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JFK, UN CASO ANCORA APERTO - A 54 ANNI DALL'UCCISIONE DEL PRESIDENTE, DESECRETATI I FILE SUL POSSIBILE COINVOLGIMENTO DI KGB E MAFIA NELL’OMICIDIO - LE IPOTESI DI UN COMPLOTTO CIRCOLAVANO GIÀ NEL 1962, QUANDO UN TIZIO CHE SI DEFINIVA “AUTISTA POLACCO PER L'AMBASCIATA DELL'URSS IN AUSTRALIA”, SI METTE IN CONTATTO CON AGENTI USA RIVELANDO CHE…

Omicidio di John Kennedy

Alberto Flores d'Arcais per “la Repubblica”

 

Quella mattina di 54 anni fa, due uomini erano in piedi all'angolo del Postal Annex Building, un bianco palazzo di cinque piani tra Houston Street e Commerce Street.  Dall'altro lato della piazza Dealey, distante solo un paio di blocchi, Harvin Lee Oswald era già salito con il suo Carcano 91/ 38 (il fucile usato dalla fanteria dell'esercito italiano) fino al sesto piano del Texas School Book Depository, il magazzino da cui, poco dopo, avrebbe sparato i colpi che misero fine alla vita di John Fitzgerald Kennedy.

 

Omicidio di John Kennedy

Uno dei due uomini era Jack Ruby, l'ambiguo proprietario di night club che due giorni dopo avrebbe assassinato a sua volta Oswald, sparandogli a bruciapelo nei sotterranei della polizia di Dallas nonostante gli agenti di scorta. L'altro si chiamava Bob Vanderslice, un uomo che bazzicava il mondo delle scommesse clandestine e che era diventato un informatore del Irs (Internal Revenue Service), l'agenzia federale delle tasse.

 

«Ti piacerebbe venire a guardare i fuochi d' artificio?». Con queste parole Jack aveva invitato Bob ad accompagnarlo in quella strada di Dallas dove sarebbe passato il corteo del presidente Usa, parole curiose a rifletterci dopo l'assassinio del secolo. Vanderslice se ne ricordò anni più tardi, quando decise di raccontare tutto all' agente Irs con cui era in contatto e promettendo di spifferare quello che sapeva anche al Fbi.

omicidio kennedy

 

Aggiunse, per correttezza di cronaca, che «subito dopo la sparatoria» Ruby si diresse velocemente «e senza fiatare» verso il palazzo del Dallas Morning News, il quotidiano cittadino. Quando si rividero erano ambedue in galera (Ruby per l' omicidio Oswald, l'informatore per crimini minori) ed ebbero modo di "conoscersi meglio". Fu forse allora che Vanderslice decise che tutto sommato era meglio non raccontare nulla al Fbi (cosa che fece).

 

omicidio di john kennedy

La sua testimonianza fa parte di uno dei 10.744 documenti (tutti provenienti dagli archivi Fbi) sull' assassinio Kennedy, finora "classified" (secretati) e resi pubblici in blocco venerdì scorso. Alcuni erano già in parte noti, 2.408 sono stati messi online ancora con varie 'censure', 144 erano totalmente sconosciuti.

 

Si tratta di decine di migliaia di pagine, spesso copie (o anche copie di copie), una buona parte non hanno alcuna attinenza alla morte di Jfk, la maggioranza sono senza indizi e senza conclusioni, senza capo né coda, quasi fossero state ammucchiate un po' alla buona in attesa del lavoro degli storici. Non c'è sicuramente la smoking gun, la rivelazione a sorpresa che avrebbe fatto felici i milioni di seguaci delle varie teorie del complotto (il 61 per cento degli americani s convinto che Oswald non abbia agito da solo).

