graziano mesina

VITA DA “GRAZIANEDDU” – LA CARRIERA CRIMINALE, LE FUGHE D’AMORE, LA LATITANZA E GLI ARRESTI: CHI È E CHI NON È GRAZIANO MESINA, IL PIÙ FAMOSO ESPONENTE DEL BANDITISMO SARDO, ARRESTATO OGGI IN PROVINCIA DI NUORO – LA PRIMA EVASIONE NEL 1962: DURANTE UN TRASFERIMENTO DAL PENITENZIARIO DI SASSARI, SI LANCIÒ DA UN TRENO IN CORSA E POI... - LA LUNGA SERIE DI SEQUESTRI DI PERSONA, IL RUOLO NELLA LIBERAZIONE DI FAROUK KASSAM E LA GRAZIA DI CIAMPI NEL 2004 (POI ANNULLATA)

Da www.quotidiano.net

 

graziano mesina.

L’ultima latitanza di Graziano Mesina, il più famoso esponente del banditismo sardo appena arrestato in Sardegna, è durata diciassette mesi, 60 anni dopo la sua prima evasione.

 

‘Grazianeddu’ e il suo passato hanno rivestito un ruolo non secondario nel portare Orgosolo alla ribalta nazionale e farne il paese simbolo della ‘Sardegna criminale’.

 

Ex primula rossa del banditismo sardo, conosciuto tanto per le sue rocambolesche evasioni che per il ruolo di mediatore in un rapimento famoso, quello del piccolo Farouk Kassam. Graziano Mesina, 79 anni compiuti da latitante lo scorso 4 aprile, noto come Gratzianeddu, è il più conosciuto bandito sardo, inserito anche nella lista dei latitanti più pericolosi varie volte, l’ultima dopo la sua fuga nel luglio 2020.

farouk kassam 1

 

La carriera criminale

Nella sua lunga carriera criminale sulla sua testa vennero anche poste taglie milionarie. Penultimo di undici figli di un pastore di Orgosolo, Gratzianeddu fu arrestato la prima volta a 14 anni, nel 1956, per porto d’armi abusivo dato che aveva un fucile rubato. Quattro anni dopo un altro arresto, per aver sparato in strada, e la prima delle sue dieci evasioni riuscite: comprese quelle tentate, sono sinora ventidue.

 

taglia su graziano mesina

Il primo reato grave, un tentato omicidio, è del dicembre  1960. Una faida tra famiglie lo portò sul banco degli imputati come esecutore di un omicidio, quello di Andrea Muscau, nel bar 'Cavanedda', a Orgosolo. L’anno prima sarebbe stato sempre Mesina a ferire Luigi Mereu, altro avversario in una storia di sequestri e delazioni. Gli costarono tra le condanne più pesanti della sua lunga storia giudiziaria. Anche perché alla fine, con altre sentenze e ulteriori anni di reclusione, i giudici lo condannarono all’ergastolo.

 

Evasioni e fughe d'amore

Condannato all’ergastolo per cumulo di pene, Mesina ha passato in carcere gran parte della sua vita, nonostante le tante evasioni.

 

Nel maggio del 1962, durante un trasferimento dal penitenziario di Sassari, Gratzianeddu si lanciò da un treno in corsa. La libertà durò poco: Mesina fu stato catturato dopo un lungo inseguimento. Dello stesso anno è la terza evasione, questa volta dall’ospedale di Nuoro dov’era ricoverato. Per sfuggire alla cattura Mesina era rimasto nascosto due giorni e due notti in un grosso tubo nel cortile del presidio.

 

graziano mesina nel 1976

Evase anche dal carcere di Lecce nel 1976, insieme ad altri detenuti, tra i quali un esponente dei Nap, i Nuclei armati proletari, attivi negli anni del terrorismo rosso e nero. Per non farsi riprendere, Mesina rimase nascosto una notte e un giorno, in mezzo alle fronde di una pianta, non distante dal penitenziario della città pugliese.

 

Uscì solo quando le forze dell’ordine avevano spostato il punto delle ricerche. La latitanza durò quasi un anno. Dopo essere stato rinchiuso nel penitenziario di Porto Azzurro per scontare l’ergastolo, Mesina tenne un comportamento irreprensibile per ottenere il riesame della sua vicenda processuale. Nel 1985 si allontanò dal carcere per una ‘fuga d’amore’ ma era stato rintracciato e catturato. Le sue evasioni e la sua latitanza divennero mitiche in Sardegna e si racconta che spesso tornasse a Orgosolo per incontri con donne innamorate di lui.

farouk kassam 3

 

La quarta volta ‘Grazianeddu’ evase dal carcere di San Sebastiano di Sassari: assieme all’ex legionario spagnolo Miguel Atienza, si era lasciato cadere dal muro di cinta del carcere. Era il 1966: si disse che avesse indosso un abito da prete, per mischiarsi tra la gente della città e poi riguadagnare i monti della sua Orgosolo.

