COME MAI IL 29ENNE POLIZIOTTO ALESSANDRO CALISTA SI E’ RITROVATO DA SOLO, CIRCONDATO DA UN GRUPPO DI FACINOROSI INCAPPUCCIATI E COLPITO CON UN MARTELLO? NON AVREBBE DOVUTO ESSERE CON I SUOI COLLEGHI? - SECONDO IL RACCONTO DI UNA TESTIMONE, L’AGENTE SI SAREBBE STACCATO DAL RESTO DELLA SQUADRA PER AFFRONTARE UN GRUPPETTO DI MANIFESTANTI, PRIMA DI ESSERE SCARAVENTATO A TERRA E COLPITO CON CALCI, PUGNI E MARTELLATE - PRIMA DEGLI SCONTRI ORGANIZZATI, ERA STATO DISTRIBUITO SUI SOCIAL IL “MANUALE DEL CORTEO” CON TUTTE LE SEGNALAZIONI UTILI PER I VIOLENTI - SONO INDAGATE UNA TRENTINA DI PERSONE, 24 SONO STATE BLOCCATE E DENUNCIATE PER RESISTENZA, PORTO D'ARMI IMPROPRIE, TRAVISAMENTO - TRE SONO STATI ARRESTATI…
Questo "signore" era oggi al corteo di #Askatasuna in prima fila... https://t.co/sFwarNWNL4 pic.twitter.com/beIyfICBOs
— FredMedlamIbba (@MedlamIbba) January 31, 2026
«CHE DOLORE ALLA COSCIA MENTRE MI COLPIVANO, HO SOLO PROTETTO LA TESTA. LORO MOLTO ORGANIZZATI»
Estratto dell’articolo di Alberto Giulini per il “Corriere della Sera”
[…] Alessandro Calista […] Il poliziotto 29enne, pestato da un gruppo di manifestanti durante il corteo di sabato pomeriggio a Torino, si trova a letto in ospedale […] Il telefono dell’agente, nato a Pescara ma in servizio al reparto mobile di Padova, squilla in continuazione. Lo cercano in tantissimi. […]
A chi gli chiede che cosa sia successo, Calista risponde cercando di ripercorrere una situazione degenerata nel giro di pochi secondi. «Mi sono ritrovato da solo tra persone incappucciate — racconta —. Non saprei dire con certezza quanti fossero, ma erano tanti. Ricordo di essere caduto a terra e di avere perso il casco, così ho provato a proteggere la testa con le mani. Poi, a un tratto, ho sentito un dolore fortissimo alla coscia».
Sono le conseguenze di una martellata, una ferita poi suturata all’arrivo in ospedale. Secondo il racconto di una testimone, l’agente si sarebbe staccato dal resto della squadra per affrontare un gruppetto di manifestanti, prima di essere scaraventato a terra e colpito con calci, pugni e martellate.
alessandro calista aggredito durante il corteo per askatasuna a torino 4
Nonostante il pestaggio, Calista riesce a evitare il peggio. Il 29enne viene trasferito all’ospedale Molinette in codice azzurro. Il poliziotto non è in gravi condizioni, ma ha rimediato un lieve trauma cranico, contusioni e una ferita alla coscia. Il responso dei medici è rassicurante, ma l’agente viene tenuto precauzionalmente in osservazione per la notte. […] «Erano organizzati, molto organizzati», spiega Calista. Il 29enne è stato dimesso ieri sera con una prognosi di 20 giorni. […]
TRE ARRESTI E 30 INDAGATI L’ACCUSA È DEVASTAZIONE IN PRIMA LINEA GLI ANARCHICI
Estratto dell’articolo di Giuseppe Legato e Caterina Stamin per “la Stampa”
alessandro calista aggredito durante il corteo per askatasuna a torino 1
L'assalto – con annesso incendio – al "blindo" del reparto mobile, la resistenza, lunga più di due ore, vera e resiliente all'avanzare della colonna di mezzi e divise lunghe come un serpente e fitte come aghi di pioggia, gli scudi con la stella a cinque punte. E poi la tecnica utilizzata per gli scontri: asimmetrica, "hit&run", colpisci e fuggi. Attacco rapido e – altrettanto rapida - ritirata per evitare di venire a contatto diretto con la polizia.
