigani

CALMI, NON CI FACCIAMO SALIRE LA SCIMMIA! AUMENTANO I CASI DI "MONKEYPOX", IL VAIOLO DELLE SCIMMIE, MA IL PROF ABRIGNANI RASSICURA: "SI CONTANO SULLE DITA DELLA MANO I CASI DI LETALITA'" - "IL CARABINIERE CONTAGIATO E DECEDUTO A CUBA POTREBBE AVER AVUTO UN PARTICOLARE DIFETTO DELLE DIFESE IMMUNITARIE. SALVO CASI ECCEZIONALI UN ADULTO CON DIFESE IMMUNITARIE NORMALI NON MUORE PER IL VAIOLO DELLE SCIMMIE" - ALLO SPALLAZANI GIA' VACCINATI IN CINQUECENTO, INDIVIDUATI NELLE CATEGORIE PIU' A RISCHIO...

Maria Berlinguer per “la Stampa”

 

VAIOLO DELLE SCIMMIE

È maschio, intorno ai trentasette anni, e nel 95 per cento dei casi ha avuto rapporti con altri uomini. È questo l'identikit messo a fuoco sul vaiolo delle scimmie in Italia dove la diffusione del virus continua a crescere, raggiungendo quota 714,52 casi in più rispetto a venerdì scorso.

 

Ma se in Italia non si è registrato alcun decesso, è un carabiniere il primo italiano morto per vaiolo delle scimmie. Si tratta di Germano Mancini, 50 anni, da poco più di due mesi comandante della stazione di Scorzé in provincia di Venezia. Il militare si trovava in vacanza a Cuba per il periodo di Ferragosto. Originario di Pescara, risiedeva a Noale. L'uomo è deceduto lo scorso 21 agosto. «Il paziente, che si trovava in condizioni critiche instabili dal 18 agosto, è morto la sera del 21 agosto», ha dichiarato il ministero della Salute cubano in un comunicato.

vaiolo delle scimmie

 

Dopo le analisi, il ministero ha escluso altre patologie infettive nel paziente. Avanza dubbi sulle cause del decesso il professor Abrignani.

«Il carabiniere italiano contagiato da vaiolo delle scimmie e deceduto a Cuba potrebbe aver avuto un particolare difetto delle difese immunitarie. Oppure, a determinarne la morte, potrebbe esser stato qualche altro motivo». Perché il vaiolo delle scimmie, come finora sempre sostenuto dagli esperti, «è un virus che provoca una malattia lieve e su decine di migliaia di casi verificatisi in Europa, si contano sulla dita delle mani i casi di letalità», spiega il professore ordinario di Patologia Generale presso l'Università degli Studi di Milano.

 

pustole vaiolo delle scimmie

«Un adulto con difese immunitarie normali, o solo lievemente compromesse, non muore per il vaiolo delle scimmie» assicura Abrigani spiegando che il carabiniere potrebbe essere morto «con» il vaiolo e non «per» il vaiolo. Anche il direttore generale dello Spallanzani invita a non fare allarmismi. «Salvo casi eccezionali, la malattia decorre in modo benigno, con la guarigione che sopraggiunge dopo due tre settimane», dice Francesco Vaia che spiega come a fronte di quasi 43.000 casi notificati in paesi non endemici, quindi al di fuori dell'Africa centrale e occidentale, i decessi siano stati solo 5, pari a una letalità di 1,2 su 10 mila.

 

vaccino contro il vaiolo delle scimmie

Inoltre a differenza di quanto accaduto con il Covid per il vaiolo delle scimmie abbiamo già a disposizione dei vaccini. Allo Spallanzani sono già state vaccinate 500 persone, individuate nelle categorie più a rischio. E uno studio preliminare ha confermato l'efficacia della vaccinazione nella popolazione che 40 anni fa è stata immunizzata contro il vaiolo. I dati preliminari indicano che oltre il 90% delle persone che erano state vaccinate hanno anticorpi che reagiscono con il virus del vaiolo delle scimmie, talora anche in quantità elevata.

 

 

vaiolo delle scimmie

«Chi non ha ricevuto la vaccinazione in passato, ed ha comportamenti che lo espongono a rischio di contagio, deve invece effettuare due dosi di vaccino, a distanza di 28 giorni», aggiunge Vaia. Intanto un primo studio effettuato su 255 pazienti pubblicato rivista Emerging Infectious Diseases ha permesso di fare il punto sui tempi di incubazione della malattia.

 

 

Il tempo di incubazione è stato stimato a 9,1 giorni in media (intervallo di confidenza al 95%: 6,5-10,9 giorni) e nel 95% dei pazienti è stato stimato essere minore o uguale a 20 giorni. Il tempo di generazione, ovvero il contagio di altre persone, è stato stimato a 12,5 giorni in media (intervallo di confidenza al 95%: 7,5-17,3 giorni) e nel 95% dei casi è stato stimato essere minore o uguale a 23 giorni.

sergio abrignani

 

Il numero di riproduzione nel periodo di crescita esponenziale dell'epidemia, da inizio fino a metà giugno 2022, è stato stimato a 2,43 (intervallo di confidenza al 95%: 1,82-3,26). probabilmente minore di 1, cioè sotto la soglia epidemica.

 

«Lo sostengo da maggio, si tratta di una infezione tutt' altro che blanda - dice Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive del San Martino di Genova - Quando i numeri crescono così violentemente (siamo a 50000 casi accertati nel mondo) può succedere che ci siano casi gravi anche mortali. Unico modo per proteggerci? Prevenzione e vaccinazione da destinare subito a giovani uomini omosessuali tra i 18 e i 45 anni».

istituto spallanzani 1

istituto spallanzani 2

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