 

graziano mesina. 1

Tanto che nel paese barbaricino in quei giorni finirono nel mirino delle forze dell’ordine quattro sacerdoti, che una sera passeggiavano per l’abitato, vestiti con la tonaca scura, ignari di quanto succedeva intorno a loro. Mesina rimase alla macchia fino al 20 marzo del 1968 quando fu catturato a un posto di blocco da una pattuglia della polizia stradale vicino a Orgosolo.

 

La grazia del presidente della Repubblica, nel 2004, che aveva cancellato l’ergastolo restituendo a Mesina la libertà, è stata annullata con la conferma in Cassazione della condanna per traffico internazionale di droga.

 

La latitanza

graziano mesina gianfranco zola

Quando un anno e mezzo fa è sparito da Orgosolo, dove faceva vita da pensionato, a parte l’obbligo di firma quotidiano in caserma, era difficile pronosticare una latitanza così lunga, anche se probabilmente preparata da tempo.

 

I sequestri

All’ex primula rossa del Supramonte è stata attribuita una serie ininterrotta di sequestri di persona: Capelli, Campus, Petretto, Canetto, Papandrea, negli anni ‘60, e altri in quelli successivi. Condannato all’ergastolo per cumulo di pene, Mesina ha passato in carcere gran parte della sua vita, nonostante le tante evasioni.

 

Il sequestro Kassam

graziano mesina prima dopo

Dopo un periodo di relativo silenzio, l’ex primula rossa del banditismo sardo tornò alla ribalta nel 1992 quando rientrò in Sardegna per occuparsi del sequestro di Farouk Kassam. La vicenda suscitò polemiche sul ruolo di Mesina nella liberazione del bambino. L’anno successivo Gratzianeddu fu rinchiuso definitivamente in carcere dopo che furono ritrovate alcune armi in un cascinale di San Marzanotto d’Asti, dove viveva.

 

Traffico di droga

graziano mesina 1

Nel 2004 Mesina ottenne la grazia dall’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi e tornò a vivere in Sardegna. Ma poi fu di nuovo arrestato il 10 giugno del 2013, per traffico internazionale di droga. Tre anni più tardi Mesina fu condannato a 30 anni di carcere per associazione a delinquere specializzata nel traffico di droga: era stato ritenuto il capo di un’organizzazione che aveva contatti con un clan di calabresi che operava sulla piazza di Milano e faceva arrivare la droga in Sardegna.

 

GRAZIANO MESINA

La sua figura era emersa come quella di leader carismatico di una banda composta da una trentina di persone. Il verdetto della seconda sezione penale del tribunale di Cagliari era stato più pesante della richiesta del pubblico ministero, che aveva chiesto la condanna a 26 anni di carcere. Nel 2018 la pena gli era stata confermata in appello. Mesina, che si è sempre proclamato innocente, era tornato in libertà il 10 giugno 2019 dopo sei anni di carcere a Nuoro per decorrenza dei termini di carcerazione. Un anno, fino ai primi di luglio del 2020, Mesina l’aveva trascorso a Orgosolo, a casa di una sorella e di un nipote.

graziano mesina 3graziano mesina 18conferenza stampa arresto graziano mesina graziano mesina 2graziano mesina 14graziano mesina 10graziano mesina 6graziano mesina 7graziano mesina 11graziano mesina 13graziano mesina 5graziano mesina 4conferenza stampa arresto graziano mesina graziano mesina 20graziano mesina 19graziano mesina 12graziano mesina 9graziano mesina 8graziano mesina 2

Ultimi Dagoreport

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…

maurizio maddaloni pd campania maurizio de giovanni luigi riello

“TRA NANI, BALLERINE, FROCETTI E LESBICHINE, DE GIOVANNI SARÀ A SUO AGIO” – COSÌ PARLÒ SU FACEBOOK MAURIZIO MADDALONI, DAL 2023 PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO A CASERTA (SCELTO DALL’EX MINISTRO SANGIULIANO). IL RIFERIMENTO È ALLA NOMINA DELLO SCRITTORE MAURIZIO DE GIOVANNI NELLA SEGRETERIA REGIONALE DEL PD DELLA CAMPANIA. ALTRETTANTO PESANTI LE PAROLE DI MADDALONI SULL’EX PROCURATORE GENERALE DI NAPOLI, LUIGI RIELLO, ANCHE LUI ENTRATO NELLA SEGRETERIA DEM: “RIELLO DA QUANDO È UN PENSIONATO DA DI MATTO: BEVE, DISTURBA GLI ALTRI COMMENSALI CON INDEGNI SPETTACOLINI” – IL SEGRETARIO REGIONE DEL PD, PIERO DE LUCA, SI DICE INDIGNATO (“LA DESTRA HA UN PROBLEMA CON LA CULTURA E CON LA LEGALITÀ”) E DENUNCIA LA DISASTROSA GESTIONE DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO: “QUESTO ODIO VIENE DA CHI HA PORTATO AL DEFAULT LA FONDAZIONE” – MINISTRO GIULI, NON SARÀ CHE IN CAMPANIA ABBIAMO UN PROBLEMINO?