Tutto racconta come la prima linea del corteo di alcune centinaia di facinorosi, che avanzava l'altro ieri sera su corso Regina non era composta solo da antagonisti ma soprattutto da anarchici. Il confine non è relativo. È sostanza. È significato. È magnitudo di violenza e di perizia tecnica quasi paramilitare.
Lo sanno bene alla Digos di Torino, che aveva colto tutti gli alert nei giorni precedenti al corteo, per inciso popoloso, pacifico e colorato fino alla deriva nera di alcune centinaia di professionisti della violenza. Da qui, la predisposizione di un dispositivo di sicurezza (con 30 fogli di via obbligatori e controlli preventivi su 772 persone) ragionato dagli analisti e messo nero su bianco dal neo-questore Massimo Gambino, con un migliaio di agenti e una strategia di contenimento che ha permesso di evitare occupazioni delle stazioni e di "limitare" l'area degli scontri, distante dal centro cittadino e da quella piazza Castello assaltata lo scorso ottobre, dove i manifestanti avrebbero voluto passare di nuovo.
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Tentato omicidio, però – per iniziare – non è un'ipotesi di reato percorribile. In fatto e in diritto. Aggredire in modo vile – undici contro uno – un poliziotto, rimasto isolato in un frangente degli scontri, ha portato all'apertura di un fascicolo con imputazioni diverse.
Perché i coraggiosi aggressori lo hanno presso a calci, colpito con un martelletto su gambe e schiena, poi gli hanno rubato lo scudo, il casco e la maschera antigas.
Dunque, lesioni aggravate e rapina. Invece il reato più grave – codice alla mano – che la procura guidata da Giovanni Bombardieri intende perseguire – sarà a breve nero su bianco nella prima bozza di notizia di reato che i poliziotti stanno predisponendo. Ed è quella di devastazione. […] In giudizio, poi, si vedrà. […] la pena edittale arriva a 15 anni e sale ancora se la condotta è commessa nel corso di manifestazioni pubbliche (il caso di specie).
aggressione alla polizia a torino 3
Al momento, sono indagate una trentina di persone. Ventiquattro sono state bloccate e denunciate per resistenza, porto d'armi improprie, travisamento: giovani a cui sono stati sequestrati coltelli, chiavi inglesi, lanciarazzi e frombole che avevano negli zaini. In tre sono stati arrestati: hanno 31, 35 e 22 anni.Quest'ultimo, arrivato dalla provincia di Grosseto, ha partecipato all'aggressione all'agente Alessandro Calista.
Gli altri due no, ma erano tra chi ha fronteggiato le forze dell'ordine lanciando pietre e bombe carta. E il suk della prima linea del corteo torna a far riflettere. Millecinquecento i volti travisati. Francesi e italiani e altri dal Nord Europa, anarchici e antagonisti, hanno la "testa" della guerriglia, quelli legati ad Askatasuna (insieme agli "autonomi") rimangono in mezzo, schiacciati. E ieri, questi ultimi hanno rivendicato: «Sono stati scontri intensi con una polizia nervosa. Torino ha dimostrato come si può rispondere alla violenza dello Stato».
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Una guerriglia studiata prima via chat. Su Telegram, nelle ore precedenti alla manifestazione, gli antagonisti avevano diffuso il «manualetto del corteo»: 16 pagine in cui si consigliava il «Maloox o l'aceto e il succo puro di limone per contrastare l'effetto dei lacrimogeni» e di «staccare la batteria» del cellulare per impedire «alle guardie di ascoltare le nostre conversazioni». E ancora: dove avvengono gli arresti, cosa fare nel caso di perquisizioni e persino cosa dire in ospedale.
Le stesse chat dove sono stati poi diffusi i posti di blocco: «Bruere, casello A32». «Corso Giulio, Rotonda sfinge». E anche: «Largo Brescia, Digos ferma i pedoni».
Alla fine, il bilancio aggiornato della guerriglia organizzata è questo: un centinaio di feriti; 91 poliziotti, 7 finanzieri e altrettanti carabinieri. Il più grave ha il radio rotto e dovrà essere operato nei prossimi giorni. […]
