ESTATE, TEMPO DI CETRIOLONI PER I CONSUMATORI! – LE FAMIGLIE ITALIANE PAGANO LE BOLLETTE DELLA LUCE IL 13% IN PIU’ RISPETTO ALLA MEDIA DELL’AREA EURO – NON VA MEGLIO PER LE IMPRESE: SECONDO L’ARERA, L’AUTORITA’ DI REGOLAMENTAZIONE DEL SETTORE, PER LE AZIENDE IL PREZZO FINALE DELL’ENERGIA ELETTRICA E’ SUPERIORE DEL 24,1% RISPETTO AGLI ALTRI PAESI DEL VECCHIO CONTINENTE - MA I RINCARI NON FINISCONO QUI: IL GAS DOMESTICO COSTA IL 7% IN PIU’....
Estratto dall’articolo di Diego Longhin per “la Repubblica”
Una piccola flessione del prezzo della bolletta c'è stata nel 2025, ma per le famiglie e le imprese italiane l'elettricità costa più che della media d'Europa. Lo certifica anche l'Arera, l'Autorità di regolamentazione del settore, guidata da Nicola Dell'Acqua, diventato presidente a gennaio.
Vero che il prezzo dell'elettricità per le famiglie è calato dell'1,6%, ma resta comunque del 13% sopra la media dell'area euro. Per le imprese il divario è ancora più pesante: il prezzo finale dell'energia elettrica è superiore del 24,1% rispetto alla media del Vecchio continente. Anche il gas domestico costa di più: +7%.
Nel 2025 i mercati internazionali hanno continuato a risentire delle guerre e delle tensioni geopolitiche. Così sarà nel 2026. Il prezzo medio dell'elettricità all'ingrosso in Italia, il PUN, è arrivato a 115,9 euro/MWh, il più alto tra le principali borse europee, lontano dai valori di Francia e Spagna. La ragione è strutturale: l'Italia dipende ancora molto dal gas.
«Il sistema energetico italiano ha attraversato nel 2025 una fase di consolidamento dopo gli anni della crisi dei prezzi», osserva Dell'Acqua, «la vulnerabilità strutturale del sistema agli shock esterni non è superata». E il punto, sottolinea, è anche industriale: «Ridurre questo divario non è solo un obiettivo regolatorio: è una condizione di equità sociale e di tenuta del sistema produttivo nazionale». [...]
Nel mix elettrico le rinnovabili coprono il 48% della produzione, ma nel 2025 sono diminuite dell'1,5%. Primo calo dopo anni di crescita. È tornato invece ad aumentare il termoelettrico, +5,2%, mentre il fotovoltaico avanza del 25% e l'idroelettrico crolla del 21%. I consumi di metano cresciuti del 2%, l'import di Gnl è salito del 44%. soprattutto dagli Usa.
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Dell'Acqua si concentra anche sul mercato libero dell'elettricità che continua a essere più caro dei servizi tutelati pur rappresentando ormai l'83% dei clienti domestici. Le famiglie tra i 769 venditori scelgono sulla base del nome dell'operatore, non sulla base dell'offerta migliore. «I differenziali tra le offerte scelte e quelle più efficienti disponibili restano elevati», dice il presidente.
Inoltre «ci sono ancora troppe persone che fanno trading in maniera poco professionale», tanto che Arera sta studiando «una certificazione del venditore di energia». La relazione tocca anche gli altri servizi. Nell'idrico la spesa media per una famiglia tipo è di 388 euro l'anno, ma il vero nodo sono le perdite: 42,5% a livello nazionale, oltre il 50% al sud e nelle isole. [...]
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