CARABINA LEE OSWALD OMICIDIO KENNEDY

 

Ci sono però diverse cose che non tornano, che rendono quello che già si sapeva (gli ambigui rapporti tra il killer di Kennedy e i sovietici, il ruolo della Cia e della mafia italo- americana) se possibile ancora più difficile da comprendere. E in molti casi non s chiaro perché siano rimasti "top secret" per oltre mezzo secolo.

 

La posizione ufficiale di Cia e Fbi è che avrebbero messo in pericolo la vita di molti agenti e avrebbero rivelato il modo di operare delle agenzie di spionaggio Usa: ma nell' era del Russiagate e della cyberguerra, questo tipo di scuse appare un po' debole. Qualche isolato (ma prezioso) indizio in questi ultimi files si può però trovare, ad esempio, sul ruolo dell'Unione Sovietica.

LEE OSWALD OMICIDIO KENNEDY

 

Stando ai nuovi documenti, al Bureau le ipotesi di un complotto per uccidere Jfk iniziano a circolare già nel 1962, quando «un individuo che si definiva autista polacco presso l'ambasciata dell'Urss» a Canberra, Australia, si mette in contatto con agenti Usa rivelandogli che il Cremlino stava finanziando un piano per assassinare il presidente Usa. La Cia non gli dà molto credito.

 

Ma con una telefonata anonima - ricevuta il 19 ottobre 1962 (oltre un anno prima dell'uccisione di Kennedy) - un uomo, che viene «ritenuto la stessa persona», si rifà vivo. Richard Helms, che diventerà direttore della Cia, scrive (dopo l'assassinio di Dallas) un memo indirizzato a James Lee Rankin (il procuratore della commissione Warren, incaricata di indagare sull'omicidio Kennedy) legando la telefonata dell'autista polacco anche a quella ricevuta il 23 novembre 1963, immediatamente dopo la morte del presidente.

omicidio kennedy

 

Un uomo, che sosteneva di essere lo stesso autore della telefonata del 1962, rivelava ulteriori dettagli: una strana storia di «cinque sottomarini sovietici che portavano truppe a Cuba e 100mila dollari pronti per uccidere Jfk». Piccoli pezzi di un grande puzzle che vede al centro il ruolo dell'ambasciata sovietica a Città del Messico (dove Oswald trascorse alcuni giorni prima di Dallas) e soprattutto quello di Yuriy Ivanovich Moskalev, "l'uomo misterioso" che entrava e usciva da quella ambasciata e che nell' ottobre 1963 entrò (sotto le mentite spoglie di scienziato) negli Stati Uniti.

 

oswald in arresto

Uomo del Kgb, che «somigliava molto» a 'Saul' (il cui vero nome sarebbe Mario Tauler Sague), nato e cresciuto in Germania Est e secondo diverse fonti indicato come l'uomo che diede a Oswald il fucile di fanteria italiano Carcano 91/38. Mario Tauler Sague, secondo altre fonti, faceva invece parte del gruppo contro-rivoluzionario La Cruz che (finanziato dalla Cia e con l'appoggio della Mafia italo-americana) entrò a Cuba nell'estate del 1960 per tentare di assassinare Fidel Castro.

 

arresto lee harvey oswald

Con questi intrecci tra sovietici, Cia, Mafia e centinaia di informatori di ogni genere più o meno affidabili, i nuovi documenti renderebbero la vita difficile anche a uno scrittore di spy-story. Forse qualche elemento per capire di più si avrebbe dai files che sono ancora in parte secretati: la resistenza di Cia e Fbi alla definitiva pubblicazione non fa altro che alimentare nuove teorie dei complottisti di ogni genere e qualche dubbio degli storici più seri. Quando questa mattina a Dallas il presidente della " Nuova Frontiera" verrà ricordato per la 54esima cerimonia, il mistero che circonda la sua morte sarà lo stesso di sempre.

OSWALD KENNEDYlee harvey oswaldfucile Carcano usato da Lee OswaldOswald con un Carcanolee harvey oswald uccisoI documenti dell Fbi su Lee Harvey Oswald

 

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