papa francesco da solo in-piazza-san-pietro

“QUELLA CHE STIAMO VIVENDO È UN'ESPERIENZA PROFONDAMENTE SPIRITUALE” - IL PRESIDENTE DELLA CEI, GUALTIERO BASSETTI: “CI PORTA A METTERE A FUOCO COSA È IMPORTANTE, ESSENZIALE, NELLA NOSTRA VITA. È UN PERIODO DIFFICILE, MA POSSIAMO IMPARARE A RICONCILIARCI CON NOI STESSI, CON CHI ABBIAMO VICINO E MAGARI NON SAPEVAMO PIÙ RICONOSCERE. POSSIAMO IMPARARE A NON ESSERE VIOLENTI…”

Gian Guido Vecchi per il “Corriere della Sera”

 

Gualtiero Bassetti, presidente Cei

«È tempo di responsabilità e si vedrà chi ne è capace». È iniziata la Settimana Santa e nelle chiese non ci saranno fedeli. Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, risponde sereno, con buona pace delle pressioni per una «riapertura» a Pasqua nonostante la pandemia.

 

Eminenza, come vive questo periodo?

«È la prima volta che la Settimana Santa viene celebrata in questo modo, senza concorso di fedeli nelle chiese e con grande sofferenza per tutti. Tutto ciò non significa rinunciare a vivere appieno questi giorni, attingendo alle risorse interiori che dovremmo aver fondate dentro di noi. Dov' è la nostra fede? Nella Parola o in un luogo?

PAPA FRANCESCO A SAN MARCELLO AL CORSO

 

Tutti noi oggi viviamo nella condizione degli infermi che non possono partecipare alle celebrazioni: ci è data la grazia di comprendere quanto sia dolorosa la limitazione e, allo stesso tempo, quanto sia ricco il nostro spirito quando sa farci riconoscere comunità anche nella distanza fisica. Torneremo a celebrare tutti insieme, ancora più gioiosi, perché ci saremo ritrovati dopo questa prova».

 

Che cosa direbbe ai fedeli che chiedono di poter partecipare alle Messe di Pasqua?

«L' impossibilità di poter partecipare alle Messe di Pasqua quest' anno è un atto di generosità. È un nostro dovere il rispetto verso quanti, nell' emergenza, sono in prima linea e, con grande rischio per la loro sicurezza, curano gli ammalati e non fanno mancare tutto ciò che è di prima necessità. È una richiesta che c' impegna moralmente.

PAPA FRANCESCO A PIEDI IN VIA DEL CORSO

Quanto stiamo vivendo, tra tanta sofferenza, domanda ancora di più di declinare insieme riti e vita. Mai la celebrazione deve essere pensata separata dalla vita. La prima illumina e sostiene l' altra».

 

E ai politici che rilanciano questi appelli? Può essere, questo, un motivo di polemica politica?

«Non è tempo di polemiche, ma di perseveranza nella prova, di lungimiranza nella ricerca del bene comune. Insomma, è tempo di responsabilità e si vedrà chi ne è capace. La Chiesa italiana ha scelto questa strada: abbiamo a cuore prima di tutto la salute dei fedeli, perché l' anima è sì immortale, ma abita un corpo fragile. Cerchiamo di essere a fianco di chi soffre; nessuno deve essere lasciato solo, perché, come ricorda Papa Francesco, nessuno si salva da solo».

Gualtiero Bassetti

 

La decisione della Cei di rispettare le disposizioni sanitarie delle autorità civili è stata vista da qualcuno come una rinuncia della Chiesa alla propria autonomia...

«La Chiesa non rinuncia ad alcuna autonomia, ma si fa carico della sofferenza e della difficoltà vissuta da tutto il Paese. Più che soffiare sulla paura, più che attardarci sui distinguo, più che puntare i riflettori sulle limitazioni e sui divieti, la Chiesa sente una responsabilità enorme di prossimità al Paese. La domanda forse dovrebbe essere un' altra: ci sentiamo ancora parte di una comunità che, nelle ristrettezze, vive nella comunione, oppure stiamo ossessivamente rivendicando un' altra idea di Chiesa?».

 

Che cosa ha pensato vedendo Papa Francesco pregare da solo a San Pietro, sotto la pioggia, davanti alla piazza vuota?

Papa Francesco da solo in Piazza San Pietro

«L' immagine del Papa a San Pietro non ci abbandonerà più. La testimonianza fisica della resistenza e della forza di volontà del Pontefice, che sembrava portare su di sé tutto il dolore del mondo, si è unita alla proclamazione della Parola. Francesco, vicario di Cristo in terra, si è fatto luce in una piazza livida, in un mondo scuro. Ci ha mostrato a chi guardare e ci ha ricordato dove fondiamo la nostra speranza. Ha saputo farsi intendere da tutti, credenti e non credenti, con parole universali e autentiche di conforto, di esortazione, di eternità. In quel momento la piazza non era più vuota, ma piena di tutti noi. Il Papa era sì solo, ma il Signore sapeva vederci anche se non eravamo lì».

Papa Francesco da solo in Piazza San Pietro

 

Che cosa possiamo imparare da questo periodo?

«È un periodo difficile, ma non dobbiamo solo focalizzarci sui termini negativi. Possiamo imparare a riconciliarci con noi stessi, con chi abbiamo vicino e magari non sapevamo più riconoscere. Possiamo imparare a non essere violenti. Possiamo sostenere lo sguardo dei nostri figli. È un' esperienza profondamente spirituale, che ci porta a mettere a fuoco cosa è veramente importante, essenziale, nella nostra vita. Lo stesso sforzo che deve fare anche chi ci guida».

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