prestito

“COMPRI OGGI, PAGHI DOPO” - IL DEBITO A RATE E’ LA NUOVA TRAPPOLA DEL CETO MEDIO: I PRESTITI FINANZIANO BOLLETTE E AFFITTI – "BLOOMBERG" NOTA CHE IL FRAZIONAMENTO “OFFRE LA SENSAZIONE DI UNA SPESA SENZA ATTRITI, MA SOLO PERCHÉ SEMBRA FACILE NON SIGNIFICA CHE SIA MIGLIORE O CHE SIA PIÙ ECONOMICO” - DIETRO L'EFFICIENZA SI NASCONDE, INFATTI, UN INDEBITAMENTO OCCULTO. UN SONDAGGIO  RILEVA CHE “QUASI LA METÀ DEGLI UTENTI DEL DEBITO A RATE AFFERMA DI AVER PAGATO IN RITARDO UN PRESTITO NELL'ULTIMO ANNO...”

Articolo di Fabrizio Goria per “La Stampa” - Estratti

 

Il debito a rate è la nuova trappola del ceto medio.  Nata come opzione per comprare online, si è trasformata in un buco nero. L'industria del Buy now, pay later (Bnpl, ovvero "Compri oggi, paghi dopo") ha fiutato l'opportunità, tramutando i prestiti in uno strumento per saldare ogni spesa. Secondo Wells Fargo, questa formula «sta creando nuovi percorsi verso le trappole del debito» per chi vive stipendio per stipendio. 

prestiti per famiglie e imprese

 

Le rate finanziano bollette e affitti, un fenomeno definito da un analista «capitale circolante per la moderna classe media». L'esperta Robyn Thompson su Bloomberg nota che il frazionamento «offre essenzialmente la sensazione di una spesa senza attriti, ma solo perché sembra facile non significa che sia migliore o che sia più economico». 

 

Il fenomeno ha dimensioni strutturali e i dati Statista 2025 certificano un'espansione formidabile. Il Buy now, pay later vale il 4% delle transazioni e-commerce globali, con l'Europa al 9% e il Nord America al 6%. Il mercato globale ha toccato i 560 miliardi di dollari, secondo Chargeflow. L'Asia-Pacifico sfiora i 223,4 miliardi, ma l'Europa segue con 182,1 miliardi, raddoppiando i dati del 2022.

 

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A dominare è Klarna con 118 milioni di utenti, tallonata da PayPal Pay Later a 32 milioni. Statista traccia un mutamento sistemico, descrivendo «un metodo di pagamento che ha superato la curva di adozione ed è entrato nell'infrastruttura di cassa del commercio globale». Il documento avverte che «il Bnpl non compete più per lo spazio sugli scaffali accanto alle carte di credito e in diversi mercati lo ha già preso».

 

I clienti scelgono i microprestiti perché facili da usare (31%) e ottenere (27%), ignorando l'assenza di interessi (11%).Dietro l'efficienza si cela un indebitamento occulto. 

 

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Un sondaggio LendingTree di pochi giorni fa rileva che «quasi la metà degli utenti del Buy now, pay later afferma di aver pagato in ritardo un prestito Bnpl nell'ultimo anno». Parliamo del 47% del totale. La natura degli acquisti cambia. Il 29% usa le rate per la spesa alimentare, con punte del 38% tra la Generazione Z. Il 54% degli utilizzatori ammette che «non sarebbero in grado di arrivare a fine mese senza questi prestiti».

 

Ne dipendono il 62% dei genitori e il 59% dei Millennial, con un americano su quattro che accumula tre o più prestiti in contemporanea. I ritardi innescano commissioni, pur se il 72% dei morosi dichiara che l'ultimo ritardo non si è protratto per «più di una settimana circa». I fornitori sanitari statunitensi permettono di saldare le fatture a rate, dinamica critica visto che i pensionati del 2026 affronteranno spese mediche per 185 mila dollari in media. 

 

L'allarme coinvolge in pieno l'Europa, con il Censis che certifica un balzo del debito rateale delle famiglie del 127% in tre anni. La Banca d'Italia rileva «vulnerabilità che sono difficili da valutare a causa della limitata disponibilità di dati su volumi e rischiosità». L'utilizzo nel Paese ha subito un'accelerazione anomala, passando «dal 4% delle famiglie nel 2022 al 30% nel 2025».

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Palazzo Koch sottolinea che «questa forma di finanziamento sta coinvolgendo sempre di più fasce finanziariamente vulnerabili, con redditi medio-bassi, ricchezza o attività limitate e debito preesistente». La pratica risulta «diffusa tra i mutuatari che sono in ritardo nel rimborso dei loro debiti».

 

Dal novembre 2026 la nuova Direttiva Europea sul Credito al Consumo (CCD2) disciplinerà «la maggior parte delle transazioni Bnpl». Le norme imporranno «il rispetto di requisiti di trasparenza più rigorosi per le informazioni precontrattuali e contrattuali e valutazioni del merito creditizio più rigorose», misura che per la Banca d'Italia «potrebbe avere effetti positivi sulla tutela dei consumatori e sul rischio di credito». 

 

 

La transizione verso uno strumento di sopravvivenza è un mutamento sociologico profondo. L'ingranaggio si inceppa finanziando le necessità primarie. Il 13% degli utenti paga l'affitto a rate e il 61% degli affittuari dichiara che «prenderebbe almeno in considerazione servizi di rent now, pay later». 

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(...) La consapevolezza diventa frustrazione, infatti il 54% dei clienti afferma di «essersi pentito di un acquisto Bnpl» e un 18% ha provato rimorso «in molteplici occasioni». Le banche centrali osservano i volumi con inquietudine. La promessa di democratizzare il credito ha generato una spirale di consumi forzati, ammantata da innovazione digitale. L'illusione del controllo si scontra con bilanci familiari vicini alla rottura. Un rischio silente che i legislatori tentano di disinnescare prima che i tassi di insolvenza travolgano in via definitiva le finanze del ceto medio. 

 

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